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Progetto Primo

Prima Esercitazione: Costruire un solido in rapporti proporzionali e armonici applicando delle trasformazioni.

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Esercitazione: "Per i Capelli"

L'esercitazione consiste nella ricerca di un sottosistema come elemento unificatore dei 3 quadri possibilmente esprimibile con una similitudine.

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Primo tentativo di ricerca di un elemento unificatore

A mio modo di vedere le cose c’è un forte elemento unificatore tra le 3 opere prese in considerazione che è espresso in forme e tonalità cromatiche molto differenti dai tre pittori. Ciò di cui intendo parlare è la presenza (che ogni individuo sente e percepisce costantemente) dell’ultraterreno che si cela dietro l’apparenza esteriore delle cose che ci circondano. Ognuno di noi percepisce questo senso di cui non ne si comprende la provenienza e l’esistenza in modo molto differente. A mio parere ciò si riscontra nei quadri in oggetto in quanto nel quadro di Van Gogh questa trascendenza e questo senso di infinito è secondo il pittore meglio espresso da un paesaggio con freddi colori, a differenza per esempio del quadro di Giorgione che preferisce invece rappresentarlo con un giovane uomo completamente catturato da questo pensiero e appare quasi che il suo sguardo sia perso nell’infinito e vada oltre a ciò che immediatamente gli si presenta davanti agli occhi. L’ultraterreno è espresso anche nel quadro di El Greco in modo ancora differente con l’apparizione ad un uomo di un angelo che rappresenta, secondo me in modo simbolico, l’ultraterreno . Dunque la mia interpretazione che può essere riscontrabile nei tre dipinti è proprio quella che ognuno di noi percepisce questa sensazione e questa presenza di trascendenza al di là di ogni cosa che ci circonda e che non riusciamo a comprendere totalmente, ma che ognuno di noi prova a rappresentare nella sua mente o sulla tela in modo molto differente.

L'Identificazione di 3 aggettivi

Fortuna imperatrix mundi

La Dea Fortuna, imperatrice del mondo

1. O Fortuna - coro
O Fortuna

O Fortuna, / velut Luna/ statu variabilis,/ semper crescis/ aut decrescis;/ vita detestabilis/ nunc obdurat/ et nunc curat/ ludo mentis aciem,/ egestatem/ potestatem/ dissolvit ut glaciem./ Sors immanis/ et inanis/ rota tu volubilis/ status malus/ vana salus/ semper dissolubilis,/ obumbrata/ et velata/ mihi quoque niteris;/ nunc per ludum/ dorsum nudum/ fero tui sceleris./

Traduzione.: O Fortuna, cangi di forma come la luna, sempre cresci o cali; l'odiosa vita ora abbatte ora conforta a turno le brame della mente, dissolve come ghiaccio miseria e potenza. Sorte possente e vana, cangiante ruota, maligna natura, vuota prosperità che sempre si dissolve, ombrosa e velata sovrasti me pure; ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda.

2. Fortune plango vulnera - coro
Piango le ferite di Fortuna

Fortune plango/ vulnera/ stillantibus ocellis,/ quod sua mihi/ munera/ subtrahit rebellis./ Verum est, quod/ legitur,/ fronte capillata,/ sed plerumque/ sequitur/ occasio calvata./ In Fortune solio/ sederam elatus,/ prosperitatis vario/ flore coronatus;/ quicquid enim florui / felix et beatus,/ nunc a summo corrui/ gloria privatus./

Traduzione.: Piango le ferite di Fortuna con occhi colmi di lacrime: spietata mi sottrae i suoi doni. Vero è quel che si legge : porta i capelli in fronte, ma quasi sempre segue la calva occasione. In alto io sedevo sul trono della Fortuna, cinto dai variopinti fiori del successo; ma se un tempo fiorivo prospero e felice, ora son caduto dalla cima privo di ogni gloria..

La similitudine a cui sono arrivato dopo aver visto i 3 quadri è quella di un camino acceso. In essa il Fuoco rappresenta El Greco, la Legna che arde simboleggia Giorgione e Van Gogh lo vedo come il camino che circonda il tutto.

I 3 aggettivi che più mi colpiscono del testo che sopra ho riportato sono CANGIANTE, come il Fuoco, POSSENTE come il Legno del tronco di un albero e SPIETATO, come tutto il contesto che ci circonda e da cui non possiamo essere totalmente liberi.


Il Rilievo fotografico a Lecco del 22/03/2010


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Il Fotomontaggio con un primo schizzo di edificio e posizionamento.


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1° Livello di Paradigma Indiziario: Primi schema logico relativo all'utilizzo degli aggettivi.


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2° Livello di Paradigma Indiziario: Primo schema distributivo degli spazi dei locali in pianta con riferimenti agli aggettivi
.

Ho iniziato questo livello progettuale pensando inizialmente a farmi un'idea sul numero di locale da tenere in considerazione

sempre in rapporto agli obbiettivi prefissati. Ho cercato anche di pensare a dare delle dimensioni indicative agli spazi che
andavo a configurare ma che fossero comunque corrette per le funzionalità a cui erano destinati. Sempre tenendo conto del mio
catalizzatore, il Falco, ho generato un primo spazio centrale costituito da un quadrato inclinato di 45° rispetto ad un piano
orizzontale. In questo ambiente principale ho pensato di disporre il soggiorno. Ai lati del soggiorno ho disposto due
parallelepipedi di base rettangolare con lo stesso orientamento dei due lati anteriori del quadrato centrale. Ho estruso questi
2 parallelepipedi ricavando il box nel primo sulla destra e la cucina nel secondo sulla sinistra. Ho estruso ad una altezza
equivalente a quella del nucleo centrale. Ora mi sono accorto di aver ripreso in un certo senso lo schema del mio catalizzatore
in quanto il quadrato centrale costituisce il corpo del volatile, mentre i due parallelepipedi laterali le ali. In seguito ho
continuato nel generare altri spazi di fondamentale importanza come la scala, che inizialmente ho pensato essere a chiocciola
riferita all'aggettivo Spietato. Salendo arriviamo in quello che ho ipotizzato essere un primo piano esattamente equivalente al
quadrato sottostante ma con la differenza di essere diviso da un asse verticale in due parti simmetriche che costituiscono 2
triangoli rettangoli e che rappresentano le 2 camere da letto. Esse, essendo a forma di triangoli rettangoli hanno 3 spigoli dei
quali il più acuto ( e il più Spietato ) sarà orientato verso la zona in cui è presente il lago richiamando la mia idea di
assetto dominante verso l'acqua. Le camere sono sparate per mezzo di un disimpegno circolare collegato verticalmente alla scala.

Infine ho creato altri due spazi minori, uno per camera, che andranno a costituire i servizi padronali.


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3° Livello di Paradigma Indiziario: Primo abbozzo dello schema distributivo dei volumi dei locali.

In questa sezione del mio lavoro ho estruso quelli che erano i miei spazi bidimensionali nel primo diagramma del paradigma organizzativo. Le funzionalità dei volumi sono esattamente le stesse di quelle nel diagramma bidimensionale precedente. Noto che il nucleo centrale è costituito da un parallelepipedo quadrato diviso a metà della sua altezza in 2 parti creando così 2 piani. Al piano terra ci sarà l'ampio soggiorno, mentre al piano primo i 2 prismi triangolari ( cui prima facevo riferimento ) che costituiranno le camere da letto divise separate disimpegno circolare che sta sopra la scala. Ai lati le "ali" del mio edificio che costituiscono box e cucina. La forma di questi volumi è un prisma anch'esso triangolare che appoggia su uno dei suoi lati minori. I lati lungo il lato del quadrato del corpo centrale è esattamente di lunghezza pari al lato del prisma quadrato centrale.

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I Richiami della mia infanzia

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Ho cercato nella mia memoria dei possibili richiami che abbiano un collegamento con i 3 aggettivi che ho scelto. Per ogni aggettivo ho voluto trovare un richiamo in modo da poter costruire una serie di regole che poi, nel caso si verifichino corrette, potrei usare sempre applicandole alle trasformazioni del mio progetto.

Il mio Richiamo all'aggettivo Possente è il personaggio Simba del cartone animato "Il Re Leone"

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Il Richiamo che ho scelto per l'aggettivo Spietato è il personaggio del film "Edward mani di forbice". Questo film, avendolo visto da molto piccolo, ha creato in me l'associazione di forme appuntite e aguzze come le lame che il protagonista ha al posto delle mani alla mia Idea di Spietato in quanto pur essendo un personaggio buono, la mia impressione ha suscitato in me un senso inquietudine. Questo è il motivo del collegamento del mio aggettivo a questo personaggio.

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Il Richiamo all'aggettivo Cangiante è quello delle forme cangianti del caleidoscopio. Esso si presta a mio avviso molto bene per esprimere il divenire delle forme, delle loro possibili combinazioni e relazioni, del loro rapporto con la luce, cosa che voglio trasmettere anche nel mio progetto.

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Regole Progettuali

Regola Introduttiva
Evoluzione dei cambiamenti nel rapporto degli spazi Pubblici, Privati e Più Privati

Un aspetto a cui vorrei dare importanza è la Trasformazione degli spazi e le relative caratteristiche man mano che si passa dagli spazi pubblici, a quelli privati e a quelli più privati. Partendo dall'esterno vorrei che il mio progetto presentasse un involucro esterno Possente che si sviluppi principalmente nella facciata d'ingresso. Entrando vorrei riuscire a dare un taglio netto nella mente del visitatore presentando degli interni Cangianti con un continuo cambiamento di luci e riflessi dovuti ai raggi di luce entranti dalle possenti vetrate e dalla presenza di viste panoramiche sull'acqua del lago che è a mio parere un forte elemento cangiante. Vorrei che questo senso di ambienti cangianti, che a mio parere trasmettono tranquillità all'abitante, si amplifichino man mano che gli spazi diventano più intimi raggiungendo il massimo nelle camere da letto e nei servizi. L'aspetto Spietato del mio edificio si noterà nel tetto (almeno per ora) presentando una forma allungata, appuntita e slanciata verso l'alto in prossimità del lago.

Regola 1

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Spazio: Ambiente Interno

Aggettivo di Riferimento: Cangiante

Regola: Spazi interni caratterizzati dalla presenza di ampie vetrate per permettere la visibilità
dell'acqua e l'entrata dei raggi luminosi durante il giorno e rendere l'ambiente interno un costante
divenire. Ricercare un richiamo all'acqua del lago.L'abitante deve percepire come se fosse sulla riva del
lago l'acqua muoversi, e i riflessi cangianti della luce devono far connettere la mente dell'abitante con il
contesto esterno. Il mio obbiettivo è di rendere l'edificio più Cangiante di prima e ci riesco adottando una
soluzione come come qyuella della foto: nel mio edificio avrò un tetto inclinato di 15° che da un determinato
punto di vista sembrerà essere parallelo al terreno. La retta che segue il solaio del primo piano ( che è
parallela al terreno ) sembrerà essere incidente alla retta immaginaria del terreno. Questo contrasto è molto interessante in quanto più l'osservatore cambia punto di vista e più queste rette relativo al tetto e ai

piani assumeranno in continuazione una posizione reciproca diversa rendendo il mio edificio più Cangiante.


Regola 2

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Spazio: Facciata d'Ingresso

Aggettivo di Riferimento: Possente

Regola: Facciata d'Ingresso che a mio parere deve subito colpire chi la osserva. Deve apparire come un involucro in grado di proteggerci dall'esterno. Ciò è secondo me esprimibile al meglio per mezzo di facciate che appaiano statiche e robuste. Per raggiungere questo obbiettivo utilizzo elementi tra i quali pilastri a vista con sezione quadrata che affiancano la porta d'ingresso, e che donano un senso di forte radicamento al terreno, forme Spietate ( allungate ed aguzze verso l'alto ) che a mio parere aiutano a trasmette un senso di protezione ai futuri abitanti, e un altro elemento degno di nota è l'aspetto simmetrico che vorrei dare alla mia facciata d'ingresso ( che è proiettata sul lato opposto al lago ) e che conferisce ulteriormente un tono Possente a all'edificio.


Regola 3

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Spazio: Vetrate Panoramiche

Aggettivo di Riferimento: Possente

Regola: Mi interessa ricercare che anche le vetrate che collegano l'esterno all'interno siano Possenti in quanto ritengo che sia interessante la contrapposizione dei locali intimi cangianti con le possenti vetrate che li collegano al contesto esterno in modo totalmente trasparente. Le vetrate, per apparire più vicine alla mia idea di Possente, devono coprire l'intera altezza del piano. Queste vetrate a piena altezza devono essere disposte a mio parere nella direzione di una vista panoramica, nel mio caso
il lago. La vetrata a piena altezza dovrà occupare la facciata di un prisma arrivando ad essere tangente al terreno e con un distacco dagli spigoli laterali e verticale dei muri portanti che la contengono proporzionale al peso e spessore della vetrata. Essa viene agganciata nei muri portanti in misura proporzionale alla sua grandezza. Bucando in questo modo la facciata l'evento appare più possente. L'interfaccia tra esterno ed interno in questo modo è più Possente di prima.

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Regola 4

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Spazio: Tetto e Skyline

Aggettivo di Riferimento: Spietato

Regola: La Regola sta nel presentare un edificio che abbia un tetto slanciato e appuntito verso l'alto. Le forme in questione possono essere diverse; dal triangolo isoscele posto verticalmente coi 2 lati uguali che tendono nel cielo, alla cuspide acuta, a qualsiasi altra forma appuntita verso l'alto. Questo aspetto aiuterà l'edificio a dominare sull'aspetto lacustre che gli presenta immediatemente davanti anche per la posizione che occuperà in prossimità del lago. Ciò rispecchia la mia idea di Spietato. La regola vera e propria sta nel nel estrudere SOLO il vertice che dà sul panorama che si vuol dominare di un altezza pari a quella degli altri piani dell'edificio collegandolo poi agli altri spigoli del solido con delle rette inclinate che saranno uguali al valore dell'altezza del vertice per il coseno dell'angolo compreso tra tali rette e l'altezza.

Regola 5

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Spazio: Facciate

Aggettivo di Riferimento: Spietato

Regola: Presentare nella facciata elementi in metallo a vista, siano essi parapetti o ringhiere o
pilastri a vista. Danno un tono Spietato all'edificio in quanto nella mia immaginazione questi elementi

metallici a vista sembrano costituire lo scheletro del mio edificio. Intendo disporre questi elementi, che devono essere ringhiere o parapetti a vista costituiti da elementi verticali ( cilindri ) di contenimento di elementi orizzontali che si incastrano in essi. L'altezza del cilindro dev'essere di 1.20 m mentre la il diametro di esso di 5 cm. Questo profonda differenza di dimensione verticale e orizzontale ne accentua il tono Spietato.

Regola 6

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Spazio: Spigoli dell'edificio

Aggettivo di Riferimento: Spietato

Regola: Come gira l'angolo? L'angolo gira in modo Spietato quando esso è minore di 75°. L'angolo di 90° lo utilizzo quando voglio dare un tono Possente ad un elemento, l'ampiezza dell'angolo che inizia a suscitare in me l'idea di Spietato parte dai 75° e la sua intensità cresce via via che l'ampiezza dell'angolo si riduce. L'edificio è più Spietato verso il lago che deve dominare presentando forme più acute verso l'aspetto lacustre.

L'Importanza dei Punti di Vista

Ho stabilito dei punti di vista a mio parere interessanti in cui arrivo a vedere tramite la mia immaginazione dei possibili sviluppi e delle trasformazioni future in quanto riesco a mettere in pratica le regole che ho messo a punto in rapporto ai miei obbiettivi. Stabilendo questi punti di vista riesco con più facilità ( sempre con a livello di immaginazione ) a ricollegarmi anche ai miei soggetti dell'infanzia. Essi amplificano la mia capacità di vedere il modo in cui una mia regola riesce ad adattarsi al mio progetto e riesco man mano a vedere delle possibili modifiche che diversificano il mio progetto rispetto alla fase precedente ma che mantengono alla stesso tempo gli stessi obbiettivi.

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Le Trasformazioni del primo scenario

In questa fase progettuale ho continuato ad applicare trasformazioni secondo la mia logica di progetto. Nel primo riquadro ho unito i volumi del mio paradigma distributivo in quanto esso era di per sè pensato come logica di obbiettivi da raggiungere. Nei riquadri che seguono vedremo applicate le regole che in precedenza ho stabilito. Nei riquadri di mezzo ho applicato una trasformazione seguendo la regola numero 7 della divisione dei volumi per amplificare il senso di Spietato. Si può anche notare la regola applicata numero 3 riguardo alle vetrate panoramiche. Un'altra regola che ho applicato è la numero 4 amplificando l'aspetto appuntito del tetto come si può notare dagli ultimi due riquadri. Possiamo notare anche l'applicazione della regola 1 nell'inclinazione del tetto inclinato. La regola 5 è applicata nella ringhiera metallica a vista al primo piano nello spazio vuoto destinato al balcone. In questi 6 riquadri i prospetti della facciata d'ingresso richiamano in me anche l'immagine Possente della mia infanzia costituita dal personaggio de "Il Re Leone", i prospetti laterali mi rievocano l'immagine Spietata della lame di "Edward mani di forbice.
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In questa immagine sono contenute le immagini e le relative trasformazioni del mio secondo scenario che risulta essere "fatto della stessa pasta" del primo ( ovvero contiene gli stessi obbiettivi e significati ) ma nello stesso tempo presenta forme diverse. Sono riuscito tramite le regole che ho spiegato in precedenza a stabilire un codice e applicandolo sono riuscito , pur cambiando le forme, a vedere dei collegamenti con i miei obbiettivi. Esso presenta sempre una forma centrale ma questa volta circolare. Essa risulta essere molto statica e Possente dando alla facciata d'ingresso un tono di protezione e imponenza come quello che ho spiegato nella regola 2. La regola 3 si rifà sempre alle Possenti vetrate costruite come spiega tale regola pur assumendo una forma circolare. Esse risultano Possenti e permettono all'osservatore di notare l'acqua del lago e i riflessi della luce, elementi Cangianti. Un'altra regola applicata è la numero 6 in quanto ho costruito alcuni spigoli di questo scenario mantenendo ampiezze che rientrino nella mia configurazione di Spietato. La regola 5 invece è applicat nell aringhiera a vista in metallo.

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