NADIA PINTOSSI_1_primo progetto 
Sono partita da un ellissoide a tre assi. Le dimensioni che generano il volume seguono la proporzione dettata dalla terna pitagorica 3, 4 e 5. Al solido iniziale se ne è sottratto uno simile (i volumi coinvolti seguono il rapporto 100:61,8). L’ellissoide così trasformato ha subito una torsione ed è stato nuovamente scavato. Il volume così ottenuto è stato sezionato con un piano inclinato di 61,8° rispetto all’orizzontale e in fine le due parti sono state ruotate e traslate.
Il filo rosso fra le tre opere è un'inquieta scissione d'intensità e modulazione variabili.
Grazie Sara!
Ninnananna
(Modena City Ramblers – “Riportando tutto a casaâ€)
Camminavo vicino alle rive del fiume
nella brezza fresca
degli ultimi giorni d'inverno
e nell'aria andava una vecchia canzone
e la marea danzava correndo verso il mare.
A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero.
Chissà dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone.
Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti più vicina.
Un giorno, guidati da stelle sicure ci ritroveremo
in qualche angolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate.
E prego qualche Dio dei viaggiatori
che tu abbia due soldi in tasca
da spendere stasera
e qualcuno nel letto
per scaldare via l'inverno
e un angelo bianco
seduto alla finestra.
Fresco
Vicino
Lontano
Il fresco soffio del vento (Van Gogh), le nubi (El Greco)lontane all'orizzonte annunciano il temporale (Giorgione) vicino.
Il pontile dei canottieri è l’ambiente che, girovagando per Lecco, mi è sembrato adatto ad accogliere l’unità abitativa per studenti che sarà fresca, vicina, lontana. Simbolo dell’incontro fra vicino e lontano.
Lecco più Lecco di prima: il carattere che più mi ha impressionata percorrendo la città sono gli scorci e i percorsi che s’incontrano, si scoprono e si disvelano avanzandovi. Le viste che si vengono a creare conducono distante lo sguardo, invitano a scoprire ciò che sta oltre o negano parzialmente la visione.
Come catalizzatore ho un’immagine che è estremamente evocativa per me. La finestra è un diaframma e un’interfaccia e le scarpe raccontano il percorso che hanno compiuto. Vicino, lontano e fresco, i miei aggettivi-obiettivi-caratteri si legano al catalizzatore in maniera forte. La finestra è prossima, ma si pone come catapulta verso l’orizzonte e ciò che sta oltre, crea la possibilità di proiettarsi lontano, media e crea percorsi fra il “vicino†e il “lontanoâ€, si frappone, ma non si oppone. E’ un simbolo di percorso ed esperienza. Offre nuove prospettive, crea scorci, percorsi, freschi punti di vista. Le scarpe raccontano una storia, una strada percorsa da un qui, ora, vicino verso un ignoto lontano e si rinnovano ad ogni passo, ciò che è stato là , diventa qui, ciò che era qui, si fa là creando una continuo rapporto fra i due caratteri vicino e lontano. La fisicità di tale catalizzatore si può negare senza che perda il significato che riveste per me. (Non è un caso che il catalizzatore non sia nel contesto, ma il contesto nel catalizzatore.)
Con lo stimolo del catalizzatore e non solo ho individuato i cinque eventi che connessi e caratterizzati hanno dato vita al paradigma indiziario: apertura, spazio pubblico/privato, percorso e vista.
La gerarchia è stabilita dal colore dal rosso al giallo, senza fossilizzarsi e irrigidirsi troppo: alcune connessioni sono biunivoche anche se uno dei versi prevale. Gli eventi spazio con la cooperazione più o meno autonoma dell’apertura portano al percorso che genera le viste.
A partire dal paradigma indiziario sono andata specificando gli eventi e creando ulteriori connessioni fra le parti. Il catalizzatore mi ha suggerito la diposizione dei vari elementi e lo sviluppo dei legami: lo schema del paradigma da un lato ripropone vagamente la morfologia del catalizzatore (una sorta di visione verticale del catalizzatore) dall’altro crea un percorso, una sorta di prospettiva dal vicino al lontano, uno sviluppo dinamico (un’interpretazione orizzontale del catalizzatore, attraversandolo in un certo qual modo).
Partendo dallo schema del paradigma organizzativo ho dislocato i volumi. Le altezze possibili sono 3,4 e 5 eccetto la cucina che è alta 3x1,618 che rappresenta un’eccezione nelle altimetrie.
In quest'occasione mi sono servita di parallelepipedi per restituire volumetricamente il paradigma.
Da un rettangolo aureo di lato 4 ho costruito un rettangolo aureo che costituisce la base del volume “soggiornoâ€. Il segmento differenza fra il lato maggiore del rettangolo aureo costruito e 4 è diventato la base di un quadrato dal quale ho costruito un secondo rettangolo aureo “ cucinaâ€. Lo stesso rettangolo aureo ruotato di 90° e allineato con “soggiorno†costituisce “patioâ€.
Lo stesso processo applicato a “cucina†ha generato “ingressoâ€. Si è in fine generato un ultimo rettangolo a partire per ingresso per usarne la dimensione minore che costituisce la dimensione di alcuni percorsi e su questa si è costruito un quadrato. I volumi scaturiti da tale processo sono poi stati connessi nel paradigma organizzativo. La gerarchia viene richiamata dall’altezza del volume (“cucina†con il valore anomalo assegnatole rappresenta un’eccezione). I caratteri dominanti sono stati visualizzati associando ai volumi delle textures.
Con successive traformazioni, guidate dai paradigmi e dalle regole che ho individuato, sono giunta ad una prima pseudo ipotesi formale inserita nell'ambiente prescelto come possibile anfitrione dell'unità abitativa.
