PROGETTO 1.0
Obbiettivo: raggiungere una forma che soddisfi in primo luogo le richieste e che appaghi il mio gusto estetico.
Attraverso operazioni di sezione, rotazione e intersezione con alla base il rapporto aureo, e scegliendo materiali semitrasparenti o con un alto coefficiente di riflessione sono arrivato ad ottenere una composizione di solidi che sembrano modificare la loro forma in funzione della posizione della fonte luminosa e di come i raggi luminosi colpiscono le superfici.
Definizione di un sottosistema.
“...la complessità è intrinseca all’uomo. Noi arriviamo alla complessità grazie a una nostra singola impressione, un punto di vista....che poi rendiamo operativo...â€
immagine di Andrea Carzaniga
Interpretazione della realtà :
La realtà ci si manifesta in svariati modi: dalla visione diretta al riflesso della stessa cosa, ai due “possibili†modi in cui una persona esprime lo stesso sentimento, alle diverse concezioni che si possono avere riguardo il medesimo momento. Non esiste quindi un sistema di riferimento fisso che ci fa cogliere la verità ma, come ci suggerisce il mito della caverna di Platone, siamo noi che dobbiamo interpretare e uscire dalla condizione di cogliere solo l’apparenza.
L’uomo si trova quindi in una condizione che è sempre in bilico tra apparenza e realtà , e questo provoca angoscia e smarrimento.
Dal Rigoretto: Possente Amor Mi Chiama
Possente amor mi chiama,
volar io deggio a lei;
il serto mio darei
per consolar quel cor.
il serto mio darei
per consolar quel cor.
...
Lucio Battisti, La canzone del Sole
Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse
e l'innocenza sulle gote tue
due arance ancor piu' rosse
e la cantina buia dove noi
respiravamo piano
e le tue corse, l'eco dei tuoi no,(oh no)
mi stai facendo paura
Dove sei stata cosa hai fatto mai?
Una donna, donna, dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Ma quante braccia ti hanno stretto,
tu lo sai per diventar quel che sei
che importa tanto tu non me lo dirai,
purtroppo.
Ma ti ricordi l'acqua verde e noi
le rocce, bianco il fondo.
Di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo.
O mare nero, o mare nero, o mare ne..
tu eri chiaro e trasparente come me.
O mare nero, o mare nero, o mare ne..
tu eri chiaro e trasparente come me.
....
Obbiettivi-Aggettivi: possente-chiaro-trasparente
Frase: Il chiaro candore del sole filtra tra i trasparenti setti per poi riflettersi sulle possenti e chiare pareti
Connessioni:
chiaro candore: el Greco
trasparenti setti: Van Gogh
possenti e chiare pareti: Giorgione
“...la progettazione non dipende da come inizia, ma da come si evolve, si trasforma...â€
“...il catalizzatore non deve essere riconoscibile nel progetto perché esso ucciderebbe “l’infinito significato†che l’architettura produce in ognuno di noi: l’interpretazione soggettiva...â€
IMMAGINAZIONE E MEMORIA 1
Il catalizzatore nasce dall’equilibrio tra la nostra immaginazione e la nostra memoria. Esso è quindi uno schema che corrisponde a noi, fa parte del nostro DNA.
E’ per questo che io scelgo come catalizzatore qualcosa creato da me.
In esso possiamo ritrovare rapporti armonici che mi ricordano i tornei di giochi matematici che facevo alle elementari
Obiettivo: rendere Lecco più Lecco
A mio parere gli elementi che caratterizzano maggiormente la città di lecco sono la presenza del lago e le montagne che la circondano. Allora come rendere Lecco più Lecco se non sottolineando questi elementi? E' per questo che nella mia idea progettuale ritroviamo elementi che riflettono e filtrano la luce (che riprendono le caratteristiche dell'acqua del lago) e possenti volumi che sorgono dal piano sottostante (ripresa delle montagne).
L’immissione del catalizzatore all’interno del contesto cittadino di Lecco svolge quindi due compiti essenziali. A livello globale riprende e raforza quelle che per me sono le caratteristiche fondamentali di Lecco (lago e montagne). A livello locale invece diventa un punto di discontinuità poiché rompe l’equilibrio cittadino creando un’opportunità per far nascere un processo generativo di trasformazione dell’esistente
Le connessioni tra le parti costituiscono una struttura organica: ogni spazio è collegato con gli altri spazi ed è in uno stretto rapporto con essi.
IMMAGINAZIONE E MEMORIA 2
L’organizzazione e le connessioni spaziali sono ottenute attraverso uno schema che mi ricorda il tris, uno dei miei giochi preferiti quando ero bambino.
piano inferiore
piano superiore
schema distributivo volumetrico
Il punto di vista, studiato da grandi matematici e progettisti come Brunelleschi e Florenskij, diventa per noi uno strumento di operabilità per incrementare la complessità del nostro sistema.
Per me esso è sia esterna all’edificio, poiché le architetture vengono viste dall’esterno, ma soprattutto interno perché le architetture devono essere vissute. Infatti, mentre per l'estraneo il punto di vista è esterno poichè egli può cogliere solo l'ingombro e l'aspetto estetico dell'edificio, per l'utilizzatore è interno all'edificio perchè egli lo vive, lo sente, al suo interno prova emozioni. Le componenti dell'edificio fanno quindi parte della memoria dell'utente che associa ad essi i suoi stati d'animo.
Il nostro punto di vista è, inoltre, dinamico, non fisso. E' questo ciò che permette la nostra interpretazione che a sua volta è "controllata" dalla nostra immaginazione. La memoria svolge un ruolo fondamentale in tutto questo processo; essa ci fornisce un "pozzo" da cui attingere per le nostre connessioni.
0)MORFOGENESI.
Partendo dal catalizzatore, comincio un processo generativo modificando la sua forma per ottenere un edificio vivibile. La base viene rialzata per poter ospitare il piano terra dell'edificio, i volumi sovrastanti vengono semplificati.
Tenendo conto degli obbiettivi prefissati, i volumi della parte inferiore prendono un aspetto di ciò che per me è possente, dli affacci verso il lago e le montagne diventano trasparenti, mentre i volumi della parte superiore si tingono di bianco per poter riflettere i raggi solari
1)COME GIRA?
Obbiettivo: trasparente
a)
Divido l'altezza h del muro in 10 parti uguali. Sull'andolo basso prendo un quadrato di lato h/10, a questo sovrappongo un rettangolo di altezza h/10 e di larghezza h/5. Procedo sequenzialmente sovraponendo 5 quadrati alternati a 5 rettangoli fino ad arivare alla sommità del muro. Faccio lo stesso procedimento sull'altro muro che fa angolo
b)
Costruisco all'incrocio dei due muri un cilindro di raggio 0,5 m. Prendo i 3/4 del cilindro all'esterno dell'edificio ottenendo una bow window
2)COME FINISCE?
Obbiettivo: trasparente
Il muro si curva sul'angolo formando un quarto di cerchio. Su questo cerchio viene costruito una sfera. Prendiamo il quarto di sfera che ci interessa ottenendo cosi il collegamento tra muro e solaio sovrastante. Rendiamo questa separazione tra interno ed esterno trasparente per dare l'affaccio sul lago.
3)COME SI FORMA?
Obbiettivo: trasparente-bianco
a)
Il frangisole fatto di lamine orizzontali prende la forma della finestra
b)
Il frangisole sempre costtuito da lamine orizzontali si discosta dalla forma della finestra mantemento il suo carattere parallelepipedale
4)COME SI BUCA?
Obbiettivo: trasparente-bianco
a)
La finestra è larga 50 cm e alta quanto l'intera parete
b)
La finestra è alta 50 cm con la base a 1,5 m. Otteniamo così una finestra nastro
5)COME FINISCE?
Obbiettivo: possente
La forma del tetto si ottiene unendo 3 semicerchi di raggio uguale all'altezza del piano. I semicerchi esterni sono rivolti verso l'alto, quello interno verso il basso
VISTA COMPLESSIVA: contestualizzazione
PRIMO SCENARIO
In questo primo scenario ho utilizzato le logiche di trasformazione: 0, 1a, 2, 3a, 4a, 5
Vista dall'interno verso l'esterno
In questo secondo scenario ho utilizzato le logiche di trasformazione: 0, 1b, 2, 3b, 4b, 5
Vista dall'interno verso l'esterno
