luigierbacci02 
La lettura dell'opera teatrale "Cirano de Bergerac" mi ha aiutato a violare i limiti dell'ovvietà e della linearità , lanciandomi in un mondo di sentimenti onesti e autentici che sorvolano le sembianze e rilanciano la vera natura delle cose.
La seconda e più articolata richiesta, ossia quella di realizzare un asilo in un contesto fortemente urbanizzato, è risultata molto difficile da concretizzare in maniera univoca, proprio per la sua polivalenza e mutevolezza.
Sapendo che questo però voleva dire un ottima partenza dal punto di vista generativo, mi sono slegato dalle mie caratteristiche metodologie, e mi sono lasciato andare nella ricerca senza scopo prefissato, ma con le linee guida semplici e variabili che sono gli aggettivi, e il conseguente paradigma organizzativo.
Ma prima, sono partito dalle emozioni e dai suggerimenti scaturiti dal disegno di una bambina che conosco, e che so per certo essere molto dinamica e frizzante, ma al tempo stesso ponderata quando vuole. E lei, prima ancora che il suo disegno, rispecchia la mia versione di gestione delle emozioni, di atteggiamento nei confronti delle cose e soprattutto delle persone, in particolar modo con gli adulti.
Se quindi tra le richieste del progetto c'era la necessità di mettere in relazione la vita dei piccoli con quella gestionale degli adulti, lei per prima è lo specchio di una capacità che nei bambini è spesso spiccata, di trovare cioè la semplicità e la delicatezza di tessere il loro rapporto con le persone mature in età , con chiarezza e fiducia cieche.
Dal suo disegno mi sono lasciato trasportare nel senso più proprio del termine, ho voluto giocare sugli stimoli che un albero, almeno questo lei ha voluto rappresentare, mi potevano dare. Come cioò vedere da quell'albero una idea di organizzazione, e ne ho ricavato ciò che segue:
- l'area per i bambini, sia essa adibita a gioco, a riposo o a mensa, deve essere situata interamente su un unico piano, preferibilmente a quello terreno, luogo nel quale il bambino si sente a suo agio in modo completo, e in cui l'adulto può gestirlo direttamente
- l'area manageriale e di gestione dell'edificio e delle mansioni si trova su più piani, aperti sull'area verde di gioco dei bambini: in questo modo essi possono senza pensieri lavorare e al tempo stesso controllare assiduamente ma senza invadenza, i piccoli.
- il giardino e l'area gioco verde devono essere a cielo aperto, mentre una stessa area verde si deve trovare coperta in modo tale da permettere ai bambini in qualunque momento dell'anno di "scorazzare" liberi in un area la più libera possibile.
- in quanto sono stato anche io bambino (e neanche troppo tempo fa...) voglio che per primo il progetto soddisfi le mie fantasie di LOCUS AMOENUS così come avrei voluto fosse l'asilo della mia infanzia: spazi molto aperti, ampie vetrate, molto verde e molto azzurro (cielo)
La mia ricerca è proseguita da un punto di vista tridimensionale, nella volontà di dare una prima definizione spaziale delle mie necessità . Partendo dalla descrizione dell'immagine che segue si possono intravedere i caratteri fondamentali della mia idea di asilo, che seguano i caratteri e gli aggettivi predefiniti già dal primo progetto.
Una struttura di circolarità (che dia senso di abbraccio), l'opposizione, e l'armonia.
A questo va unita una spiccata proprietà di gestione degli spazi: in alto gli spazi del controllo e della gestione dell'asilo stesso, cui è adibita la parte centrale con annesso giardino (parco giochi per i bambini, opportunamente recintato). Il verde che circondi la struttura è fondamentale nell'ottica in cui i bambini si trovino in armonia con essa.
Per quanto riguarda l'esercitazione inerente lo svuotamento di un solido per definire una struttura d'asilo che non sia frutto di un'estrusione ma di una intrusione, una sorta di visione introspettiva di se stessi nell'ottica di creare un modello utile alla consegna finale, ho operato secondo la direttiva di togliere e di coprire. Di circondare un elemento caratterizzante, con un elemento coprente primario e uno secondario più esterno.
Da questo ho voluto riscoprire il gusto della generazione per variazioni, definendo una nuova struttura tridimensionale sempre a partire dagli stessi presupposti tecnici per giungere così a quella che ho ritenuto essere a maggior titolo la sequenza più immaginifica possibile dell'immaginario mio personale di asilo, con il suo inserimento nel contesto fortemente urbanizzato, sia di giorno che di notte.
L'ulteriore passaggio è difficilmente esplicabile: infatti la mia operazione è stata più che altro un ritorno all'incipit e una revisione di quanto fatto per vedere dove sussisteva il problema che non mi stava permettendo di generare secondo le regole prefissate.
Allora ho ripercorso visivamente e anche a livello di contenuti, quanto avevo fatto dall'inizio della seconda esercitazione.
Ho disegnato su un foglio tutte le varianti fino ad ora messe in gioco, per riscoprirle a partire da una definizione organizzata degli spazi, delle funzioni, della teoria filosofica che ci sta dietro, della mia visione di asilo, della necessità di porre tale struttura su un grattacielo o comunque una zona fortemente urbanizzata.
Ecco che ho definito allora la struttura in base ai tre aggettivi:
OPPOSIZIONE
DINAMISMO
CICLICITÃ
e ad essi ho aggiunto
ATTENZIONE
SEMPLICITÃ
che a mio avviso sono necessari per una struttura infantile come quella di un asilo.
A questo punto l'attenzione è stata rivolta all'ambientazione e alla definizione di una relazione stretta tra le parti e il contesto.
Cape Town mi è sembrata un'ottimo connubio tra la naturalità e l'artificialità . Tra il suo mare e i suoi grattacieli, tra le sue bellezze e le sue indecisioni.
Ecco che sopra a un "non ecologico" grattacielo della Shell, ho voluto inserirgli il mio progetto di asilo per contrappasso. Come sopra a un edificio con un carattere cosi spiccatamente commerciale e di profitto, poter creare una struttura di libertà e trasparenza come è per forza una struttura di e per i bambini.
In fin dei conti, tutti siamo alla ricerca di noi stessi e della nostra infanzia, spesso perduta.
Ecco l'inserimento e alcuni scenari che richiamano aspetti dell'inconscio e della primaria necessità dei piccoli di essere coccolati e abbracciati, quasi come che non ci sia un vero distacco, tra la famiglia e la scuola dell'infanzia.
Ecco il complesso dell'asilo posizionato sull'edificio, visto più o meno dalla stessa altezza:
L'ultimo passaggio consiste nell'incrementare di complessità il processo, facendo in modo tale da ricavare una struttura che parta da quella del grattacielo, e che al suo interno, come per un frattale, definisce spazi e regole ricorrenti anche nel precedente progetto.
Di seguito sono mostrati:
