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NICOLETTACERRI-2

SECONDO PROGETTO
Progetto di due Irtal; uno inserito nel paesaggio naturale, l'altro in quello artificiale

1°GRUPPO D’INSIEME DI ELEMENTI


La mia vista si concentra in primo luogo sulla figura centrale dell’albero; esso divide due scenari che, anche senza un’osservazione attenta, si distinguono per i toni di luce.
Su quest’albero si attorciglia il serpente, interpretato, dal ginocchio in su, come figura umana. Esso si tende diagonalmente dall’alto verso il basso a sinistra. A fianco spunta, quasi simmetricamente, la figura dell’angelo. Anch’esso si tende, e termina, brandendo una spada, la quale va a indicare i due personaggi di Adamo ed Eva, con le facce terrorizzate, e il corpo che prova a proteggersi e difendersi.
Specularmente mi ritrovo a osservare le due persone anche nella parte sinistra del quadro. Stavolta hanno i visi sereni, ed Eva tende la mano al serpente che le offre il frutto proibito.

È poi evidente il paesaggio; a sinistra ricco e che offre rifugio, dall’altra piatto e arido che spaventano i due.


2° GRUPPO D'INSIEME: INDIVIDUAZIONE DI UNA GERARCHIA E RAFFRONTO CON UNA CRITICA D’ARTE

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1) L’ALBERO “Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male” Genesi 3,9. In quest’opera l’albero prende la funzione di unire due episodi della genesi separati: quella del peccato originale e quella della cacciata dal giardino dell’eden, lo scopo ultimo dell'opera non è fissare un momento quanto invece di raccontare una storia evoluzione temporale. La critica inserisce quindi le figure dell’albero della vita, e l’albero della conoscenza che è quello rappresentato nell’affresco che rappresenta l’unione della conoscenza del bene e del male: il suo frutto dona all’uomo la consapevolezza di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Una cognizione che permette all’uomo l’evoluzione da uno stato d’istintività a uno di coscienza. “L’uomo diventa cosciente di quello che fa”. L’uomo prendendo il frutto dall’albero della conoscenza acquista conoscenza, e quindi coscienza, ciò significa che l’albero è, di per se, conoscenza assoluta.

2) IL SERPENTE E L’ANGELO Adamo ed Eva sono invitati a trasgredire da un serpente, il “più astuto di tutti gli animali della terra”, che sembra averli colti di sorpresa in una situazione in cui forse erano predisposti alla trasgressione, in un momento di grande intimità. Il serpente, si limita a invitarli a mangiare un frutto ed ha lo stesso volto dell’angelo della Cacciata, che esce ambiguamente da dietro le spire del medesimo corpo di serpente: rappresentano rispettivamente il Male e il Bene, ma qual è l’uno e quale l’altro è difficile stabilirlo dal dipinto, visto che uno offre un frutto, mentre l’altro brandisce minacciosamente una spada.

3) IL FRUTTO PROIBITO E LA SPADA “in qualunque giorno ne mangerete, si apriranno i vostri occhi; e sarete come dei conoscitori del bene e del male”. Il frutto è il mezzo con cui Adamo ed Eva mutano la loro condizione iniziale, la vita verso la quale si dirigono.
Adamo ed Eva, decidendo di mangiare il frutto proibito, sono pieni di aspettative e di entusiasmi, ma che è immediatamente frenato, dalla scena accanto, quella della Cacciata, con l’angelo armato di spada che impone ai due di allontanarsi dal Giardino in modo minaccioso, contravvenendo alle aspettative e trasformando il passaggio alla vita in una prova crudele. La spada invece è il mezzo on il quale ad Adamo ed Eva non è più permesso di tornare indietro.

4) ADAMO ED EVA Essi sono rappresentati in due scene, ciò che maggiormente cattura attenzione sono i volti. Prima sereni, dolci e belli, poi impauriti, scuri e brutti. Michelangelo mostra qui il suo concetto di bello; infatti, secondo lui l’interiorità coincide con l’esteriorità, la bellezza interiore riflette quella esteriore. Ognuno dei due coglie il proprio personale frutto, entrambi alla pari consapevoli e decisi a disobbedire, senza esitazioni. Nella scena a fianco vi è Adamo che quasi scaccia da sé l’immagine dell’angelo, facendosi schermo con le mani ed Eva che si protegge all’ombra del suo uomo, non trasmette meschinità e vergogna, entrambi si rendono conto che il Dio Padre non si occupa più di loro, nel bene o nel male.

5) IL PAESAGGIO La natura è presente ed è partecipe nella vita di Adamo ed Eva prima; dopo invece L’uomo si trova in una realtà spoglia, arida dove non esiste l’elemento naturale. . il contrasto tra il paesaggio lussureggiante e una natura arida, con la totale assenza d’elementi naturali evoca alla mente un senso di non-completo, di abbandono.


3° GRUPPO CONNESSIONE CON RISPONDENZE IMMAGINARIE

Il sistema affresco ha quindi un fulcro centrale di separazione, come una sorta di membrana. A esso vi sono associati il serpente e l’angelo che fungono da connessione, tramite rispettivamente, il frutto e la spada, alle figure di Adamo ed Eva in due contesti ambientali differenti ma che fanno parte dello stesso universo.

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Per questo, tramite corrispondenze immaginarie ho pensato a una fisarmonica. Infatti, il mantice è l’albero della conoscenza del bene e del male, Le bottoniere corrispondono ad Adamo ed Eva; le parti che collegano il mantice alle bottoniere sono il serpente e l’angelo, mentre i tasti, che sono ciò che permettono i suoni, sono il frutto proibito (vantabile) e la spada (accompagnamento).


CODICI SUPERFICI

Generare una serie di superfici, definendone l'algoritmo, che rispondono ai caratteri-aggettivi della propria visione architettonica ed alle contaminazioni tra vari caratteri

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PRIMO PASSO:MODIFICA OBIETTIVI DI PROGETTO

Ho deciso di cambiare uno dei miei tre aggettivi, da FREDDO a CALDO. Dato che l'uno è l'opposto dell'altro, alcune regole saranno l'opposto delle stesse, altre rimarranno poichè entrambe sono due sensazioni del calore

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Come termina un oggetto dorato?

Termina come la cera che cola da una candela
Quindi ogni volta che una forma dorata debba terminare, essa non finirà con un angolo o un taglio, ma verrà ammorbidita da delle forme curve (circonferenza (2d) o cilindro (3d) di diametro pari a quello del taglio)
Come si divide un oggetto dorato?
Si divide come la lacrima di Favole nei disegni di Victoria Frances
si dividerà con sfere o circonferenze tangenti allo spazio da dividere e con raggio pari a quello della figura da dividere in rapporto 1.618 rispetto alla primitiva. Per più divisioni della stessa figura verrà usato il rapporto 1.618 x n, dove n è il numero delle parti in cui io voglio dividere la figura principale
Come si piega un oggetto dorato?
Si piega come un nastro di ginnastica ritmica
Traccio la diagonale dell'oggetto, eseguo la sua copia ruotata di 30°, i seguenti piegamenti verranno fatti dividendo per 2 sia l'angolo che la lunghezza della diagonale (verrà quindi scalato l'oggetto), la volta dopo dividendo sempre per 2 l'angolo e la lunghezza precedente per un massimo di 3 piegamenti
Come si assembla un oggetto dorato?
Si assembla come due bolle di sapone che si intersecano

Gli oggetti dorati vengono assemblati di forma sferica con raggio pari a 3,4,5. Se si vuol far compenetrare due oggetti sferici, basterà mettere le figure tangenti e poi far compenetrare di una lunghezza pari a metà del raggio della figura con raggio minore, sulla congiungente i due centri.

Come termina un oggetto frantumato?

Termina come la cresta della catena montuosa del gruppo del Bernina
Termina appuntito con angoli di 90° o 53° o 37°
Come si divide un oggetto frantumato?
Si divide come uno specchio che cade
Prolungando ogni spigolo che compone la mia figura verso lo spigolo successivo, da questo "rimbalza" e, perpendicolarmente si rivolge verso lo spigolo successivo. Se la congiungente dovesse uscire dalla superficie della figura questa terminerà e non continuerà la sua corsa.
Come si piega un oggetto frantumato?
Si piega come i rami di un albero che cresce ai lati di un fiume
Si piegherà con un angolo retto
Come si assembla un oggetto frantumato?
Si assembla come dei triangoli in un quadro di Kandisky
La figura sarà composta da 5 triangoli rettangoli simili, il primo con cateti lunghi 3 e 4 e l'ipotenusa lunga 5, i successivi in rapporto 0.9, 0.8, 0.7, 0.6 rispetto al primo. per prima cosa uso il triangolo principale più grande come base che deve poggiare parallelamente al piano d'appoggio con un cateto. Poi appoggio, sull'ipotenusa di questo un cateto del quarto triangolo che avrà un vertice in comune con il primo triangolo. Il secondo triangolo poggia con l'ipotenusa sul primo triangolo e terminerà dove inizia il quarto triangolo. Il terzo triangolo si insinuerà tra l'angolo formato tra il secondo e il quarto triangolo. l'ultimo triangolo avrà un cateto adiacente con uno dei cateti liberi del secondo triangolo. altra regola fondamentale, è che i vari triangoli non possono compenetrarsi tra di loro. La figura verrà poi trasformata in solido, estrudendola di 1.618 o suoi multipli.

N.B.Uno dei triangoli potrà essere spostato a piacimento, basta che ci sia il contatto tra ipotenusa e cateto

Come termina un oggetto caldo?

Termina come una fiamma ardente
Termina a appuntito
Come si divide un oggetto caldo?
Si divide come i raggi del sole
Si divide prima in quattro parti più grandi triangolari. Poi ogni parte si divide in altre due parti triangolari, e così via...
Come si piega un oggetto caldo?
Si piega come il ferro incandescente lavorato dal fabbro
Si piegherà in modo duro ma malleabile, quindi non con angoli netti ma raccordati tra loro con un raggio di 1.618
Come si assembla un oggetto caldo?
Si assembla come le conchiglie

Gli oggetti caldi devono essere simmetrici e collegati tra loro da un punto. L'angolo formato tra le due parti dovrà essere un multiplo di 1,618. In più sarà formato da blocchi di prismi ottagonali aventi un'altezza di 1,6 e suei multipli. Questi blocchi vengono posizionati uno sopra l'altro e ruotati sul proprio asse (tipo una forma ad ananas)


SECONDO PASSO:IDENTIFICAZIONE DEI LUOGHI

Paesaggio naturale: Valle della Luna (Santa Teresa di Gallura, Sardegna)


Ho scelto questo paesaggio perchè è uno dei luoghi più incontaminati che ho visto nella mia vita, inutile dire che me ne sono innamorata subito. a cosa che mi ha colpito principalmente è che l'uomo si è adattato a vivere nella natura e non l'ha piegata alle sue esigenze; infatti in questo luogo si alternano a viverci diversi eremiti, ma non hanno costruito case o canali o fontane, essi vivono nelle caverne che vento e mare hanno formato nelle rocce, vi è un riscello di acqua dolce da cui prendono l'acqua, vivono d pesca e talvolta di pastorizia, camminano scalzi e osservano il mare. Per far diventare questo magnifico luogo più naturale di prima ho pensato di creare un edificio che faccia parte della natura.

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Paesaggio artificiale: Dubai


Ho scelto questa città perchè è in continuo sviluppo, in essa sono costruiti edifici sperimentali di ogni genere, e sono in costruzione le torri più alte del mondo. E' una città che vuole raggiungere molti primati e alcuni li ha già raggiunti (l'albergo più lussuo al mondo, il centro commerciale più grande nel mondo,..) ricca di fantasia e in continua espansione, crando anche isole e penisole artificiali (le 5 palme e l'arcipelago a forma di mondo).
per rendere questa città ancora più artificiale ho pensato di aggiungere altri torre alte al profilo della città.

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TERZO PASSO:I CATALIZZATORI

Per i progetti ho pensato a due catalizzatori che appartenessero alla stessa famiglia. Collegando le idee all'esercizio d'osservazione, il mio pensiero si è ricolto verso il campo degli STRUMENTI MUSICALI. Ho preso un VIOLINO come catalizzatore naturale e un BAGHET (cornamusa orobica) per quello artificiale

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QUARTO PASSO:I PARADIGMI

Paesaggio Naturale:Paradigma iniziario


Il violino diciamo che è formato principalmente da due blocchi: quello che concerne la cassa armonica, e quello relativo alla cavigliera. Per cui ho pensato di fare una prima grande divisione tra l'ambiente più di svago e personale e quello riservato alla ricerca.
Ciò che collega le due parti del violino e varia il suono sono le quattro corde che percorrono quasi l'intera lunghezza del violino. Per cui ho pensato a queste come una sorta di percorsi a collegare tutta la struttura.
Altra parte molto importante e caratteristica di questo strumento sono le così dette effe, ovvero gli intagli nella cassa armonica. Per loro ho pensato ad una funzione di armonicità e bellezza, qualcosa che interrompesse la linearità dello strumento.
Analizzando la cassa armonica posso notare una forma a otto, si allarga, si stringe e si riallarga. Ho pensato di dividere quindi in 3: una zona per i servizi principali che può offrire una struttura irtal, gli alloggi, e infine una zona per il relax e per il contatto con la natura e l'esterno.

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Paesaggio Naturale:Paradigma organizzativo

La cavigliera si divide in 2 parti: il ricciolo e i piroli, a cui sono agganciate le corde. Il ricciolo è un fulcro centrale per cui ho pensato di inserirvi una sala congressi, comune a tutti coloro che visitano l'irtal. I piroli sono 4, tanti quanti le corde, per cui ho pensato a 4 laboratori che potessero essere tra di loro collegati.
Le quattro corde formano insieme 3 vie, quella in mezzo ho pensato di riempirla con un corso d'acqua poiché, particolarità del luogo è che vi è una sorgente di acqua dolce, le cui acque scorrono fino al fiume. Ai lati vi ho messo le due strade. A collegare i camminamenti vi sono i tasti.
Ho pensato di dividere il complesso in due parti, specchiate secondo un asse di simmetria.
Nello spazio comune vi ho inserito biblioteca/sala lettura da un lato e mensa dall'altro; sono dei luoghi dove le persone possono stare in compagnia, leggere, desinare e scambiarsi le idee, luoghi di incontro informale.
Si passa poi agli alloggi per gli studenti e i professori, che ho voluto fare separate e senza collegamenti diretti per iniziare una divisione e passare quindi a degli spazi privati, dove ognuno vive in compagnia di poche e fidate persone.
Continuando si passa ad un ambiente più intimo definito dalla terrazza panoramica, dove le persone stanno con i propri pensieri, disturbata solo dal cinguettio degli uccelli e coccolati dalle onde del mare che si infrangono sulle rocce. Questo ambiente è aperto, dove una polla d'acqua ci invita a riflettere (gioco di parole riflettere= pensare; riflettere=immagine che si specchia).

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Paesaggio Naturale:I volumi

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Paesaggio Artificiale:Paradigma iniziario

In un baghet, per far entrare l'aria nella baga, bisogna soffiare bochì; per questo ho pensato di associarlo all'ingresso all'irtal. La baga diventa cosi' il luogo di distribuzione, dalla quale si raggiungono tutti gli ambienti, come l'aria che si incanala nei vari sfiati.
I due organi (i tubi da dove esce sempre il suono con un'unica nota) sono utilizzati come alloggi.
La diana, o pia, è la parte che regola e gestisce il tutto, da dove il suono prende le diverse tonalità e che viene comandato attraverso i fori. Per questo ho pensato a questo luogo come quello della ricerca e dello studio

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Paesaggio Artificiale:Paradigma organizzativo

Dato che gli organi sono due, e di diverse dimensioni, ho ubicato in quello più alto gli alloggi degli studenti e in quello più basso gli alloggi dei professori. Ogni organo verso la fine si allarga per far fuoriuscire meglio il suono. Ho pensato a queste come delle uscite, dei luoghi dove si è a contatto con l'aria.
I tasti della diana sono 5, più uno retrostante, da qui l'ispirazione di definire 5 spazi per i laboratori più uno di uscita, dal quale si potrà raggiungere l'esterno calpestabile, che fungerà anche da biblioteca.
L'ingresso è invece a senso unico, da esso l'aria entra solo, quindi le persone possono solo entrare.

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Paesaggio Artificiale:I volumi

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QUINTO PASSO:LE TRASFORMAZIONI

Per quanto riguarda il progetto nel luogo naturale ho seguito una logica di trasformazione che passasse attraverso la lingua inglese alla quale poi vi ho fatto delle associazioni di idee (cambio di lettere o derivazioni della parola). Come nel cilindro del mago i miei aggettivi hanno subito una modifica; in questo caso, dato che si tratta di lingua inglese, ho trovato più consono usare un cappello di san patrizio

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Come si trasforma la zona dei laboratori ?
come il muso di un golden retriver
Le varie parti avranno come ingresso un volume semicilindrico posizionato in orizzontale
Come si trasforma la zona dei collegamenti ?
come la struttura di una serra
I collegamenti saranno ricoperti da una struttura leggera in acciaio sul quale verranno applicati in sommità dei panneli di vetro
Come si trasforma la zona dei servizi ?
Come l'aprirsi delle onde sonore
In pratica i vari prismi a base ottagonale che compongono i due volumi andranno a scalarsi verso l'alto attraverso il rapporto armonico.
Come si trasforma la zona del pensiero ?
Come le pinne di un pescerosso
A collegare le due piattaforme sarà quindi un sottile strato di vetro, ai lati, molto ondulato (sempre con rapporti armonici)


Un discorso particolare é stato fatto per le scale, alle quali non avevo associato nessun particolare aggettivo. Per rimanere in contatto col catalizzatore ho pensato alle scale musicali, quindi i gradini sono diventati i pallini delle note e per collegare i gradini tra di essi ho pensato a un'unica asta metallica, che rappresenta il simbolo di unione tra più note da 1/8; mentre il parapetto sarà formato da 5 tubicini sottili metallici che stanno a interpretare il pentagramma vuoto

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Le idee per le trasformazioni da eseguire sul progetto artificiale mi sono scaturite osservando i quadri di Giuseppe Arcimboldo,pittore italiano, noto soprattutto per le sue grottesche "Teste Composte", ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in una sorta di Trompe-l'œil, oggetti o cose dello stesso genere, in particolare la frutta e gli ortaggi, collegati metaforicamente al soggetto rappresentato, in modo da desublimare il ritratto stesso.

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Come si trasforma la zona della distrubuzione ?
Come una mela a cui è stato dato un morso
Alla figura verrà sottratto una figura sferica, che si assemblerà come le regole precendeti riguardanti il dorato e che sarà ricoperta di vetro, per far entrare la luce
Come si trasforma la zona degli alloggi ?
come gli spicchi degli agrumi
Ogni livello verrà diviso secondo le diagonali, e uno dei triangoli formati verrà sottratto per formare così un terrazzo coperto
Come si trasforma la zona dei laboratori ?
Come una noce contenuta nel suo guscio
I laboratori saranno ricoperti da una sorta di vela che andrà a proteggere l'involucro edilizio


SESTO PASSO:INSERIMENTO DELL'EDIFICIO NEL CONTESTO

Il mio edificio inserito nell’ambiente naturale, parte dalla terra e finisce nel mare, segue l'andamento della valle, essendo entrambi allungati. Dato che dalla valle incontriamo prima la macchia, pian piano si dirada lasciando spazio alle rocce e al soffice prato; più avanti l'erba si trasforma in sabbia che termina nel mare.
Incontriamo per prima i laboratori che saranno rivestiti di solida pietra, e per riparare le finestre dal sole ho pensato a della vegetazione come piante rampicanti che formassero un pergolato. Poi si arriva ai locali di distribuzione caratterizzati dal tetto giardino. Gli alloggi e le scale richiamano la spiaggia che è formata da sabbia e da pietre, quindi gli alloggi saranno rivestiti di intonaco grezzo color ambra, con il tetto coperto da una zavorra di ghiaia; mentre i gradini ricordano i sassi. La zona del belvedere avrà la soletta semitrasparente a ricordare l'acqua.

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Per quanto riguarda l'artificiale ho scelto questa parte in mezzo ai palazzi di Dubai. Si nota in essi una sorta di modularità, ripresa ed enfatizzata per dare un tocco di colore e risaltare nel mio edificio. In più ogni edificio ha una continuazione minore sopra il tetto che nel mio caso ha svolto una funzione più aperta al pubblico che dedita agli impianti. L'edificio è come una sorta di oasi colorata, per richiamare alla storia del luogo, ma nello stesso tempo è innovativo e si sviluppa verso l'alto come la Dubai odierna.

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APPROFONDIMENTO: SCHEMA COMPOSITIVO DELL'IRTAL NEL CONTESTO ARTIFICIALE

Oltre allo schema compositivo delle torri, ho voluto analizzare anche quello riferito allo spazio di distribuzione poiché mi sembrava molto interessante il suo attacco a terra e quello al cielo. Questa parte sarebbe perfettamente simmetrica, sia sopra sia sotto terra se non fosse per il "morso" che fa entrare la luce naturale. Uno scalone centrale collega i vari ambienti, creando un varco nel mezzo, attraverso i quali anche la luce naturale potrà raggiungere gli spazi confinati nel sottosuolo.

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Prima di passare al vero e proprio schema compositivo verticale, volevo introdurre una suddivisione ancora primordiale del modulo compositivo delle torri, per quanto riguarda gli accessi e il collegamento tra gli stessi che aiuta meglio a comprendere quella che sarà una sorta di sezione verticale.

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Ogni torre è dotata del proprio ascensore centrale che collega tutte le abitazioni allo spazio di distribuzione e a quelli o comune che sovrastata gli alloggi.

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CONCLUSIONE


Amiamo la musica, sosteniamola con tutte le nostre forze e con la nostra intelligenza
e certamente vivremo un’esistenza migliore, più umana e decisamente più creativa
=Anonimo=

L’anima domanda, la musica risponde.
=Anonimo=

La musica è la scienza o l'arte della combinazione armonica, espressiva e comprensibile dei suoni
=Anonimo=

La musica è un linguaggio capace di interpretazioni infinite
=Anonimo=

La musica è una disciplina che coinvolge non solo il lato artistico della personalità,
ma anche quello più profondamente razionale. Note e accordi sono, in fondo,
precisi valori matematici che, uniti sotto il segno di una geometria acustica nota più
propriamente come "armonia", danno vita a questo straordinario linguaggio universale.
Lo Studio e la pratica della musica è uno strumento di crescita eccellente,
un "allenamento" continuo della mente.
=Anonimo=

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