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SECONDO PROGETTO: CENTRO CULTURALE MANHATTAN_SILVIA SPALLINA locked

PROGETTO DUE: CENTRO POLIFUNZIONALE (TEATRO, SPAZIO ESPOSITIVO) A MANHATTAN


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Il mio immaginario di riferimento relativo a Manhattan attinge dal mondo della pittura e da quello del cinema.
Numerose sono inoltre le immagini, forse luoghi-comuni, che si configurano alla mente pensando a New York.
La mia idea è quella di una città fortemente connotata al punto da risultare quasi immutata,
nonostante la veloce evoluzione del tessuto urbano e la grande componente multietnica che la caratterizza da sempre.
Una città dinamica, viva, vigorosa ma anche nostalgica, paradossalmente grigia nonostante i taxi gialli.
Una città in cui anche la "modernità", tipicamente associata all'America, è una cartolina.

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"Tu sei un newyorkese, questo non potrai cambiarlo mai. Hai New York nelle vene.
Passerai il resto della vita nel deserto ma resterai sempre un newyorkese."
Tratto da "La 25esima ora" di Spike Lee
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http://www.youtube.com/watch?v=b4A8bh7gvqQ(external link)

"Semplificai notevolmente l'immagine e trasformai il ristorante in un luogo più grande.
Inconsciamente stavo dipingendo probabilmente la solitudine di una grande città." Edward Hopper
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Edward Hopper, I nottambuli

"Ho la sensazione che più vivo a New York e più sono innamorato di una città che sta scomparendo.
Ma per quelli come me, che conoscono bene l'arte di amare qualcosa che si è perso,
è facile pensare che ci manca qualcosa che in realtà non c'è mai stato."
Tratto da The New York Times, Jeremiah Moss, autore del blog "Vanishing New York (Uno sguardo nostalgico a una città in procinto dal diventare estinta)"

Scelta de luogo di progetto:

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Viste prospettiche rispettivamente dal mare oltre il ponte e dal ponte.

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Scelta del catalizzatore:

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Gian Lorenzo Bernini, Il ratto di Proserpina

La scelta è ricaduta su un gruppo scultoreo nel quale riconosco un'organicità,
un'armonia di fondo nell'accurata gestione del dinamismo della scena rappresentata.

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Figurazione dello schema indiziario:

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Macro

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Micro


Incremento paradigmatico:

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Schema topologico:

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Formalizzazione zero:

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Lo schema mostra le relazioni tra i diversi spazi, sia in termini dimensionali, sia in termini di disposizione reciproca.

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Vista dal mare, lungo il ponte.

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Vista dal mare, oltre il ponte.

EXTEMPORE


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Trasformazione dei singoli eventi secondo le matrici:

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Le regole applicate si rifanno alla terna di aggettivi individuati per il primo progetto, Interattivo, Fluido e Coinvolgente,
che ho associato ai nuovi (Vigoroso, Dinamico e Nostalgico) nel seguente modo:

Vigoroso --> Interattivo
Dinamico --> Coinvolgente
Nostalgico --> Fluido

Ogni coppia identifica un determinato carattere dell' architettura che può essere ulteriormente incrementato.

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Regole di trasformazione


Geometrizzazione del contesto, scelta di una direzione:

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Griglia di congruità:

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Disposizione degli eventi all'interno della griglia (orizzontale).

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Disposizione degli eventi all'interno della griglia (verticale).

La direzione diventa l'asse di simmetria sia nella morfologia degli eventi, sia nella loro disposizione reciproca.
Il punto di vista, percorrendo l'asse direzionale, configura gli ambienti.


Incremento di complessità del progetto: studio dei collegamenti tra i singoli eventi.


Formalizzazione successiva, inserimento nel contesto.

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Vista dal mare oltre il ponte (lungo l'asse direzionale prescelto)

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Vista dal secondo ponte verso la città

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Vista frontale dal mare verso la città

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Vista dall'interno della città al ponte (senso inverso delll'asse direzionale prescelto)

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Vista da un edificio retrostante













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