GabrieleZanotti-BaitaArtista
Come localizzazione per il mio progetto ho scelto una località di montagna, immersa nel paesaggio naturale, con uno sfondo che reputo particolarmente suggestivo.
I 3 aggettivi che scelgo per definire gli obiettivi di questo progetto sono:
DINAMICO: per dinamico intendo quella scoperta continua dell'edificio, l'impossibilità di comprendere tutto l'edificio da un singolo punto di vista, ma la necessità di muoversi attraverso punti di vista diversi per scoprire man mano l'edificio e il suo rapporto con il contesto. Non solo: dinamico significa soprattutto la continua scoperta e riscoperta dell'edificio durante l'arco della giornata, creando effetti e situazioni differenti a seconda della luce.
ARMONICO: per armonico intendo quella sensazione che l'edificio sia fatto per essere esattamente dove si trova, fa parte del contesto, valorizzandolo e sottolineandone i caratteri.
ORGANICO: con "organico" voglio invece esprimere la relazione tra l'edificio, artificiale, e la natura. L'edificio organico deve avere la stessa logica, la stessa struttura della natura, lo stesso modello funzionale.
DINAMICO:
COME SI BUCA: L'obiettivo è quello di creare effetti diversi a seconda della luce solare. Per fare ciò è utile la regola di trasformazione definita nel terzo progetto per "luminoso".
Aperture ampie, possibilmente lungo tutta la lunghezza della parete, o comunque lungo la maggior parte della parete.
Le vetrate devono essere a tutta altezza ed eventualmente possono essere arretrate rispetto al perimetro di almeno 1,5 - 2 metri nel piano terra, al fine di creare uno spazio coperto esterno, lungo le vetrate.
ARMONICO:
COME SI BUCA: utilizzando elementi verticali in legno a tutta altezza, di sezione piuttosto piccola, di circa 4x4 cm o di raggio 2cm se tondi. L'apertura viene effettuata "bucando" questi elementi e lasciandoli invece nella parte superiore dell'apertura.
ORGANICO:
COME SI STRUTTURA: seguendo le logiche della natura, sia nel caso di animali che nel caso di vegetali. Prendendo come esempio l'aquila, si notano delle caratteristiche, delle logiche interessanti:
- simmetria: esiste un chiaro asse che divide in due parti speculari tra loro. Tuttavia la simmetria nella natura non è mai perfetta, ma esistono sempre delle differenze, seppur piccole. Un esempio eloquente è quello delle mani: simmetriche, speculari, ma le linee sono diverse.
Allo stesso modo l'edificio si struttura in modo simmetrico, ma con delle differenze tra le due parti.
Come catalizzatore ho scelto una zona della mia prima casa, una zona che era molto importante per me e in cui passavo parecchio tempo, e che per questo ricordo particolarmente bene: il terrazzo che fungeva da copertura praticabile, da cui potevo vedere le montagne in lontananza e il paesaggio antistante la casa, ma solo la parte alta, in quanto il parapetto copriva la mia vista.
Parto da una direzione, in base alla quale costruisco un rettangolo che indica l'edificio. Il quadrato, disassato e a destra della direzione, indica la scala.
ruoto la direzione di 45 gradi, sulla diagonale del quadrato che indica la scala. In base a questa direzione creo un altro rettangolo che indica il piano superiore.
In base al paradigma indiziario, sviluppo il paradigma organizzativo, in cui definisco come gli eventi sono strutturati e in che modo si collegano.
Sulla base di ciò che è stato definito fino a questo punto, procedo alla formalizzazione.
FORMALIZZAZIONE ZERO: creo gli eventi principali, identificati semplicemente da un parallelepipedo, con le dimensioni che dovrebbero avere: soggiorno, cucina, servizi e scala.
TRASFORMAZIONI PROGRESSIVE: modifico gli eventi in base alle regole di trasformazione create per gli altri progetti, opportunamente modificate per adattarsi a questo progetto.
trasformo soggiorno e cucina creando per renderli più dinamici.
trasformo i servizi in modo armonico.
Unisco gli eventi, sistemando anche la scala all'interno del soggiorno, e trasformo l'ingresso in modo armonico:
Ora aggiungo gli eventi del primo piano, cioè studio, camera e servizi, oltre all'elemento di copertura e chiusura della scala. Parto, come per il piano terra, da parallelepipedi, indicati in viola.
Trasformo gli eventi rendendoli più dinamici e più armonici, secondo le rispettive regole di trasformazione:
Inserisco il corridoio che collega camera e studio, trasformandolo in modo armonico.
"bilancio le aperture" secondo la regola definita per "armonico"
Aggiungo il parapetto per il terrazzo:
Rendo l'edificio più organico. Era già strutturato in modo organico (rispettando le simmetrie stabilite nella regola di trasformazione), ma così lo rendo più organico, piegando simmetricamente gli eventi del piano superiore:
