Jennifer Tirelli Esercitazioni 
Lo scopo della prima esercitazione del corso è quello di cercare di rappresentare, descrivere uno dei nostri primi ricordi d'infanzia attraverso una costruzione ideativa dello spazio. Tentando di riportare quello che con "gli occhi della mente" riusciamo a vedere del nostro passato, dobbiamo riuscire a cogliere quale sia il punto di vista e la direzione di questa immagine.
Uno dei ricordi che per primo ho "visto" è stata questa via che portava diretta al mare in un paesino chiamato Talamone (Orbetello, GR) dove sono stata diverse volte quendo ero piccola in quanto qui abitano i miei zii e cugini.
La cosa principale che sono riuscita a cogliere è stata questa discesa diretta al mare che sembra cercare di attrarre la mia attenzione. Per questo motivo, sono convinta che la direzionalità del ricordo arrivi dal mare verso di me, come una specie di richiamo.
Nell'immagine però prende posto anche una panetteria che ricordo essere alla mia sinistra con i suoi profumi intensi che si amalgamano con quelli tipici delle città che si affacciano sul mare. Nonostante tutto però, il mio sguardo rimane fisso verso il mare di fronte a me che ha calamitato la mia attenzione.
Il mare suscita in me una sensazione di calma, tranquillità e solitudine positiva; mentre la via stretta con i muri della case e i profumi del paese e della panetteria mi ricordano delle cose famigliari che danno la sensazione di protezione, sicurezza.
Per questa esercitazione, abbiamo trasformato secondo gli aggettivi caratterizzanti la nostra architettura una sfera. Prima modellandola, successivamente tagliandola e infine bucandola.
Modellata in modo INTUITIVO.
(richiama il nido)
Tagliata in modo LINEARE.
Bucata in modo ACCATTIVANTE.
"La geometria è il linguaggio della mente"
Descrivere le possibili relazioni tra il primo ricordo ed i risultati del primo processo generativo:
1) Come sono correlati? Il mio primo ricordo (una via di un paese sul mare) è fortemente correlato al primo processo generativo da me realizzato in quanto dal primo ho estrapolato diversi aggettivi e caratteristiche che ho attribuito al processo generativo. Gli aggettivi utilizzati caratterizzano fortemente l'architettura e ne modella di conseguenza gli spazi secondo la logica addotta dal ricordo. Il processo generativo inoltre, mantiene la stessa direzionalità dettata dal ricordo.
2) Sono coerenti? Proprio per i motivi espressi nel punto uno, le due cose sono fortemente coerenti in quanto si basano su uno stesso schema costruttivo. Il ricordo ha dato l'imput per la creazione del processo generativo, quindi non potrebbero non essere coerenti fra loro.
3) La visione del ricordo è cambiata dopo l'esperienza progettuale? Il ricordo dopo il processo generativo è rimasto inalterato perchè non potrebbe essere rappresentato meglio da un'esperienza progettuale. Non riuscirei ad aggiungere dettagli al ricordo, proprio perchè se sono stati dimenticati non avevano e continuano a non avere la stessa importanza delle cose riportate. Però grazie all'esperienza progettuale, riesco a definire una schema preciso degli spazi del ricordo, riesco ad addurre cose che possono essermi utili per le esperienze progettuali in quanto fanno parte del mio vissuto e del mio modo di vedere gli spazi.
"...Ora, le linee del mio ritratto non si disperdono, benché cambino e si diversifichino. Il mondo non è che un movimento continuo. Ogni cosa vi si muove senza tregua: la terra, le rocce del Caucaso, le piramidi d'Egitto, e del movimento pubblico e del proprio. La stessa costanza altro non è che un movimento più languido. Non posso assicurare il mio oggetto. Se ne va fosco e barcollante, di una ebbrezza naturale. Lo colgo in questo punto, come si presenta, nell'istante in cui me ne interesso. Non dipingo l'essere. Dipingo il passaggio.."
Michel De Montaigne - da Les Essais, Vol,III
