ZWEI
elementi
1. tronco con elica cilindrica
2. mano diavolo
3. torsione, anche lei a mo'di spirale, del corpo di eva
4. braccia di adamo che sovrastano eva
5. prato verde scuro
6. prato verde chiaro
7. angelo in prospettiva "uscente" dal dipinto
gerarchia
A mio modo di vedere la composizione ha come suo perno ruotante il corpo del diavolo che si attorciglia sul tronco, da questo elemento partono due linee-guida: la prima parte un po' più in basso (mano diavolo e sopra braccia protese di Adamo) e "avvia" la torsione del corpo di Eva, che si svolge come una doppia parentesi e ha secondo me un esito a cui potrebbe attaccaresi una spirale successiva; la seconda invece parte dalla spada dell'angelo (sopra spada angelo, sotto braccia protese di Adamo) ed avvia un'altra spirale che però è involuta, finisce con le braccia incrociate di Eva. Solo successivamente ho notato la contrapposizione tra Eden rigoglioso e terra arida, uomini belli e uomini brutti.
Anche i volti e le direzioni dell'angelo e del diavolo sono speculari
confronto con altre gerarchie
''Da un primo studio ottico dell’opera, osserviamo quindi una scena distinta in due momenti: la condizione di Adamo ed Eva prima e dopo del peccato. Nel primo caso le due figure sono “belle†e perfettamente integrate nella natura; nel secondo, quest’ultime sono “brutte†e integrate in un paesaggio scarno, il deserto. L’albero della conoscenza è l’elemento di divisione della scena.
Tuttavia ci sono degli elementi che differiscono dalla concezione cristiana: la strana creatura ( un misto tra uomo e serpente ), l’angelo ( e non Dio ) che scaccia Adamo ed Eva e, per concludere, le nudità lasciate scoperte dopo la cacciata''
quindi un'altra chiave interpretativa è dividere prima il quadro in due parti
connessioni con un mondo immaginario
albero, angelo e diavolo-cavatappi; Eva che si torce-nastro della ginnastica ritmica; braccia di adamo-remi di una barca; angelo con spada-superman o megafono
anche in questa bella immagine di un salice piangente cresciuto in riva ad uno specchio d'acqua ho notato la stessa gerarchia, perchè secondo me gli elementi balzano all'occhio seguendo questo ordine di importanza: il tronco, le linee ondulate dei rami, la linea di demarcazione fra due ambienti di colori diversi, le eventuali simmetrie che si possono trovare alla sommità dei rami
il contesto naturale dove collocare la prima IRTAL non è stato scelto a caso, esso è anzi un luogo che ho avuto la fortuna di visitare in passato: lo Yosemite National Park, in California, U.S.A. Tale luogo presenta un forte elemento caratterizzante, ossia la montagna che si trova nella parte destra della fotografia, la cui forma ricorda vagamente quella di una mano umana..ed è perciò che ho scelto proprio la mano come catalizzatore, poiché si trova ad essere contemporaneamente un elemento interno al preesistente che crea di per se disarmonia ed è fecondo di ispirazione; ma è anche vero che progettando una "piccola mano" si rende in un certo senso il naturale più naturale di prima
ho pensato ad una griglia in cui l'elemento centrale rispondesse nella struttura a costruzioni derivate dalla regola 'diamante', per la sua somiglianza ad un palmo di mano umana, mentre nella torre la regolarità è data dalla struttura verticale che sostiene gli appartamenti e l'eccezione invece dalla struttura curva che sostiene il corpo scale
''nel primo scenario il tetto della mensa e quello della hall, che dovevano essere entrambi "ordinati" vengono creati impiegando la regola "zig-zag", ma nel primo tetto si crea una piramide che ha come base i due lati della regola e altezza due volte il lato, la si svuota, e gli elementi così ottenuti vengono messi l' uno vicino all'altro a formare una superficie che ancora obbedisce alla regola zig-zag. Nel tetto della hall invece l'aggettivo è reso solamente estudendo la regola e tagliando le parti che non si adattano alla pianta.
Sul tetto "ribollente" della Cafeteria si usano lucernari derivati dalla regola 'svezia' in cui viene estrusa la linea ondulata ed i 3 cerchi diventano 3 sfere che vengono poi tagliate da un piano inclinato a 30°.
Per quanto riguarda i tre edifici , essi hanno il corpo scale ribollente creato con l'ellisse di "triangolo" estruso lungo un' 'onda', vengono rivestiti con la regola 'unghia', ribollente, e la loro pianta obbedisce alla regola 'azteca'''
''nel secondo scenario possibile che ho individuato i tetti di mensa e hall ordinati sono creati l' uno attraverso l' estrusione di una forma creata a partire da 'onda' lungo un'altra 'onda' messa a 90° ed il secondo tramite il bordo di 'azteca' estruso in verticale, a cui viene appaiata una soluzione fatta dalla stessa forma scalata in rapporto 0,1, girata di 180° e moltiplicata per due. Il tetto ribollente della Cafeteria è invece creato a partire da quello della mensa nel progetto precedente, ma la altezza della piramide è 1 volta e mezza quella della precedente e viene estrusa solamente una faccia.
I tre edifici invece hanno come pianta del singolo piano la forma 'svezia' privata di una semicirconferenza, mentre il loro corpo scale è sempre obbediente alla regola 'triangolo', ma nell'edificio più basso viene estrusa come prima, in quello mediano vengono estrusi solo i due triangoli rettangoli e nel più alto solo l'ellisse, però in linea retta''
visto dalle sommità dei tetti, con dietro la forma 'unghia' che va a costituire il corpo dell'edificio residenziale, il primo scenario assume un carattere ribollente
la vista che contempla dalla distanza le tre torri residenziali conferisce un aspetto ordinato alla soluzione progettuale
mi sono reso conto che non era stato generato in entrambi gli scenari di partenza l'elemento dell'ingresso ordinato, cioè una forma che accompagnasse l'ingresso già di per se' ordinato perchè ottenuto tramite la regola 'diamante', perciò ho creato un solido attraverso la rivoluzione di 180° di 3/4 della linea curva che circonda la regola 'svezia' e del triangolo che unisce il centro dei tre cerchi
La zona di Manhattan nella città di New York ha una nota caratterizzante nello slancio verso l'alto dei suoi edifici, per me lo stesso catalizzatore che avevo scelto nel primo progetto riesce a condensare con grandissima potenza iconica questo principio. Tuttavia il modo col quale si stacca da terra, quasi ne tirasse a fatica un pezzo con se' (come si alza una tovaglia con due dita) è un interessante elemento di disarmonia in una città dove le torri assomigliano più a pali conficcati (per quanto riguarda il loro rapporto con il terreno)
la regolarità viene data oltre che dalla divisione verticale (in rosso) tra il corpo scale con zona passaggio impianti ed il resto dell'edificio anche dalla stessa forma dei singoli 'flats'; invece la eccezione è rappresentata dal progrssivo 'ritirarsi' dei solai, ritirarsi che seguirà di volta in volta una od un'altra regola
nel primo scenario la eccezione del diminuire in lunghezza dei "flats" è determinata da 'onda' presa una volta sola e girata di 90° rispetto alla lunghezza del piano. Il piano singolo obbedisce anche esso ad 'onda', scalata a seconda della diminuzione sopracitata e disposta in modo tale che iniziasse una volta con una concavità e la volta dopo con una convessità . Il corpo scale è 'azteca' estrusa fino alla fine. Da parte al corpo scale un rivestimento creato con piccole estrusioni di 'onda'. Sulla sommità due camini il cui rivestimento è 'onda' presa una volta sola, 'specchiata' lungo un asse ortogonale e fatta girare di 360° attorno al detto asse per creare una superficie "ribollente"
nel secondo scenario la eccezione del diminuire in lunghezza dei flats è determinata dall'estrusione della linea ondulata che segue i contorni di 'svezia' estrusa con un angolo di 40°. Questa forma ottenuta diventa il limitare "vasto" del terrazzo, oltre che il finale verso il cielo in maniera "ribollente" dell'edificio. Il corpo scale è invece "triangolo" dove l'ellisse è estruso per tutta la altezza dell'edificio mentre il triangolo rettangolo viene estruso tanto quanto l'altezza del singolo solaio e riproposto ad ogni piano
guardando l'esito progettuale dal basso si nota la caratteristica "ribollente" dei piani che arretrano
la vista dal terrazzo alla sommità evoca l'aggettivo "vasto" ma anche "ordinato"
mi sono reso conto che nel primo paradigma indiziario non era ben definito un canale di ingresso al primo piano, perciò ho voluto crearne uno, definito dall'aggettivo "ribollente" perchè è secondo me quello complementare a "vasto", che già da' le linee guida per il resto della generazione di scenari per quel piano
l' esito ribollente del corridoio d'ingresso è definito da "triangolo" usato come coronamento del tetto alla sommità , usato con la piccola estrusione in sequenza delle due forme che lo compongono riesce bene ad evocare l'aggettivo perchè stimola l'osservatore a girarci intorno e mano a mano che questi compie i detti movimenti lo scenario cambia leggermente
