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Third

back to Rosario Curto

Adam's house and the Eden

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Il giardino dell'Eden è stato da sempre oggetto dell'attenzione di molti esponenti della cultura di ogni tempo.
IL giardino ed in particolar moda la casa di Adamo rappresentano infatti l'ideale di archetipo in architettura.
Con la parola archetipo si intende considerare un elemento primordiale in grado di esprimere la propria funzione e il proprio scopo di esistere al di fuori dall' esperienza, un concetto quindi a priori riconoscibile da una comunità intera la quale ha una visione unanime di questo.
Stimo parlando nel nostro caso di un assioma dell'architettura, un concetto o un elemento la cui identità è nota a tutti e la cui funzione è uguale per tutti.

Tuttavia nel corso della storia e della ricerca è stato dimostrato che è impossibile postulare questo tipo di concetto in quanto si scontra con la soggettività dell'uomo e con la visione totalmente differente della realtà che ognuno di noi possiede.

La parola archetipo deriva dal greco antico ὰρχέτῦπος col significato di immagine: tipos ("modello", "marchio", "esemplare") e arché ("originale"); è utilizzata per la prima volta da Filone di Alessandria e, successivamente, da Dionigi di Alicarnasso e Luciano di Samosata.
Il termine viene usato, attualmente, per indicare, in ambito filosofico, la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio l'idea platonica); in psicoanalisi da Jung ed altri autori, per indicare le idee innate e predeterminate dell'inconscio umano; per derivazione in mitologia, le forme primitive alla base delle espressioni mitico-religiose dell'uomo e, in narratologia, i metaconcetti di un'opera letteraria espressi nei suoi personaggi e nella struttura della narrazione; in linguistica da Jacques Derrida per il concetto di «archiscrittura»: la forma ideale della scrittura preesistente nell'uomo prima della creazione del linguaggio e da cui si origina quest'ultimo. L'archetipo è inoltre utilizzato in filologia per indicare la copia non conservata di un manoscritto (l'originale) alla quale risale tutta la tradizione (le copie del manoscritto originale).

Carl Gustav Jung teorizza che l'inconscio alla nascita contenga anche delle informazioni innate, trasmesse in modo ereditario in virtù dell'appartenenza dell'individuo ad una collettività e chiama questo sistema psichico inconscio collettivo, distinguendolo dall'inconscio personale che deriva direttamente dall'esperienza personale dell'individuo. La formulazione dell'archetipo è più volte ridefinita, precisata, approfondita da Jung.

Obiettivi

L'obiettivo principale che intendo raggiungere attraverso il mio progetto è identificare un archetipo che non abbia la presunzione dell'oggetività ma che sia in grado esprimere, rappresentare e strutturare la mia soggettività e quindi l'ideale di architettura legato al mio immaginario.

Sample

Come primo approccio al progetto ho ritenuto necessario stabilire una struttura di partenza che mi indirizzasse alla creazione di un paradigma e poi successivamente alla realizzazione dello scenario,
quindi ho preferito fare riferimento ad una rappresentazione ultimata del paradiso terrestre secondo
Hieronymus Bosch.

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La rappresentazione in questione è una tavola o meglio un trittico dove l'artista presenta una sua visione della vita umana a partire dal giardino dell'eden fino ad arrivare alla non vita dell'inferno musicale, attraverso questo percorso tuttavia spicca per dimensioni e per importanza la parte centrale del trittico dedicata al movimento gioioso di corpi che sembra inneggiare alla vita.
Ed è proprio questo evento che ha suscitato particolarmente il mio interesse.
Sebbene il paradiso terrestre fosse abitato solo da un essere umano all'inizio, poi da due, il vorticoso movimento dei corpi che ho occupano interamente il primo piano della rappresentazione sembra animare il quadro e l'ambiente stesso che da statico diviene dinamico ed in continuo cambiamento proprio come la vita stessa dell'uomo. Contribuisce ad incrementare questa mia sensazione la presenza sullo sfondo e un po su tutto lo scenario di edifici dalle forme ellittiche, mai regolari o simmetriche che sembrano non essere immobili ma come nell'atto di compiere un evoluzione, un cambiamento perpetuo.

Lo spazio è l'inizio della nostra esistenza, proprio come un padre
Ruggero Bacone, Opus Maius


Questo inciso è l'incipit del libro che mi ha guidato alla scoperta di un mondo scomparso che con mio grande stupore ha interessato e coinvolto centinaia di studiosi e uomini di cultura di tutto il mondo alla ricerca del paradiso perduto, un sogno che ha continuato a stregare l'uomo dopo la sua cacciata.
Il libro in questione è stato scritto da Alessandro Scarfi nel 2007, dove l'autore traccia con una precisione quasi maniacale le caratteristiche geografiche del paradiso terrestre la sua struttura e le caratteristiche principali di quest'ultimo fornendoci inoltre utili mappe che stabiliscono la gerarchia tra le varie parti di cui si compone il paradiso.

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Come stavo dicendo oltre a fornirci una precisa descrizione del luogo geografico dove era situato il giardino ci ha descritto con una serie di rappresentazioni la suddivisione dello spazzio al suo interno.

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Anche in questo il mio immaginario è stato fortemente attratto dalla struttura di connessioni logiche del disegno che raffigura appunto la divisione topologica del paradiso.
Sono stato particolarmente attratto dall'area circolare situata al centro della superficie occupata dal giardino, la circonferenza centrale sembra ordinare lo spazio attorno in maniera sistematica e accurata fino a generare una struttura più complessa.

Esercizio di recitazione poetica

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umilta' vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si' piacente a chi la mira,
che da' per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la puo' chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.

(Dante Alighieri da Vita Nova)__



Catalizzatore

A questo punto del progetto come è stato già fatto per i progetti precedenti ho scelto un catalizzatore che mi potesse indirizzare verso una direzione progettuale ed espletare quindi la mia visione del paradiso.
L'elemento che geometrico che mi ha più colpito nella rappresentazione cartacea della struttura del paradiso è il cerchio che guida la composizione di tutti gli altri spazi ed eventi del paradiso, ed è proprio da questo che sono partito per scegliere il mio catalizzatore.
Ho scelto infatti una conchiglia, esoscheletro organico e scudo protettivo che dal punto di vista geometrico è perfettamente regolato. La sua struttura segue infatti una precisa regola di distribuzione delle linee che la compongono.

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La conchiglia è infatti una superficie che si struttura e articolo attorno ad una spirale perfetta generata dalla ripetizione di rettangoli aurei che si susseguono sino a creare una figura che nel mondo dell'arte e dell'architettura ha sempre avuto un ruolo di fondamentale importanza in quanto esempio di perfezione matematica.

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Se analizziamo ulteriormente la struttura morfologica della conchiglia è possibile fare un ulteriore constatazione e cioè sezionando la sua sagoma con piani paralleli è possibile osservare la struttura interna di questo ultimo costituito interamente da circonferenze che si susseguono in successione di dimensioni diverse ma tutte ordinate dallo stesso principio regolatore.
La conchiglia quindi non ha avuto in questo caso unicamente la funzione di modificare lo spazio circostante quanto invece invadere e accendere il mio immaginario.
La conchiglia è stata infatti il motore che mi ha permesso attraverso il mio immaginifico di strutturare l'intera area del progetto.
L'idea progettuale che mi ha guidato è stata un svolta, attraverso il catalizzatore ho infatti provato ad immaginare un mondo costruito non sulla sua stessa superficie ma al suo interno come uno scudo uno scheletro in grado di avvolgere e proteggere ciò che cela al suo interno.
Partendo quindi dall'idea di centralità che mi aveva subito colpito all'inizio del progetto e attraverso uno studio delle regole che ordinano le parti del mio catalizzatore sono giunto alla realizzazione di una superficie tridimensionale che si distende lungo la traiettoria immaginaria stabilita da una spirale che si avvolge al suo interno.
Una struttura anti convenzionale ma che tuttavia è in grado espletare al meglio l'idea progettuale.

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Vista Frontale

La regola fondamentale che mi ha permesso di poter realizzare questa struttura così articolata è stata una regola che avevo stabilito all'inizio della mia esperienza generativa, la regola LOGARITMIC EQUATION, attraverso questa regola mi è infatti stato possibile stabilire la struttura di base, dunque lo scheletro della struttura.
Tuttavia una sola regola non è stata in grado di modellare la spazio a sufficienza. per questo motivo ho utilizzato un ulteriore regola, la regola MATRIX, che mi ha permesso di creare un binomio intellegibile tra struttura e involucro.

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So far, So near

Contrariamente a quanto affermavano i manoscritti storici a proposito della posizione geografica del paradiso ho deciso di situare quest'ultimo in un contesto ultraterreno, al di fuori della realtà umana quindi irraggiungibile all'uomo, una dimensione parallela a quella della terra, lontana, eppure vicina a tal punto che l'uomo è in grado di sentire la presenza di questo luogo sacro ma non è in grado di raggiungerlo, ne tanto meno di vederlo, può solo IMMAGINARLO.

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Nell' immagine precedente ho cercato di riassumere la rete di connessioni che mi hanno portato e questo tipo di risultato, partendo dal catalizzatore per raggiugere una prima configurazione formale.

Di seguito ho enunciato le principali regole e la loro definizione che mi hanno aiutato a stabilire questo tipo di rapporto tra struttura e involucro

RULES

Regola: MATRIX
Qualità: NASCOSTO
Occasione: INVOLUCRI, BARRIERE

Questa regola nasce dalla superficie tridimensionale realizzata attraverso gli script di rhino.
E' una regola molto semplice poichè sfrutta forme (esistenti) come una superfice è ne completa e struttura la funzione.

REGOLA OPERATIVA
In base infatti all'aggettivo che è stato associato alla superficie la regola impone tre tipologie diverse di trasformazione: estrudi (infinito), scava (nascosto), raddoppia (audace).


Regola: LOGARITMIC EQUATION
Qualità: INIFINITO
Occasione: Involucro, elementi di separazione o collegamento

1 La presenza del lago in relazione al contesto circostante, se infatti le montagne chiudono in bacino orografico la città il lago rappresenta invece uno slancio verso l'ignoto o l'infinito.

2 Gli alberi che circondano il lago e particolarmente lo slancio quasi ortogonale di questi verso il cielo,
le spirali che i rami di questi creano sembrano non avere fine.

3 La particolare forma della riva che per lunghi tratti sembra proseguire come un ellisse



REGOLA OPERATIVA
Traccio il rettangolo aureo, dopo aver sezionato il rettangolo secondo le proporzioni aureo raggiungo l'ellisse aurea simbolo inequivocabile di infinito in quanto la sua costruzione consta di una serie di rapporti infiniti. Una volta costruita la spirale traccio una linea passante per l'origine della spirale perpendicolare alla tangente della curva più esterna. poi in base al tipo di esigenza divido la spirale a partire dalla perpendicolare alla tangente con rette perpendicolari a quest'ultima e distanti tra di loro 0,618 x1 x2 x3 ....Alla fine estrudo la figura che ho ottenuto.



PARADIGMA INDIZIARIO

L' immagine che ha guidato il mio immaginario durante l'approfondimento del paradigma è la spirale che ha segnato anche la definizione dello spazio dove installare l'intera struttura del progetto.

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Il paradigma organizzativo mi ha permesso di stabile una gerarchia tra gli eventi e un organico coordinamento tra gli spazi che si articolano lungo la spirale che costituisce lo scheletro immaginario del mio progetto.

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PARADIGMA ORGANIZZATIVO

GERARCHIA

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Il paradigma organizzativo è uno strumento di fondamentale importanza nel processo generativo in quanto mi consente di indagare e approfondire la complessità degli eventi e di come essi sono organizzati, in particolare attraverso questo ho definito i collegamenti e le caratteristiche di ogni ambiente o spazio.
Gli aggettivi che avevo scelto inizialmente hanno contribuito a definire la morfologia e la regola alla base di ciascun elemento o azione o processo.
Nell'immagine in basso ho esploso la struttura che ho definito inizialmente e ho definito il paradigma in base a questa per rendere facilmente comprensibile la dislocazione degli eventi.

DIREZIONE

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Attraverso il paradigma ho definito inoltre una direzione, un movimento, un dinamismo all'interno del progetto. Tutti i pricipali elementi d'interesse di trovano infatti dislocati lungo una linea immaginaria tracciata dalla spirale che diventa non solo scheletro della struttura ma anche un percorso complesso di scoperta e gli eventi tappe di tale percorso. Risulta evidente il chiaro riferimento all'Inferno dantesco da cui ho attinto nelle mie ricerche per approfondire la topologia dell'area di progetto.

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LINKS whit the HIPERCUBE

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SIDES AND EVENTS

Gli eventi e i luoghi che ho creato sono disposti seguendo la cartografia medioevale circa la struttura del paradiso terrestre. Tutti sono disposti lungo la spirale tangente all'involucro esterno.
Seguendo poi il mio immaginario, ho stabilito una connessione dialettica che legasse questo tipo di disposizione alla mia personale visione del paradiso terrestre:
un luogo legato all'immaginazione ma reale e concreto nel nostro intelletto, un luogo irragiungibile se non dopo un percorso di allontanamento dalla realtà fino ad un totale distaccamento, a quel punto si rompe l'incantesimo terreno, a quel punto l'illusione della realtà umana svanisce e subentra quella divina, una climax discendente all'inizio per poi ascendere una volta aperti gli occhi, una volta guardato il mondo con gli occhi di un bambino.

COLLINE DELLA SPERANZA

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Questo evento che apre il percorso di scoperta attraverso la spirale è stato realizzato attraverso una regola molto particolare.
L'aggettivo legato alla regola è Audace, aggettivo in grado di rappresentare il tipo di processo che accompagna l'utilizzo appunto della regola INTERCEPTION.
Attraverso due superfici prodotte con gli script di rhino infatti è stato possibile creare una nuova terza superficie determinata dalla proiezione dei punti di una spirale logaritmica posta parallelamente rispetto al piano passante per la superficie la cui normale è perpendicolare alla superficie su cui giace la spirale.
I punti proiettati intersecano prima una superficie poi l'altra, determinando 2 punti nello spazio. ruotando poi le 2 superfici si otterrà una griglia tridimensionale e con le opportune triangolazioni una superfice molto più complessa e articolata delle precedenti.
Questo tipo di regola mi ha permesso di generare diverse famiglie di superfici che sono diventate colline e montagne del paradiso dato anche la stretta relazione determinata dalla spirale che lega virtualmente questa con il resto della struttura.

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LA VALLE DEL PIANTO
La valle del pianto è stata realizzata con lo stesso criterio generativo delle colline.
L'intersezione tra 2 nuove superfici e quindi i vuoti creati mi hanno permesso di realizzare questo nuovo evento che tuttavia risulta essere legato profondamente al primo.

IL FIUME DEI DISILLUSI

La realizzazione di questo ulteriore elemento di caratterizzazione del paesaggio naturale mi è stata suggerita dal mio immaginario, la spirale infatti che definisce gran parte del mio progetto mi ha spinto ad adottare una struttura geo metrica molto più regolare rispetto alle precedenti per generare questo tipo di risultato.
Ho associato l'immagine del fiume ad una citazione della filosofia classica in particolare alla definizione di eraclito circa il concetto di divenire:PANTA REI.
Tutto scorre proprio come un fiume in piena, tuttavia l'aggettivo greco pas, pasa, pan, non indica un unicità ma bensì una molteplicità per cui ho deciso di osservare l'oggetto da realizzare come una molteplicità d'eventi che si susseguono tra di loro sempre diversi, in continuo divenire.

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La regola che ho adottato è molto semplice, consiste infatti nella ripetizione algoritmica di un determinato evento.
L'algoritmo è definito da una successione molto semplice, riconducibile alla successione matematica n+1,n+2,n+3,ecc.
l'elemento base che ho scelto come origine di questa successione è il cubo, la forma geometrica più facilmente riconoscibile dall' occhio umano, in modo tale che risultasse evidente la semplicità complessa della regola generativa.

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L'ALBERO DELLA VITA

« Genesi 2:9: "Così il Signore Dio fece crescere dal suolo ogni albero desiderabile alla vista e buono come cibo e anche l'albero della vita nel mezzo del giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male".
Genesi 2:16: "e il Signore Dio impose all'uomo questo commando: "Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai positivamente morirai".

Il divieto di consumo riguarda solo l'albero della conoscenza del bene e del male. Probabilmente, prima del peccato (consumatosi col mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male) Adamo mangiava di tutti i frutti compreso quello dell'albero della vita. Come se fosse un antidoto o semplicemente per celebrare la vita o il diritto di vivere.

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Adamo ed Eva mangiarono del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male e andarono incontro alla punizione: la morte. Per riacquistare il diritto di vivere potevano mangiare del frutto dell'albero della vita; ma Dio disse: Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'Albero della Vita, ne mangi e viva per sempre »Come ho già detto precedentemente per la realizzazione del paradiso terrestre ho preso molti riferimenti geografici e culturali dalla storiografia classica e da manoscritti e tesi come quella di Alessandro Scarfi dove l'autore in molti casi è riuscito a compiere una vera e propria ricostruzione geografica del sito e dell'intero territorio destinato al paradiso terrestre. é interessante notare inoltre come in base alle ricerche effettuate molte caratteristiche dell' eden siano andate perdute, come la presenza di due e non un unico albero della conoscenza.
Un' albero era appunto
Questo è un tentativo di investigare due caratteristiche principali nel Giardino dell’Eden che mi lasciano perplesso: cosa erano i due alberi; l’Albero della Vita e l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male (l’albero d.c.d.b.e.d.m)? (Genesi 2).
Queste due domande sembrano non ottenere risposta (almeno non direttamente) nel resto delle Scritture, come ad esempio alcune cose tipo il sacrificio degli animali e la dottrina del peccato originale, che sono spiegate in dettaglio. Le mie conclusioni non sono andate molto in profondità. Sono più incerto su alcune delle mie conclusioni rispetto ad altre. Sarei felice di sentire anche il parere di altri. Credo che il resoconto scritto nel Libro di Genesi non sia un “mito” come qualcuno lo definisce, ma sebbene le persone e gli oggetti in esso contenuti abbiano un significato simbolico, sono pur nondimeno reali e solidi, come la poltrona su cui sei seduto. E ciò che accadde nel Giardino, incluso le situazioni soprannaturali, sono storia pura.

La realizzazione dell'albero della vita è stata molto particolare.
Ho utilizzato infatti due regole nuove ideate appunto in questo ultimo progetto per rispondere agli obiettivi progettuali.
La prima è la regola HELIODON, che risponde all'aggettivo Infinito. La regola consiste nella realizzazione di una circonferenza al centro della quale partono una serie di raggi che intersecano quest'ultima. Il punto d'intersezione tra i raggi e la circonferenza è il punto di partenza di una serie di curve, estrapolate da una spirale logaritmica. le spirali si intersecano in un punto su un piano differente da quello su cui giace la circonferenza. In questo modo ho creato una struttura tridimensionale.
Una volta realizzata tale struttura utilizzo la regola NURBS, che mi permette di estrudere in tutte le direzioni i punti all'interno delle linee che ho creato.

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L'ALBERO DELLA CONOSCENZA DELLA VITA E DELLA MORTE

Genesi 2:9: "Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male".
Genesi 2:16: "e Dio impose all'uomo anche questo commando: "Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai positivamente morirai".
Il divieto di consumo riguarda solo l'albero della conoscenza del bene e del male. Probabilmente, prima del peccato (consumatosi col mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male ) Adamo mangiava di tutti i frutti compreso quello dell'albero della vita. Come se fosse un antidoto o semplicemente per celebrare la vita o il diritto di vivere. La disubbidienza avvenne così:
« 1 È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". 2 Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3 ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete". 4 Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! 5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". 6 Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. 7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. » (Genesi 3,1-7)
Adamo ed Eva mangiarono del frutto dell' albero della conoscenza del bene e del male e andarono incontro alla punizione: la morte. Per riacquistare il diritto di vivere potevano mangiare del frutto dell'albero della vita; ma Dio disse: Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'Albero della Vita, ne mangi e viva per sempre » (Genesi 3,22) Secondo il libro della Genesi, l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male era posto nel centro del Giardino.

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Ho interpretato questo ulteriore evento come un aumento di complessità del primo.
Se nel primo albero ho utilizzato una sola volta la regola NURBS, in quest' ultimo ho deciso di raddoppiare l'utilizzo della regola incrementando così la complessità del primo.


IL GIARDINO DELL'EDEN

Anche per quanto riguarda il giardino sono state applicate precise regole di trasformazione che insieme ad un precisa disposizione organica degli elementi mi hanno permesso di creare una struttura aperta, molto ben disposta a nuove e diverse trasformazioni.
Ho pensato di creare tre punti di riferimento, come tre vertici di un ipotetico triangolo che chiude al suo interno il prezioso albero.
La forma triangolare è un chiaro riferimento alla trinità artefice di tutto ciò che esiste e per questo disposta al centro dell'intera area in quanto appunto l'albero è il centro geografico e spirituale della superficie.

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Gli altri elementi che circondano l'albero creando così il giardino sono stati realizzati applicando le regole precedenti utilizzate per gli alberi.
Tuttavia in questo caso sono partito da una struttura molto più semplice. Una circonferenza, ruotando la circonferenza nello spazio attorno un asse che passa per il diametro di questa otteniamo una serie di curve che diventano la struttura di un' ipotetica sfera. Ruotando di 90 gradi creiamo una sorta di reticolo spaziale, al quale applichiamo 1, 2 ,3 volte la regola NURBS.

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LA CASA DI ADAMO

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A questo punto giungiamo alla fine del nostro viaggio ed ecco materializzarsi la casa del primo uomo, l'uomo che ha dato inizio alla razza umana, l'uomo che rappresenta ognuno di noi e di cui ognuno di noi siamo parte.
Adamo rappresenta l'archetipo dell'uomo in quanto primo uomo esistente, e in quanto tale anche la sua abitazione diventa un archetipo architettonico.
Tuttavia sono consapevole che il concetto di archetipo non è esprimibile in quanto è soggetto ad un giudizio personale soggettivo e quindi mutevole, per questo motivo ho cercato di esprime questo tipo di concetto primordiale attraverso un elemento che nel mio immaginario rappresenta l'origine di tutte le cose, l'origine della vita stessa: la MATEMATICA. Solo la matematica infatti è in grado di esistere al di fuori di ogni cosa, al di fuori dell'uomo stesso. La matematica può essere pensata e sfruttata dall'uomo ma di certo non è un invenzione dell'uomo, tuttalpiù una scoperta ma di certo non un invenzione.
La casa di Adamo esiste a priori la sua esistenza, lui è solo un ospite passeggero. Questo tipo di relazione che intercorre tra la casa e Adamo ritengo sia esprimibile attraverso l'esplicitazione della matematica, pura ed essenziale.
Il miglior modo per esprimere questo tipo di rapporto ritengo siano le linee pure e geometriche quasi da far sembrare questo elemento estraneo al contesto eppure più vivo che mai e soprattutto anima e motore organizzativo di tutto il resto.
Nonostante l'aspetto infatti la casa vuole essere un riassunto di tutto il percorso generativo che si è fatto, essa contiene infatti tutte le regole di trasformazione che sono state applicate fino adesso, regole che comunque risultano essere nascoste nei primi scenari in quanto definiscono particolari dettagli dell'abitazione, per questo motivo è stato necessario creare una seconda generazione di scenari che potessero evidenziare questi ulteriori eventi.
Eventi che inevitabilmente incrementano la complessità del progetto e ne rendono più evidenti le peculiarità costruttive.

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Le regole che ho applicato per la realizzazione della casa come ho spiegato precedentemente sono molte. Le principali trasformazioni sono state ottenute attraverso le seguenti trasformazioni:

RULES

Regola: MATRIX
Qualità: NASCOSTO
Occasione: INVOLUCRI, BARRIERE
Questa regola nasce dalla superficie tridimensionale realizzata attraverso gli script di rhino.
E' una regola molto semplice poichè sfrutta forme (esistenti) come una superfice è ne completa e struttura la funzione
REGOLA OPERATIVA
In base infatti all'aggettivo che è stato associato alla superficie la regola impone tre tipologie diverse di trasformazione: estrudi (infinito), scava (nascosto), raddoppia (audace).


Regola: LOGARITMIC EQUATION
Qualità: INIFINITO
Occasione: Involucro, elementi di separazione o collegamento



Regola: LOGARITMIC EQUATION
Qualità: INIFINITO
Occasione: Involucro, elementi di separazione o collegamento
REGOLA OPERATIVA
Traccio il rettangolo aureo, dopo aver sezionato il rettangolo secondo le proporzioni aureo raggiungo l'ellisse aurea simbolo inequivocabile di infinito in quanto la sua costruzione consta di una serie di rapporti infiniti. Una volta costruita la spirale traccio una linea passante per l'origine della spirale perpendicolare alla tangente della curva più esterna. poi in base al tipo di esigenza divido la spirale a partire dalla perpendicolare alla tangente con rette perpendicolari a quest'ultima e distanti tra di loro 0,618 x1 x2 x3 ....Alla fine estrudo la figura che ho ottenuto.



Regola: BE OR NOT TO BE
Qualità: NASCOSTO
Occasione: PASSAGGI, CENTRI NEVRALGICI DELLA STRUTTURA



Regola: MATRIX
Qualità: NASCOSTO
Occasione: INVOLUCRI, BARRIERE
Questa regola nasce dalla superficie tridimensionale realizzata attraverso gli script di rhino.
E' una regola molto semplice poichè sfrutta forme (esistenti) come una superfice è ne completa e struttura la funzione.
REGOLA OPERATIVA
In base infatti all'aggettivo che è stato associato alla superficie la regola impone tre tipologie diverse di trasformazione: estrudi (infinito), scava (nascosto), raddoppia (audace).


Regola: SO DEEP
Qualità: INFINITO
Occasione: FINESTRE, PASSAGGI, CORRIDOI
Questa regole è volta ad enfatizzare la prospettiva quasi assurda che si viene a determinare ai piedi dei grattaceli che costellano New York.
La prospettiva tuttavia non è un qualcosa. non è possibile quindi dare una definizione qualitativa in quanto si tratta di un rapporto tra l'osservatore e l'oggetto,
Questo comunque non mi impedisce di dare una definizione quantitiva che mi permetta di giustificare geometricamente e matematicamente le mie trasformazioni.
Questo tipo di regola va ad influenzare e caratterizzare tutte quelle parti dell'edificio che secondo il mio immaginario riescano ad evocare l'infinito.
REGOLA OPERATIVA
La regola prevede la costruzione di un rettangolo che rispetti le proporzioni auree o un quadrato il cui lato sia la porzione di un lato maggire di un rettangolo ureo
Dopo aver costrito il quadrato se ne costrisce uno all'interno di lato minore al precedente. A qusto punto dalle due dimensioni passiamo alle tre dimensioni
traslando il rettangolo minore lungo l'asse x di un prestabilito sistema di riferimento assiale che abbia origine all'intersezione delle diagonali del rettangolo o quadrato minore. Si congiungano poi le due figure con assi che uniscano i verti uguali delle due figure.
Questo tipo di regola può esserre utilizzata nella realizzazione delle finestre, passaggi,corridoi, degli elementi quindi che proiettano al struttura dall'interno verso l'esterno, o comunque un ambiente verso un altro.




MASTERPLAN
A questo punto per una migliore chiarezza mi sembra necessario approfondire la descrizione della casa di Adamo date le tante peculiarità che la caratterizzano.
Per questo motivo ho voluto fare una panoramica del territorio realizzato e la conseguente localizzazione della casa di cui presento anche un approfondimento tecnologico e di dettaglio.

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PIANTA

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PROSPETTI

Nord

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Sud

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Est

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SEZIONI

Longitudinale

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Trasversale

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SEZIONE DETTAGLIO

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DISPOSIZIONE DEGLI SPAZI E PASSAGGI PRIVILEGIATI

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INCREMENTO DELLA COMPLESSITà

A questo punto di avanzamento del progetto ho ritenuto opportuno scendere ancora di più nel dettaglio, per questo motivo ho prodotto una serie di scenari che possano mostrare un aumento della complessità non solo all'esterno ma anche all'interno dell'edificio.
In questo modo è possibile osservare come molte regole applicate in tutta l'area possano essere state riutilizzate per la trasformazione di nuovi elementi con fini totalmente diversi dai precedenti.

INSIDE

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INSIDE

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DUTTILITà DELLLA REGOLA

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SCENARI

Le regole funzionano, ogni regola può essere applicata diverse volte e in diversi ambiti ottenendo ogni volta risultati sempre diversi che tuttavia riescono ad esprimere in ogni caso un unico grande significato. Nonostante tutto sia così diverso e vario in ogni singolo elemento è facilmente riconoscibile l'appartenenza ad un organismo più grande, un macrocosmo che accoglie appunto eventi che sono simili NON nelle FORME ma nelle REGOLE.
Per questo motivo ho prodotto diversi scenari del paradiso terrestre e quindi un ulteriore incremento di complessità del progetto.

1°SCENARIO

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2°SCENARIO

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FLORA E FAUNA

Non esiste natura senza flora e fauna, quindi, per rendere ancora più naturale un progetto che è stato realizzato interamente in modo artificiale mi è sembrato opportuno modellare anche animali e piante in modo tale che le regole applicate risultino ancora più evidenti nel contesto.

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L'organismo che ho realizzato è immediatamente riconoscibile poiché è stato realizzato con le stesse regole che ho utilizzato precedentemente, tutte le parti del corpo infatti non sono altro che il frutto dell'unione di tre diverse superfici realizzate con gli script di rhino.

MANIFESTO

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VIDEO DI PRESENTAZIONE

http://www.youtube.com/watch?v=QBcrjI1ZU68(external link)






























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