pierpaolo avanzi 1
Il nome dell'evento, FibGold, riassume in sé l'iter trasformativo dello stesso; partendo da un volume con dimensioni in proporzione 3,4,5 ho realizzato che l'armonicità del pezzo andava ricercata nella geometria intrisa nella Natura: quale migliore esempio allora dell'utilizzo della Sezione Aurea per riassumere le scale logaritmiche fibonacciane che rappresentano il Nautilus, un mollusco di grandi dimensioni che ha la sezione del guscio come una perfetta spirale logaritmica: sontuosa e misteriosa espressione matematica della bellezza e della eleganza della natura.
L'uomo in relazione con la natura, i sentimenti e la fede: Individuazione di impressioni connettive da i 3 quadri di Giogione, El Greco e Van Gogh, come sottosistema interpretativo.
Il turbine di emozioni celato da tratti “picchiati†su tela a colpi irregolari, con angoli incompiuti che occultano la brutalità dell’ inquietudine, in uno spazio fisico immerso nella malinconia di van Gogh, dove solo la pazzia può rompere la falsa routine dei sistemi umani (Godel), e la pia drammaticità de El Greco che presenta, nell’opera proposta, lo sfalsamento del tempo terreno da quello trascendente tramite vortici di colori velati, indica l’insicurezza: nesso con la natura vangoghiana e la rassegnazione di Giorgione, il quale rappresenta la bivalenza della realtà nel suo aspetto malinconico di distaccamento e approfittatore terreno.
Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio
della terra,
vino, LISCIO
come una spada d’oro,
morbido
come un disordinato velluto,
vino INCHIOCCIOLATO
e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei CORALE, gregario,
e, quanto meno, scambievole. PABLO NERUDA
Il sottosistema dinamico generato dai tre aggettivi: liscio, inchiociolato e corale, definisce il carattere dell' iter progettuale. La costruzione degli aggettivi evoca la similitudine tra un bicchiere di vino condiviso con una persona cara (immagine presente nel dipinto di Jan Vermeer "Il bicchiere di vino" del 1658) e le opere de El Greco, Giorgione e VanGogh. Infatti l'opera de El Greco rimanda totalmente ai vortici di colori e di insicurezze che si nascondono in un bicchiere di vino, il paesaggio malinconico di VanGogh invece si riconduce allo sfondo di inquietudine che vivono due innamorati impossibilitati a condividere i propri sentimenti mentre la bivalenza dell'esistenza del Giorgione si immedesima nell' idea di fuga dalla triste realtà per mezzo dell'atto di condivisione di un calice di vino.
Le logiche di trasformazione partono da un processo di connessione tra gli aggettivi Liscio, Inchiocciolato e Corale con tre luoghi significativi di Lecco, dove si può lavorare dinamicamente a incrementare i tre caratteri presenti e caratterizzanti della città . La storia e la tradizione industriale della città di Lecco, prima basata sull'economia legata al settore serico delle filande e successivamente a quella siderurgica, devono rappresentare una inclinazione a cui tener conto ma alla quale non vincolarsi. Location ideale per l'inserimento della residenza per studenti risulta essere il piazzale della stazione, luogo di passaggio ma anche di sosta dove, sorseggiando un bicchiere di vino (catalizzatore), si può immaginare una Lecco più Lecco di prima ammirando le maestose creste della Grigna, vero elemento naturale caratterizzante della città .
Passaggio successivo è la trasformazione dei riferimenti in logiche costruttive attraverso regole che definiscono l'idea, infatti l'aggettivo CORALE, inteso anche come forma musicale, tipica degli inni religiosi con melodia semplice e abbastanza facili da cantare, in quanto le parti sono per lo più condotte in forma omoritmica, diventa caratterizzante degli spazi di servizio e di passaggio. Gli aggettivi LISCIO e INCHIOCCIOLATO definiscono invece il "grosso" della griglia di congruenza del sistema occupando il ruolo degli spazi privati o dedicati al riposo e agli spazi di condivisione e relax; in particolare la regola che definisce i rapporti definiti da questi ultimi due aggettivi nasce dalla superficie matematica della bottiglia di Klein: una superficie non-orientabile di genere 2 per la quale non c'è distinzione fra "interno" ed "esterno". Si immagini una bottiglia con un buco sul fondo. Ora si estenda il collo della bottiglia, curvandolo su se stesso, fino ad inserirlo lateralmente all'interno di questa. Questa operazione richiede nello spazio tridimensionale che il collo perfori la parete della bottiglia: effettuata però nello spazio euclideo quadridimensionale , l'operazione può essere fatta senza toccare la parete. Infine, si colleghi il collo con il buco in fondo.Diversamente da un bicchiere, questo oggetto non ha "bordi" dove la superficie termina bruscamente. Diversamente da un pallone, una mosca può andare dall'interno all'esterno senza attraversare la superficie (quindi non esiste realmente un "dentro" e un "fuori"). Nasce così la regola che definisce il rapporto di passaggio dagli spazi di riposo e relax a quelli di studio.
Paradigma iniziario: Primo schema paradigmatico con rapporti funzionali di iterazione tra gli spazi; il labirinto interno rispecchia l'idea di incompiuto e di spazio da dedicare alle trasformazioni in itinere.
Paradigma organizzativo:
I tre aggettivi Liscio, Inchiocciolato e Corale si depositano così sullo schema di partenza, nato dalla suddivisione radiale di una base nata dalla materializzazione del paradigma iniziale, delineando già un supporto di lavoro sulla quale di evolveranno i volumi e gli spazi.
Ipotesi volumetrica con relazioni topologiche: I volumi nella loro semplicità geometrica richiamano quello che gli aggettivi vogliono che siano. La composizione degli stessi maturerà da processi di trasformazione legati al paradigma e al catalizzatore rappresentato dall' opera di Jan Vermeer "Il bicchiere di vino" che muterà lo scenario iniziale tramite le logiche di trasformazione prima esplicitate.
Lo scenario dinamico, risultato dalla messa in atto delle regole paradigmatiche prestabilite, appare immerso nel contesto che più delinea i suoi tratti e i suoi capisaldi organizzativi. La piazza della Stazione di Lecco enfatizza con l’edificio del Banco Desio l’aggettivo che più contraddistingue il mio oggetto, ovvero INCHIOCCIOLATO. Questo risulta essere il punto di vista che gerarchicamente vorrei enfatizzare per poter esprimere, dove le relazioni topologiche legate alla memoria del mio IO si manifestano, i caratteri architettonici, perché di una architettura, oltre che uno spazio per vivere, stiamo parlando, per i quali provo maggiori emozioni e dai quali il mio sistema dinamico evolverebbe in miglior modo. Il colore rosso intenso non è scelto a caso infatti il catalizzatore inziale, "Il bicchiere di vino" di Jan Vermeer, ritorna nella sua piena e profonda sensualità per caratterizzare la liscezza della parete tramite il suo carattere di vellutatezza e il forte movimento inchiocciolato tipico dell' etereo: un vino invecchiato a lungo in cui predominano i profumi terziari;
Questo punto di vista verso l’interno è caratterizzante di due punti fondamentali del paradigma: innanzitutto le Montagne (la Grigna) che nella memoria soggettiva richiamavano l’espressione massima della potenza della natura e paradigmalmente si associano al LISCIO della proiezione verso l’alto e ad una fine piatta, come la pietra levigata dal vento e dalla neve. In secondo luogo, ma non per importanza si riscontra la esposizione del guscio verso l’interno secondo logiche di INCHIOCCIOLAMENTO nella connessione tra i vari spazi e nella distribuzione dei volumi.
Terzo punto di vista, puramente immaginario di una realtà spaziale, oltre che materiale, si esprime nella concettualizzazione di due spaccati essenziali che riassumono per intero l’evoluzione del progetto non trovando ancora tuttavia espressione della loro definizione. L’ingresso, cardine della CORALITA’ delle aperture ma allo stesso tempo rampante accesso ad una realtà privata come quella della casa per studenti nella quale anche le aperture, viste come tagli netti rompono il LISCIO della proiezione degli spazi interni sull’esterno, rende idea della sua concezione attraverso il maniglione inclinato che sembra indirizzare colui che entra verso il collo della “bottiglia di Kleinâ€, ovvero il punto dove spazi privati e di relax si incontrano determinando il fulcro della maglia distributiva. Il secondo spaccato invece sottolinea un passaggio di trasformazione, coerente con le logiche prima descritte, che muta un punto di eccezione presente nel paradigma iniziario, ovvero il nucleo delle scale, in un punto dove si può rintracciare la presenza dello Zorro appartenente alla memoria del mio IO. D’ora in poi il perno del sistema di distribuzione radio centrico assumerà un carattere definitivo ovvero quello delle aperture come tagli, descritte nel paradigma dettato dall’iterazione tra i concetti puri e la memoria attiva.
Attraverso trasformazioni dinamiche all'interno della concezione spaziale e materica della casa per studenti, sono giunto alla conformazione di un nuovo scenario che si configura come incremento di complessità .
