MICHAEL_GIUSTRA_3
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Come avvenne per il primo progetto, in cui ero andato alla ricerca delle caratteristiche della città di Lecco, per riproporle in un processo generativo, al fine di rendere Lecco più Lecco di prima,in questo terzo progetto, ho dato il via ad una serie di ricerche e documentazioni che mi hanno permesso di avere un quadro più chiaro per quanto concerne il giardino dell'eden e nello specifico adamo ed eva.
La terra non è ancora coperta di vegetazione perché Dio non ha ancora fatto piovere. Né, si racconta, esisteva l'uomo per poter coltivare la terra. Si narra di come Dio abbia creato dalla polvere soffiandovi dentro il proprio spirito vitale. Dio crea un giardino in una località che si chiama Eden e si trova ad oriente. Qui Dio fa fiorire la vegetazione. Qui colloca anche l'albero della vita e l'albero della conoscenza del bene e del male. Nell'Eden scorre un fiume, che una volta uscito dal giardino si dividen in quattro rami. Il primo, di nome Piscion va a bagnare una località chiamata Chavilà in cui dice esserci l'oro, l'onice e il bdelio. Un secondo ramo, di nome Ghichon circonda il paese di Cush di cui, però, non si riporta alcuna caratteristica saliente. Il terzo braccio, Chiddekel, scorre ad est dell'Assiria, il quarto fiume, è l'Eufrate.
Dio assegna all'uomo il compito di coltivare e custodire la terra del giardino. Gli dice però Mangia pure di qualsiasi albero del giardino; ma non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, perché nel giorno in cui tu ne mangiassi, moriresti.
Dio decide che l'uomo deve avere un aiuto, ma non la crea immediatamente, prima pone l'uomo al cospetto del creato e gli fa assegnare un nome per ogni cosa. Dio non trovò però tra tutti gli animali che aveva creato un compagno adatto all'uomo. Così addormentò l'uomo e presagli una costola, creò la donna.
L'uomo e la donna qui, sono creati da Dio, eppure, subito dopo la creazione della donna la parashà recita: Perciò l'uomo abbandona padre e madre, si unisce con la moglie e diviene con lei come un essere solo.::
«così Dio fece crescere dal suolo ogni albero desiderabile alla vista e buono come cibo e anche l'albero della vita nel mezzo del giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male".
Genesi 2:16: "e Dio impose all'uomo anche questo commando: "Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà . Ma in quanto all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai positivamente morirai".
Il divieto di consumo riguarda solo l'albero della conoscenza del bene e del male. Probabilmente, prima del peccato (consumatosi col mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male) Adamo mangiava di tutti i frutti compreso quello dell'albero della vita. Come se fosse un antidoto o semplicemente per celebrare la vita o il diritto di vivere.
Adamo ed Eva mangiarono del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male e andarono incontro alla punizione: la morte. Per riacquistare il diritto di vivere potevano mangiare del frutto dell'albero della vita; ma Dio disse: Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'Albero della Vita, ne mangi e viva per sempre » (Genesi 3,22)
Dunque l'albero della Vita era un albero che Dio pose nel Giardino dell'Eden, assieme all'albero della conoscenza del bene e del male posto al centro del giardino.Il divieto di consumo riguarda solo quest'ultimo. La disubbidienza avvenne così:
«È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete".Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. » (Genesi 3,1-7)
-I falchi si avvicinano alla loro preda secondo una spirale logaritmica: il loro angolo di vista migliore forma un certo angolo con la loro direzione di volo, e questo angolo è l'inclinazione della spirale.
-Si possono osservare spirali logaritmiche nella disposizione delle foglie di alcune piante, definita come fillotassi. Un esempio sono alcune piante grasse.
-Gli insetti si avvicinano a una sorgente di luce seguendo una spirale logaritmica perché sono abituati ad avere la sorgente di luce a un angolo costante rispetto al loro percorso di volo. In genere il sole è l'unica sorgente di luce e volando in questo modo si ottiene un percorso praticamente rettilineo.
-I bracci delle galassie sono approssimativamente spirali logaritmiche. Si pensa che la nostra stessa galassia, la Via Lattea, abbia quattro bracci spirali principali, ciascuno dei quali è una spirale logaritmica con inclinazione di circa 12 gradi.
-I bracci dei cicloni tropicali, come gli uragani, formano spirali logaritmiche.
-In biologia, strutture approssimativamente simili alla spirale logaritmica si trovano facilmente, e nelle conchiglie di molti molluschi. Le ragnatele seguono invece una struttura a spirale archimedea. La ragione è questa: si parte da una figura geometrica bidimensionale e di forma irregolare F0. Si espande F0 di un certo fattore per ottenere F1, e si pone F1 vicino a F0, in modo che due lati coincidano. Ora si espande F1 dello stesso fattore per ottenere F2, e si pone accanto a F1 come prima. Ripetendo questi passi si ottiene un'approssimazione della spirale logaritmica la cui inclinazione è determinata dal fattore di espansione e dall'angolo che formano le figure una accanto all'altra.
Essendo il giardino dell'eden, con adamo ed eva, rappresentazione del creato, voglio mettere in luce le leggi matematiche che ne stanno alla base, usando come catalizzatore proprio la spirale.
1)disegno una circonferenza, al suo interno ne faccio altre 2 dimezzando di volta in volta il diametro e adagiandole al bordo della prima. Ne disegno una quarta dimezzando la più piccola e adagiandola dalla parte opposto delle altre a questa. Questa sarà la struttura del prato.
2)dal disegno precedente ricavo una spirale che sarà l'andamento di un filario di piante.
3)nell'area compresa tra il cerchio più grande ed il secondo vado ad individuare una griglia con lati pari al diametro del cerchio più piccolo. Questi invece saranno i boschi.
4)considerando che tutto si sviluppa con un dinamismo diagonale verso sinistra, partendo da questo lato traccio sulla circonferenza più grande una polilinea di 6 lati chiusa e la ripeto 6 volte in senso orario. Creo in questo modo un frattale che sarà la base delle mie montagne.
1) disegno un quadrato
2)sul lato superiore faccio mezza circonferenza dentro al quadrato puntando nel mezzo.
3)punto nello spigolo destro e faccio in alto mezza circonferenza ancora ma verso l'alto.
4)ripunto inmezzone faccio mezza circonferenza in basso con la massiamo apertura
5)con lo stesso meccanismo concludo la spirale in alto a sinistra fino a prendere lo spigolo sinistro del primo quadrato che incontro, quest'ultimo appartiene alla griglia ottenuta dal quadrato di partenza ( a sinistra perchè voglio mantenere la dinamicità in quel senso).
