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PROGETTO 2.0

ARDIT JONUZI

IN PROGRESS

ESERCIZIO DI OSSERVAZIONE


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COSA VEDO:
Guardando l’affresco la caratteristiche che immediatamente mi balzano all’occhio sono:
1)suddivisione dello stesso in due parti;
2)l’asse di simmetria che raffigura l’albero del peccato sul quale si attorciglia un serpente che nella parte superiore del corpo assume le forme umane di una donna.
3)i personaggi principali: Adamo ed Eva che sono raffigurati due volte.
4)l’angelo che con la spada in mano caccia i due esseri umani.

LETTURA CRITICA:
"Nel quadro viene rappresentato l’uomo nei due momenti cruciali dell’esistenza: prima del peccato e dopo il peccato. Nel primo caso osserviamo un uomo di una particolare bellezza e perfettamente integrato con la natura. Nel secondo vediamo un uomo brutto, sfigurato. Ciò trova la sua spiegazione nella concezione di “bello” in Michelangelo: l’interiorità coincide con l’esteriorità. La bellezza interiore si riflette in quella esteriore.
Nel Peccato originale l’artista condanna il costume, la mancanza di purezza nei confronti dei dettami divini. L’elemento di divisione dei due momenti è l’albero proibito nel quale si contorce la figura del serpente. La prima a commettere il peccato sarà Eva subito seguita da Adamo. Atto determinante perché segnerà una svolta nella storia dell’intera umanità."
Stefano Lamelza

GERARCHIA FRA LE PARTI:
1)Albero e serpente: elemento cruciale dell’evento rappresentato, sono gli elementi divisori che caratterizzano il prima e il dopo.
2)Adamo ed Eva: prima belli poi brutti, rappresentazione estetica della loro “bellezza interiore”
3)L’angelo: raffigurazione del volere di Dio

ASSOCIAZIONI:

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1)Il serpente e l'albero:

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Il serpente e l’albero: sono il punto fermo dell’immagine, qualcosa di fisso, stabile, che divide le due scene
L’albero è il divisore tra bene e male, vita e morte.

2)Adamo ed Eva

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Adamo ed Eva: sono dinamici e si “trasformano”, il loro aspetto è in continuo cambiamento e anche la loro posizione cambia, infatti le loro figure le ritroviamo due volte nella rappresentazione. Si può notare anche la simmetria fra le due rappresentazioni dei personaggi.
L’angelo e il diavolo danno l’impressione di movimento e di dinamismo. Da notare sono le facce: il diavolo ha la faccia da angelo e l’angelo da diavolo.

EVOCAZIONE:

L’immagine mi evoca la possibilità di scelta che ogni uomo dovrebbe avere.
Il serpente mi fa venire in mente la tentazione, il desiderio che un “qualcosa” (frutto proibito) provoca nell’uomo. L’uomo si pone quindi davanti a un bivio: rimanere nella sua attuale situazione o cambiarla. In qualsiasi caso essi dovrà subire le conseguenze (angelo) della propria scelta

ESERCITAZIONE SUPERFICI IN RHINO


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possente

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trasparente

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chiaro

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possente trasparente

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possente chiaro

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trasparente chiaro

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possente trasparente chiaro


IRTAL A NEW YORK

Intergenerational residential tower for advanced living.
Si tratta di una struttura residenziale per studenti ed anziani professori realizzata con tutta una serie di servizi, come i college, adatti all'attivita' a tutto campo degli studenti.

SCELTA DEL CONTESTO


Il luogo fortemente industrializzato che ho scelto nel quale inserire il mio IRLAL è Park Avenue a Manhattan.

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CATALIZZATORE


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INSERIMENTO DEL CATALIZZATORE NEL CONTESTO

Per creare disequilibrio inserisco il catalizzatore nel contesto. Si viene a formare cosi un sistema instabile che ha nel catalizzatore un punto di discontinuità.
Il sistema è, in questo modo, pronto per evolversi e trasformarsi verso un continuo implemento di complessità. Inizia il processo morfogenetico.

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INCREMENTO DI COMPLESSITA' DEL PARADIGMA INDIZIARIO E ORGANIZZATIVO


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Il mio paradigma organizzativo si basa sul sistema distributivo: cio'è su come gli utenti raggiungono ciascuno degli elementi che compongono la struttura.

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Prendendo come spunto un sistema organico come l'apparato circolatorio umano, ho individuato un fulcro centrale (cuore)dal quale partono le diramazioni che portano a ogni singola unità.

IMMAGINAZIONE E MEMORIA


Pensando a uno schema geometrico di base mi viene in mente quando mio nonno mi insegnava a giocare a scacchi e io guardavo assuefatto la scacchiera.

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Prendo la scacchiera come riferimento di base sulla quale sviluppare lo schema distributivo.

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Modifica allo schema geometrico

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Cercando di rendere il mio schema geometrico più conforme ai miei obbiettivi, individuo delle possibili trasformazioni:

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1- Occasione: sbalzo, giardino pensile
1a- Obbiettivo: chiaro
Lo sbalzo che fuoriesce da uno degli angoli assume la forma di 3/4 di cerchio con raggio pari al lato del quadrato che è matrice dello schema distributivo.
1b- Obbiettivo: possente
Vogliamo trasformare la forma dello spazio che va a sbalzo che precedentemente era stato concepito come circolare in una forma che renda meglio l'idea di possente. Lo trasformiamo quindi in un quadrato. I vertici del quadrato vengono individuati dai quadranti del cerchio.

2- Occasione: angolo fra due pareti
2a- Obbiettivo: possente
L'angolo fra due pareti forma un angolo retto aumentando l'impressione che porta a vedere in esso il carattere richiesto dall'obbiettivo
2b- Obbiettivo: chiaro
Vogliamo rendere le unità abitative più chiare, cio'è più luminose. Per fare questo abbiamo bisogno di esporre più superficie possibile verso l'esterno. Sottraiamo quindi un parallelepipedo, di base uguale al quadrato che aabiamo usato come matrice dello schema organizzativo e di altezza uguale a quella del piano, dal volume principare raddoppiando la superficie che si affaccia verso l'esterno per ogni unità abitativa.

Il paradigma organizzativo è a sua volta composto da singole unità abitative che a loro volta sono composte da singoli ambienti che hanno il seguente sviluppo volumetrico iniziale.

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L'unione di singole unità abitativa va a formare i piani che a loro volta vengono sovvrepposti verticalmente per ottenere la volumetria iniziale complessiva.
A quest'ultimo volume vengono aggiunti e sottratti altri volumi. Queste trasformazioni portano ad un progressivo aumento di complessità dell'intera struttura.

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3- Occasione: vano per collegamenti verticali (ascensori, scale)
Obbiettivo: trasparente
Il volume principale viene bucato da un cilindro con centro del punto medio di una semidiagonale e di raggio pari a semigiagonale*sqrt2/4. Nel volume vuoto che otteniamo facciamo sporgere i volumi dei vani degli ascensori; mentre le scale si sviluppano attorno ad esse.

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4- Occasione: parte inferiore dell'edificio, base
Obbiettivo: possente
Per rendere questa parte dell'edificio passente cerco di renderla meno aperta possibile verso l'esterno. L'unica aperture diventa quindi una finestra che corre lungo tutto il perimetro alta 50 cm a partire dall'altezza di 1,5 m da terra

5- Occasione: parte centrale dell'edificio che si sviluppa in altezza
5a- Obbiettivo: trasparente e possente
Una volta decisa la parte centrale (per me è dal ventesimo piano fino al ciquantunesimo) e un fulcro (per me è il punto finale del primo quarto di una delle diagonali) facciamo ruotare i primi 8 piani di n*5 gradi progressivamente con 0<n<9. I successivi 15 piani li facciamo ruotare di n*(-5) con 0<n<16 e i successivi 7 di n(-5) con 8>n>0. Lasciamo l'ultimo piano fermo.
5b- Obbiettivo: chiaro
Invece che ruotare la parte centrale, facciamo ruotare la prima parte, cio'è quella che poggia a terra. La facciamo ruotare fino al ventesimo piano di 5 gradi progressivamete come nel caso precedente. La restante parte della torre si sviluppa ortogonalmente.

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6- Occasione: copertura
Obbiettivo: chiaro
La forma della copertura viene ottenuta costruendo una superficie da 4 linee curve che uniscono i 4 angoli del tetto con i 4 quadranti del vano scala che si alza dell'altezza di 2 piani oltre il tetto

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PUNTO DI VISTA


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SCENARIO 1

Regole di trasformazione usate: 1b, 2b, 3, 4, 5a, 6

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SCENARIO 2

Regole di trasformazione usate: 1a, 2a, 3, 5b, 6

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IRTAL NEL WADI RUM (GIORDANIA)

SCELTA DEL CONTESTO

Il luogo fortemente naturale nel quale inserire l’IRTAL è il deserto roccioso del Wadi Rum in Giordania

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CATALIZZATORE


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INSERIMENTO DEL CATALIZZATORE NEL CONTESTO

L’inserimento del catalizzatore nel contesto stabilisce un disequilibrio che mette in moto il processo morfogenetico che a sua volta provoca l’aumento di complessità dell’intero sistema.

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INCREMENTO DI COMPLESSITA' DEL PARADIGMA INDIZIARIO E ORGANIZZATIVO



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LOGICHE DI TRASFORMAZIONE


7- Occasione: copertura

7a- Obbiettivo: trasparente
Sopra la sagoma degli edifici metto una rete sulla quale possono crescere delle piante in modo da filtrare la luce

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7b- Obbiettivo: possenteLe quattro torri sono tagliate all'estremità da un piano inclinato di 20 gradi

8- Occasione: affaccio

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8a- Obbiettivo: possente e trasparente
Per rendere l'area racchiusa dai 4 volumi principali più intima, quest'ultimi saranno opachi verso l'esterno trasparenti verso l'interno
8b- Obbiettivo: possente e trasparente
Per rendere il complesso più in sintonia con l'ambiente circostante i 4 volumi principali saranno trasparenti verso l'esterno e opachi verso l'interno

9- Occasione: collegamento orizzontale tra blocchi distinti

9a- Obbiettivo: possente
I 4 blocchi sono collegati da ballatoi esterni circolari che hanno centro sulla stessa retta orizzontale (asse del complesso)

9b- Obbiettivo: chiaro
I ballatoi in questo caso sono ad elica con centro sempre sull'asse di simmetria del complesso

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IL PUNTO DI VISTA

Essendo il nostro obbiettivo quello di rendere un posto naturale ancora più naturale, secondo me dovremmo esaltare le sue caratteristiche più sbalorditive. Nel deserto del Wadi Rum, le montagne rocciose lasciano davvero a bocca aperta, quindi il mio punto di vista è scelto in modo tale che la copertura inclinata del complesso diventi una sorta di catapunta verso esse.

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SCENARIO 1

Regole di trasformazione usate: 7a, 8a, 9a


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SCENARIO 2

Regole di trasformazione usate: 7b, 8b, 9b

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