SgaiFederico-Extempore2 
Questo progetto è di piccole dimensioni, ma con una capicità di svilupppo molto elevata.
La location scelta per questa baita è un luogo in montagna oppure collinare dal quale si ha una bella vista dell'insieme uomo natura che è un apetto fondamentale per lo svilupppo in fututo.
SCOPO PREFISSATO: EDIFICARE UNA BAITA CHE SIA INTEGRATA PERFETTAMENTE NELLA CORNICE CHE CORRISPONDE ALLA LOCATION COME QUASI UN DIPINTO SU TELA MESSO IN UNA CORNICE CHE NE RISALTI LE CARATTERISTICHE E OVVIAMENTE CHE INTEGRI ANCHE PERFETTAMENTE IL RAPPORTO UOMO NATURA.
Questo luogo è stato scelto per la naturalità del posto e poi perchè l'insieme infinito(cielo) e colline si uniscono in modo perfetto.
Il catalizzatore fa parte della prima abitazione dell'infanzia dalla qualce io avevo tratto il ricordo della prima esercitazione del corso; questa volta rappresenta un balcone dal quale mi ricordo guardavo e ammiravo il parco sottostante con la cornice montuosa in secondo piano.
Si identificano anche qui anche più piani di riferimento; il mio punto di vista subito notabile, il parco successivamente è un po più in profondità e come sfondo le montagne.
ARMONICO: Le caratteristiche di questo aggettico sono riscritte nelle pagine precedenti; in questo caso per armonico intendo il modo di vedere il rapporto tra la costruzione che andrò ad edificare e l'ambiente, non tralasciando ovviamente il fattore umano che è sempre importante.
RITMICO: Anche le caratteristiche di questo sono espresse in pagine precedenti; in questo caso particolare abbino questo aggettivo proprio perchè la presenza di una cornice mi implica di portare un ulteriore movimento del progetto.
DINAMICO: Anche quest'ultimo è spiegato nelle pagine precedenti; per dinamico intendo quel movimento che sembra a volte impercettibile sull'architettura ma proprio mentre sei dentro nell'abitazione risulta più visibile e sembra quasi una creazione.
Quest'ultimo è stato addotta dal catalizzatore, si vedono molto bene i tre elementi che ho descritto anche prima come le montagne che fanno da sfondo tradotte in un battito cardiaco e legate all'aggettivo ritmico; il parco che vedevo subito dietro il mio balcone visto dell'alto e legato all'aggettivo armonico ed in fine il mio punto di vista che viene legato all'aggettivo dinamico per spezzare un po tutto il progetto.
La direzione scelta successivamente nn è altro che il mio punto di vista e il modo in cui guardavo e vedevo tutto il panorama cn parti in primo piano e in secondo piano.
Prima di passare alla definizione del paradigma organizzativo, cerco di definire aìi locali che poi andrò a inserite nel mio progetto:
INGRESSO
SOGGIORNO
CUCINA
CAMERE
SERVIZI
SALA PANORAMICA-->Locale Accessorio
TERRAZZA
In questa immagine il paradigma organizzativo rappresenta tutto l'insieme dei locali sia principali che accessori, ovviamente è indicata anche la direzione che utilizzo per muovermi all'interno dell'architettura.
La griglia è molto semplice, rispettando una direzione geometrica riesco tranquillamente a decidere dove inserire le singole zone (locali). La griglia si basa quasi su una falsa riga di una stella che poi viene modificata successivamente per far spazio ai singoli locali.
In questi disegni fatti a mano evidenzio la regola per trasformarla in modo da rendere molto visibile il panorama che la circonda.
Anche in questo disegno soprastante viene indicata la regola per trasformarlo e non la vera modifica, che verrà eseguita in seguito.
Anche per la sala è lo stesso discorso delle due precedentti qui c'è un passaggio di una regola che poi servirà per far vedere gli effettivi movimenti e modifiche che potrò applicare.
In questa immagine utilizzo le regole che ho identificato per muoverlo armonicamente creando parti curve altrenate a zone spezzate.
In questa immagine lo muovo ritmicamente, quindi mi creo una altrenanza e ripetizione di pareti e superfici in modo da creare un ritmo.
In quest'ultima invece creo un piano per coprire la mia parte interna semplicemente con una corpetura piana.
In questa seconda divisione indico praticamente le modifiche che apporto al mio secondo piano o blocco che esso sia in modo da fargli rispettare i singoli aggettivi che lo caratterizzano, muovendolo in modo ritmico e armonico.
Ultima modifica al secondo blocco per portare quasi alla fine di questa progettazione la baita dell'artista.
In questa unione si possono rispecchiare tutti gli aggettivi che ho indicato all'inizio.
