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Primo Progetto: Kindergarten locked

Primo Progetto di Davide Zizolfi: Identificazione di un Punto di Vista


Tramite questa esercitazione si è voluto determinare un punto di vista circa il nostro primo ricordo della vita, in particolare un proprio punto di vista nella prospettiva. Avendo trovato, dopo un attenta (e non corta!) ricerca mentale, la mia primordiale rappresentazione della realtà, ne ho fatto un disegno schematico che riassumesse il mio ambiente d'infanzia immaginato. Riporto di seguito la immagine:

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All'interno del ricordo, cambio del Punto di Vista: Visuale dall'Alto

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Descrizione: ambiente naturale che descrive il giardino della mia vecchia casa a Tavernerio, poco distante da Como (CO). Come prima rappresentazione mi è venuto alla mente il piccolo orto nel quale ero solito piantare dei minuscoli semini di qualsivoglia verdura, che il più delle volte era lattuga. Vicino ad esso, nel ricordo, l'immancabile pallone da calcio con il quale passavo costantemente le giornate, sia all'aperto quando c'era bel tempo sia all'interno della casa quando pioveva o le condizioni ambientali erano troppo sfavorevoli per giocare all'esterno. Sulla destra invece c'era un piccolo "viale" di rose, colorate con vari toni di rosso e bianco, che erano veramente splendide. Sullo sfondo una siepe sempreverde che delimitava il tutto. Il punto di vista che ho utilizzato è stato quello di un bimbo di appena 3-4 anni che si poneva davanti a questo orticello e osservava con attenzione le lattughine che piano a piano crescevano, incantato da questa natura meravigliosa che faceva nascere, da un oggettino piccolo quanto un seme, una nuova forma di vita: si originava nel mio cuoricino una sensazione di calore, di energia, di novità, di sorpresa. Questo è il mio primo ricordo; un fenomeno naturale che potremmo definire normalissimo, la nascita di una nuova pianta, che però nel mio animo da fanciullo ha scaturito un qualcosa che va oltre al semplice atto di crescita vegetale, ossia una sensazione di felicità e di similitudine con il mondo dell'uomo che posso definire come unica e inimitabile.

Primo Progetto: KINDERGARTEN: Idee e ispirazioni


"Se sei tranquillo non stai vivendo. Devi essere RUMOROSO, VIVACE, BRILLANTE" (Mel Brooks).

Semplicemente unica questa frase di Mel Brooks, che io personalmente ho trovato di grande attitudine con il progetto che ci è stato richiesto di creare e trasformare, ossia un "Kindergarten", un "giardino dell'infanzia". Secondo la definizione di Wikipedia,

"Il Kindergarten (It. "giardino d'infanzia") è una scuola per l'infanzia creata dal pedagogista tedesco Friedrich Froebel agli inizi del XIX secolo. Nei Kindergarten ad educare i bambini sono le maestre dette giardiniere: nel credo filosofico del pedagogista, il quale credeva nell'assolutezza della natura come Dio, il fanciullo era come una pianta e le maestre giardiniere dovevano prendersi cura di lui e farlo crescere bene. Nei Kindergarten l'attività era prettamente ludica anche se filosoficamente strutturata. Infatti il materiale usato dalle maestre giardiniere era studiato secondo la cultura filosofica dell'idealismo di Friedrich Schelling"

Come meglio rappresentare questo concetto se non con i tre aggettivi sopra citati? Un edificio per l'infanzia come può non essere RUMOROSO, come le urla dei tanti bambini che giocano, corrono, interagiscono con il mondo naturale, scoprono nuove realtà; VIVACE, come l'interminabile energia di questi fanciulli che sembrano non aver mai bisogno di dormire; BRILLANTE, ossia un costruito che deve affascinare il piccolo, coinvolgerlo con strane forme, con colori accesi, brillanti per l'appunto, e non con toni cupi e opachi, che allontanerebbero il cuore del bimbo da esso.
Ho inoltre notato come il mio ricordo possa essere associato ad una concezione di edificio che si "immerga" completamente nella natura, che non si erga come un distacco netto dalla stessa, ma bensì come un continuo di essa, una struttura cioè che sia completamente integrata con ciò che la circonda, in questo caso il bosco, il giardino, i monti, la FLORA nel senso più ampio del termine.

Aggiungo qualche immagine fotografica del fantastico mondo che ci circonda, di cui noi siamo parte e vita stessa:

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(Immagini google, "A field in another world")

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(Immagini google, "Aurora Kuenzlibig")

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(Immagini google, "Beautiful river")


"Certamente un passante crederebbe che la mia rosa rassomigli alle altre, ma lei, lei sola, ho innaffiato. Lei ho messo sotto la campana di vetro. Lei ho riparato col paravento. Lei ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, e qualche volta tacere ... è il tempo che tu hai perduto per quella rosa che ha fatto la tua rosa così importante" (Saint-Exupèry, "Piccolo Principe")

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(Immagini google, "Blue Flowers Grey")


La cura e l'attenzione sono la chiave per creare un buon edificio: il tempo occupato per studiarlo, per evolverlo, per renderlo sempre migliore non sarà mai perduto.

"L'architettura ha un pensiero recondito: l'intento di creare un PARADISO. Se non avessimo questa aspirazione, tutte le nostre case sarebbero più povere, più banali e la vita sarebbe.. beh, sarebbe, ancora, vera vita?" (Alvar Aalto)

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(Immagini google, "Black Sunset")


Una frase che rispetta il mio pensiero di "fare architettura" è proprio quella del famoso finlandese, che con poche parole, ma precise e mirate, chiarisce completamente il concetto che tutti i progettisti (e compositori) dovrebbero tenere a mente prima di fare un nuovo edificio: che quest'ultimo sia un PARADISO per le persone che ci dovranno abitare, o semplicemente vivere per una determinata frazione della giornata. E' proprio questo uno dei tanti obiettivi che mi prefiggo in questo primo progetto: quello di creare, per dei fanciulli di piccola età, un ambiente che sia, per loro, un "piccolo Eden".

Definizione delle Regole di Trasformazione per il "Kindergarten"


Ricordando i tre aggettivi da me utilizzati per la creazione di questo progetto, ossia RUMOROSO, VIVACE e BRILLANTE, cercando sulla rete sono riuscito a reperire dei riferimenti, che ho associato ad una ben precisa matrice generativa, creandone una regola di trasformazione da applicare alle varie parti del mio edificio, sito, ricordo, nella natura, completamente immerso in essa. Non è un caso dunque che abbia scelto dei riferimenti propriamente legati al mondo vegetale o animale: il divario che lega, in questo caso, la costruzione umana con l'ambiente è veramente piccolissimo, se non inesistente.

RIFERIMENTO ESTERNO PER "RUMOROSO"

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(Immagini google, "Nido d'ape")


Potremmo definire il nido d'ape, o più generalmente un alveare, come un piccolo mondo a sé stante, con le proprie regole, le proprie definizioni, la propria vita. Infatti immerse in questo minuscolo universo abbiamo delle instancabili lavoratrici, le api, che continuamente, tutto il giorno, producono il miele: la vita di questo animale è essenzialmente legata a questo aspetto. L'aggettivo "RUMOROSO" è legato quanto al luogo (il nido d'ape) quanto all'ape: infatti l'interminabile movimento insito in quel luogo, che potremmo associare al nostro continuo "trantran", è, senza dubbio, profondamente e intrinsecamente rumoroso: così come il volo della bestiolina, che con il suo ronzare indistinguibile viene udito anche a distanze considerevoli.
Seguendo la logica di progettazione del professore, al "come" in questo caso ho associato il "come si chiude" il mio edificio, ossia come viene sviluppata e creata la copertura della mia struttura. Da qui la regola di trasformazione: praticando sul tetto una piccola partizione vetrata centrale ho voluto generare un particolare costruttivo che rimandasse alla geometria quasi perfetta e lineare del nido d'ape.

RIFERIMENTO ESTERNO PER "VIVACE"

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(Immagini google, "Campo di girasoli")


La vivacità che si instaura nel mio animo guardando questa figura è intensissima: l'infinita distesa gialla che si stanzia di fronte ai miei occhi dona un senso di tranquillità, felicità, bellezza, vivacità appunto, unici nel loro genere. Un giardino che potremmo definire quasi luminoso, o brillante, riprendendo uno dei miei tre aggettivi, che sicuramente non mi lascia indifferente, ma che genera in me una voglia di vivere che è veramente incredibile. Correre in mezzo a questo prato dorato è un mio sogno fin da quando ero bambino; forse anche per questo ho associato uno dei miei aggettivi all'immagine di un campo di girasoli, per questo mio desiderio che mi rimanda alla mia fanciullezza, età per eccellenza della vivacità.
"Come si colora" è la scelta che ho adottato in questo caso: l'aspetto estetico esterno del mio edificio vuole essere "impregnato" di una tinteggiatura gialla, dorata, con sfumature di marroni che rimandano per l'appunto al magnifico fiore: magari anche con una parte di parete (per esempio la base della muratura perimetrale) dove è rappresentata proprio questa distesa di girasoli.

RIFERIMENTO ESTERNO PER "BRILLANTE"

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(Immagini google, "Alba sole")


Legato all'aggettivo brillante ho subito pensato al sole, alla sua enorme massa di luce e calore che ogni giorno ci dona l'energia per vivere. Dal mio punto di vista è l'elemento che più rispecchia questa caratteristica. Il brillare dell'astro è unico nel suo genere: l'occhio umano non riesce a stanziarsi di fronte alla sua enorme luminosità e intensità: l'individuo è costretto a voltarsi o ad abbassare lo sguardo.
Osservando questa immagine ho riflettuto sulla struttura del mio edificio: "come si sviluppa", come si partizionano gli spazi interni: così come i raggi luminosi del sole nel riferimento anche io vorrei rispecchiare dentro il complesso una geometria che, partendo da una grande stanza centrale principale (come per esempio potrebbe essere una sala giochi o una specie di reception), si ramifica in tante piccole camere dedicate alle lezioni o allo studio personale per i bimbi.

Primo Abbozzo di Progetto del "Kindergarten": idee e rappresentazioni tramite schizzi


Voglio in primo luogo rappresentare lo schema del mio ricordo visto dall'alto, per andare a visualizzare meglio le varie parti che saranno poi legate ad una ben specifica zona dell'edificio.

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Come raffigurato nell'immagine precedente, ho voluto abbozzare una prima forma del mio edificio, seguendo tutto quello studiato e scoperto fino a questo punto del mio percorso verso la progettazione finale.
Il paradigma nato dal ricordo è quello di un ordine quasi naturale della mia mente, che tende a strutturare in maniera lineare e precisa il mondo che mi circonda: questa concezione si rispecchia anche nell'architettura. Inoltre studiando la "dinamica" del ricordo, e quindi focalizzandosi sulla gerarchia degli elementi rappresentati nel mio primo pensiero, collego i miei aggettivi a dei particolari costruttivi ben precisi, rispecchiando sia l'importanza degli aggettivi stessi sia l'importanza della "dinamica del ricordo", ossia mettendo in evidenza in un preciso lasso temporale gli elementi principali del disegno (in particolare si faccia riferimento alla figura della esercitazione I.bis).

VIVACE: l'aggettivo utilizzato in questo caso viene legato alla colorazione dell'edificio, che deve invocare nell'animo del bimbo felicità, spensieratezza, gioco, divertimento, vivacità per l'appunto. La solarità del girasole (vd. riferimento) viene impressa in parte delle facciate esterne del Kindergarten con l'utilizzo di colori in scala di gialli/oro/marroncini. In questo modo la struttura non si pone come un qualcosa di estraneo alla natura, ma vuole stanziarsi come un suo "continuum".
BRILLANTE: questo aggettivo viene avvicinato, forse con poca fantasia, alle ampie superfici vetrate che ho voluto inserire nel mio edificio; infatti la luce del sole, arrivando sulle superfici delle finestre, fa brillare la struttura di una luce nuova, luminosa e intensa, sia nel suo interno che all'esterno. Sulla base del riferimento trovato ho anche legato tale caratteristica alla suddivisione interna degli spazi della struttura, costituita da un elemento centrale di modeste dimensioni (illuminato fra l'altro anche dalla ampia finestra sulla copertura) e da diversi componenti di dimensioni minori collegati fra loro da corridoi simili ai raggi del sole.
RUMOROSO: l'aggettivo rumoroso l'ho voluto associare all'ampia superficie vetrata che ho situato al centro del tetto: questa vuole essere sì un filtro contro le intemperie esterne, ma anche un "oblò" visivo che dà sul mondo naturale esterno: tuttavia non deve essere unicamente una rappresentazione della realtà ambientale ma vuole essere un elemento che permette anche di sentire e di ascoltare i molteplici suoni o rumori della vita quotidiana della fauna.

Evoluzione di Progetto del "Kindergarten": idee e rappresentazioni tramite schizzi

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All'avvicinarsi della consegna ho pensato di volgere delle modifiche al mio primo abbozzo di progetto per cercare di avvicinarlo sempre di più alla mia concezione di Kindergarten utilizzando i tre aggettivi da me scelti all'inizio di questo processo creativo. Inoltre ho iniziato a suddividere gli spazi interni dell'edificio per andare a organizzare organicamente l'ambiente sito dentro alla struttura.
La prima grande modifica risiede nella copertura: infatti abbandonata l'idea di una copertura a doppia falda, che collego ad un elemento statico, non in movimento, e quindi di scarsa vivacità e dinamicità, ho optato per un tipo di tetto curvilineo, che instaura in me una sensazione di maggior animazione, vivacità per l'appunto. Quindi lego questo aggettivo, oltre che al colore delle facciate, anche ad un elemento architettonico e costruttivo di estrema importanza, ossia la copertura. Infine ho deciso di rendere completamente verde tale componente, con l'utilizzo del famoso "tetto giardino", interrotto unicamente dalla grande apertura centrale (resa come un cerchio sempre per i motivi sopra descritti) e dai pannelli fotovoltaici: in questo modo l'integrazione con la natura è ancora maggiore.
Passando alla distribuzione degli spazi interni, ho evidenziato un cortile centrale di modeste dimensioni, che ricordasse il sole (come spiegato nelle regole di trasformazione) dal quale si diramassero i vari corridoi che portano alle aule studio, alle sale giochi, e così via. Questo cortile interno è completamente aperto su tutti e due i piani, sino ad arrivare alla copertura con la grande apertura citata più volte: in questo modo la luce filtra attraverso il vetro e arriva fin nei piani più bassi. Inoltre all'interno di questo elemento sono presenti alberi, piante, fiori, il tutto sempre per avvicinare maggiormente l'edificio, sia dentro che fuori, all'ambiente circostante. Scale a chiocciola perimetrali a questa componente permettono l'accesso al piano superiore, dove risiedono principalmente gli spazi notturni. Ecco dunque come i miei aggettivi si rispecchiano nelle piante della struttura.

Evoluzione di Progetto del "Kindergarten": rappresentazione "finale" prima della consegna


Riguardando i miei precedenti lavori svolti per dare una forma al mio edificio, non ero ancora del tutto convinto circa la suddivisione interna degli spazi e sull’estetica esterna del progetto. Volevo trovare qualcosa che si avvicinasse maggiormente sia al paradigma generativo proveniente dal ricordo, sia agli aggettivi e quindi alle regole di trasformazione che avevo scelto per andar a rappresentare il mio Kindergarten.
Innanzitutto ho voluto contestualizzare il mio edificio all’interno di un panorama meraviglioso, un'immensa distesa di fiori dorati che mi andassero subito a richiamare i miei aggettivi “vivace” e "brillante", e quindi, per esempio, il mio giardino di girasoli, uno dei riferimenti.

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(Immagini google, "Yelland")

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Immaginando quindi la mia struttura assorbita completamente da questa natura, ho voluto creare un viale, delimitato da una piccolo e stretto orticello perimetrale composto da fiori dai colori brillanti (proprio per richiamare ancora i miei aggettivi) che mi portasse verso l’ingresso dell’edificio, dove subito si vanno a notare ai due lati delle piccole zone di gioco, vivaci e rumorose.

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Da evidenziare immediatamente è il perimetro della pianta del mio edificio, dove si alternano chiusure verticali completamente vetrate (e quindi brillanti) a quelle murate ed intonacate come più volte descritto (e quindi vivaci). Pensando ancora una volta alla conformazione di un nido d’ape, ho voluto riprendere la geometria quasi perfetta e lineare di quest’ultimo, andando così a creare una pianta che fosse la sovrapposizione di quattro celle esagonali distinte, collegate fra di loro secondo una logica ben definita: in questo modo il riferimento reperito si lega ad una legge che non solo designi il “come si chiude”, ma anche il “come è delimitato”. La porta scorrevole all’ingresso è di dimensioni modeste, completamente in vetro, che rispecchia il sole in maniera brillante e luminosa. L’ambiente interno che si mostra davanti ai nostri occhi una volta entrati è una sala che direziona la nostra vista verso una zona circolare centrale, fulcro e cuore dell’edificio stesso, in cui si trova un cortile interno naturale che si lancia verso l’alto, dove, al culmine, si trova una cupola vetrata che “filtra” il mondo esterno. Estremamente “rumoroso” dal mio punto di vista quest’ultimo elemento architettonico, in quanto in primo luogo ricorda il mondo dell’alveare e quindi dell’ape, animale chiassoso, ed in secondo luogo in quanto questa strana forma viene utilizzata non come un “muro” che mi separi completamente dall’universo esterno, ma come un elemento di collegamento con lo stesso, e quindi che mi faccia sia vedere, ma anche sentire, ciò che succede al di fuori del complesso. Partendo da questo componente centrale si diramano vari corridoi, che richiamano i raggi del sole del mio riferimento, che portano alle varie aree della struttura: alle aule giochi, ai servizi, alle palestre, tutto incomincia dal cortile principale, così come tutto nasce dal sole. All’interno degli schizzi sono evidenziate le varie parti associate alle mie caratteristiche, utilizzate come regole di trasformazione e guida da seguire per modificare passo per passo il progetto per poterlo avvicinare sempre di più alla mia concezione di Kindergarten.

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Salendo le scale a chiocciola situate lungo il perimetro del cortile (che ho evidenziato nei disegni) si arriva al primo piano, dove sono situate le zone notte per i bambini. Il carattere principale di questo livello è il fatto che l’area superiore del primo piano non occupata da murature l’ho utilizzata come copertura praticabile esterna, completamente verde, dove i bambini possono andare a giocare e a divertirsi sentendosi sempre più a contatto con la natura circostante. Il tutto dona un senso di vivacità, di rumorosità e di brillantezza allo stesso tempo.

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In conclusione quindi ho voluto nuovamente evolvere i miei primi studi secondo delle nuove o modificate logiche di trasformazione: in particolare, partendo dal paradigma generativo nato dal mio primo ricordo, dove “inconsciamente” ho organizzato lo spazio in maniera geometrica e precisa e dove ho posto una “dinamica del ricordo” in base alla gerarchia d’importanza dei miei aggettivi, dai quali inizialmente sono partito per suddividere i vari ambienti interni dell’edificio, sono riuscito ad avvicinarmi sempre di più ad un progetto che ora posso definire “RUMOROSO, VIVACE e BRILLANTE”, in quanto ho legato fra di loro diversi elementi architettonici (a volta in discordia fra di loro) avvicinandoli sempre di più sia alla mia prima rappresentazione della realtà sia ai riferimenti esterni collegati ad una ben definita logica di trasformazione. Ovviamente quella proposta è una tra le tante forme possibili che possono derivare dallo schema che ho potuto creare per questo progetto; ho scelto quella che personalmente ritenevo più vicina ai fattori sopra menzionati.

Infine carico l'immagine del mio edificio renderizzato sullo sfondo dell'ambientazione scelta.

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