un contesto fortemente artificializzato ed urbano
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Avendo scelto come localizzazione fortemente artificiale e dunque antropizzata, ho deciso di utilizzare come catalizzatore una figura che ha rappresentato la città , però sotto il profilo sportivo; ecco il perchè della mia scelta: Vince Carter (giocatore nba)
Una volta stabilito il catalizzatore, ho proceduto con la prima fase che mi porterà ad un incremento di complessità nonchè alla definizione di possibili variazioni (soggettive) del mio progetto. Opero dunque un'azione dinamica collocandolo all'interno della città , portando una situazione in equilibrio ad una forma di disequilibrio. Il processo è messo ora in moto...
Il catalizzatore funge dunque da innesco per le idee e le successive elaborazioni di progetto. Uno sguardo d'insieme suggerisce i primi passi verso i quali muoversi (tenendo sempre presente i tre aggettivi: indomabile, splendente, intenso)
Successivamente cerco di rendere le prime impressioni in una struttura più organizzata, defininendo le relazioni tra gli spazi e le connessioni tra gli stessi.
Sebbene nelle trasformazioni generative sia implicito (nonchè fondamentale) il concetto di DINAMISMO, trattandosi comunque di un'architettura, ho stabilito una possibile configurazione (griglia) strutturale, andando a definire gli elementi fondamentali dell'edificio (attacco a terra, sviluppo centrale, coronamento) che, seppur con possibili modifiche e variazioni, faranno da scheletro portante all'intero complesso.
Facendo uso delle regole dapprima definite (di cui si fa rimando nella pagina "Second step", provo a elaborare una possibile configurazione che voglio attribuire al mio edificio. Di seguito vi propongo un primo risultato con particolare attenzione ad alcuni elementi di dettaglio...
Per concludere importo questa prima versione di progetto nel mio contesto urbano. Dello stesso scenario vi propongo più di una vista...
