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LECCO -Giulia De Marco

-=TEMA PROGETTUALE: UNITA' DELLO STUDENTE A LECCO=-

Step 1: utilizzando il rapporto 0.618 in un volume le cui dimensioni sono in proporzione 3,4 e 5, operate 5 bucature/processi progressivi che trasformano l'evento iniziale in un evento "piu' armonico".

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E’ questa una proposta di una prima ipotesi di catalizzatore, primo approccio generativo all’attività progettuale, proposta in seguito da me superata perché non rispondente ai miei obiettivi e alla mia personale visione dell’architettura.

Step 2 –PER I CAPELLI: Tentativo di stabilire una relazione tra 3 quadri differenti e, per certi versi, antitetici, una relazione, quindi, non di tipo logico-analitico-razionale, ma sintetico-emotiva, basata su un’impressione, su una sensazione.

“L'unica relazione che sono in grado di stabilire tra le tre opere esula completamente dalla sfera del razionale, per inserirsi nel più ampio ambito delle sensazioni e delle percezioni soggettive: è un senso di inquietudine che deriva dal non riuscire ad afferrare a pieno la realtà rappresentata in ogni opera. Penso che questa sensazione derivi dalla molteplicità di soggetti, di elementi in generale, presenti a diversi livelli e su diversi piani dell’opera, presenze sullo sfondo o elementi che si stagliano in primo piano ostruendo parzialmente la visuale su quello che dovrebbe essere il soggetto principale del dipinto, tutti elementi che avverto come anomali e che portano a un profondo senso di incertezza e di smarrimento, alimentato, appunto, dalla pluralità, dalla dicotomia e dal dualismo insito in queste tre opere: è l’impossibilità di cogliere univocamente il centro.”

Step 3: individuazione di 3 aggettivi appartenenti a uno o più componimenti di qualunque tipo, soggettivamente significativi in quanto evocativi di uno stato d’animo o di una particolare emozione provata. I tre aggettivi da me individuati a partire dalla poesia ottocentesca di Alfred Tennyson “Ulysses” sono: SOFFICE, OSCURO, ETERNO. Questi aggettivi, per loro natura dotati di un intrinseco dinamismo, sono così diventati i miei obiettivi progettuali, parametri direttori che mi hanno guidato nella scelta del sito di progetto e nella definizione dei principali caratteri del mio progetto, ma soprattutto delle esigenze e dei requisiti cui dovrà rispondere.

''Tennyson
Ulysses (1833)''

"How dull it is to pause, to make an end,
To rust unburnish'd, not to shine in use!
As tho' to breathe were life! Life piled on life tho’ = though
Were all too little, and of one to me
Little remains: but every hour is saved
From that eternal silence, something more,
A bringer of new things"

"This labour, by slow prudence to make mild
A rugged people, and thro' soft degrees thro’ = through
Subdue them to the useful and the good."

"There lies the port; the vessel puffs her sail:
There gloom the dark, broad seas."

Aggettivi: eterno, soffice, oscuro.

Immagine evocativa: la luce fioca della luna in una notte buia.
Luce fioca> soffice> Van Gogh
Luna> eterno> El Greco
Notte buia> oscuro> Giorgione

Step 4: individuazione del catalizzatore e di particolari scenari di Lecco, nei quali rivedo una corrispondenza e un’espressione reale e concreta dei tre aggettivi precedentemente individuati, gli stessi che, concretizzandosi in questo particolare contesto, rendono Lecco più Lecco di prima. La scelta di un catalizzatore è invece avvenuta in me tramite l’evocazione dell’immagine sopracitata a partire dagli stessi 3 aggettivi: il catalizzatore a questo punto non poteva che essere “Notte stellata” di Van Gogh, un’opera che, inoltre, sembrerà scontato ma mi pare giusto precisarlo, incontrando a pieno il mio gusto artistico, mi piace molto.

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Step 5: definizione del paradigma indiziario. Dal mio catalizzatore ho estratto alcuni aspetti, quelli che mi sembravano più rilevanti e maggiormente rispondenti ai miei obiettivi di progetto, ovvero, le linee morbide e sinuose, SOFFICI, le cui curve e insenature danno la possibilità di creare delle zone d’ombra, OSCURE. Come ETERNA vedo invece la contrapposizione ma anche la compenetrazione tra quiete e dinamismo che coesistono nel rapporto tra la dinamica sinuosità delle forme e la statica linearità del coronamento dell’edificio.
Vorrei esprimere e far rivivere questa affascinante contrapposizione attraverso una fruizione dinamica dell’edificio, che vedo configurato come un passaggio graduale dalla contraddizione, dall’oscurità, dall’asperità, alla morbidezza, alla linearità e alla chiarezza: un viaggio dal buio alla luce della conoscenza in cui si armonizzino le contraddizioni (dall’oscuro, al soffice fino all’eterno:la sintesi dei contrari).

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Step 6: definizione di un paradigma organizzativo. In questa fase cerco di definire il suddetto percorso individuando la natura delle relazioni tra le parti principali del mio edificio, le modalità di connessione degli ambienti e le principali caratteristiche degli stessi. Il catalizzatore iniziale comincia a essere meno visibile, meno esplicito, a causa di questo incremento di complessità del progetto dovuto a una sempre maggiore definizione e a una sempre più nitida presa di coscienza dei propri obiettivi progettuali.

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Step 7: individuazione dei punti di vista, dinamici strumenti di operabilità che mi permettono di leggere le connessioni, le relazioni, tra le parti come specificità del mio processo generativo.

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PDV 1: TRASFORMAZIONE-PASSAGGIO DALL'OSCURO AL SOFFICE ALL'ETERNO

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PDV 2: MOTO NELLA STASI, DINAMICA QUIETE

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PDV 3: CAMMINANDO NELL'EDIFICIO..DAL BUIO ALLA LUCE
Dall'ingresso, oscuro, aspro, associato a brutti ricordi, attraverso il susseguirsi di ambienti e connessioni sempre più accoglienti, "morbidi" e luminosi, si passa gradualmente dalla frammentazione all'unità organica, dall'oscurità alla luce, come risalendo dalle profondità di una caverna per giungere finalmente in superficie.

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Step 8: controllo della coerenza attraverso uno sviluppo volumetrico del progetto, in cui si individuano i rapporti posizionali, dimensionali, e quindi gerarchici, tra le parti.
Prima applicazione di alcune regole di trasformazione progettuale definite parallelamente allo sviluppo del progetto.

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-=REGOLE-PROCESSI DI TRASFORMAZIONE=-

1 COME FINISCE?

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RIFERIMENTO: L.M.V.der Rohe, Neue National GalleryBerlino, 1962
AGGETTIVO: ETERNO
OCCASIONE-EVENTO: coronamento dell'edificio e parziale definizione dello skyline cittadino
FORMALIZZAZIONE REGOLA: la terminazione dell'edificio coincide con un piano orizzontale, o, in generale, perpendicolare agli elementi verticali che definiscono gli ambienti

2 COME INIZIA?

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RIFERIMENTO: Valerio Olgiati, Centro visitatori del parco nazionale svizzero, Svizzera, 2006; barca sul mare
AGGETTIVO: ETERNO
OCCASIONE-EVENTO: basamento dell'edificio
FORMALIZZAZIONE REGOLA: linea di terra perallela alla linea dell'orizzonte e alla copertura

3a COME SI BUCA?

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RIFERIMENTO: Daniel Libeskind, Museo ebraico di Berlino, 1989
AGGETTIVO: OSCURO
OCCASIONE-EVENTO: aperture dell'edificio (porte, finestre)
FORMALIZZAZIONE REGOLA: triangolo rettangolo con i cateti in rapporto di 1:2.
Porte: a partire dalla linea di terra, il cateto maggiore (verticale) è lungo H/1,35, la lunghezza del cateto minore viene di conseguenza.
Finestre: si divida in tre fasce orizzontali la parete interessata, l'altezza della fascia centrale rappresenta la lunghezza del cateto minore verticale, quella del cateto maggiore viene di conseguenza.

3b COME SI BUCA?

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RIFERIMENTO: Le Corbusier, Ville Savoie, 1929, Mies Van der Rohe, Casa Farnsworth, 1945
AGGETTIVO: SOFFICE
OCCASIONE-EVENTO: aperture dell'edificio (porte, finestre)
FORMALIZZAZIONE REGOLA: finestre a nastro: "offset" di 1/3 della lunghezza del lato corto della parete da applicare in tutte le direzioni.
Vetrate strutturali continue: numero di montanti pari alla lunghezza della parete / 100.

4 COME SI DIVIDE?

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RIFERIMENTO: Alveare
AGGETTIVO: ETERNO
OCCASIONE-EVENTO: divisione e organizzazione degli spazi
FORMALIZZAZIONE REGOLA: suddivisione funzionale e modulare: ogni ambiente è inscrivibile all'interno di un modulo di forma quadrata o all'interno di una combinazione regolare di più moduli. Questa campata ha dimensioni 200x200 cm.
Rapporto tra le parti: le diverse campate non si intersecano e possono essere collocate a metà della campata adiacente, oppure a un terzo del suo lato.

Step 8: espressioni di memoria attraverso oggetti dell'infanzia.

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