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Esercitazione 1: Approccio iniziale

OBIETTIVI PROGETTUALI

Il progetto consiste nella realizzazione di un edificio atto ad ospitare studenti universitari, un'unità abitativa dinamica che sia in grado di rispondere alle molteplici richieste di un utenza giovane. La struttura deve inoltre essere inserita nel contesto urbano lecchese, quindi in una città dalle forme e dalle geometrie ben definite.
L'approccio iniziale è stata fondamentalmente una valutazione delle caratteristiche morfologiche e formali del sito di progetto e in base a queste formulare una possibile risposta alle esigenze progettuali.
Questo tipo di ragionamento mi ha condotto a considerare anche la geografia del luogo e la fisionomia della città: Lecco è situata in una zona molto particolare, la zona urbana infatti è collocato al centro di una vasta conca o valle delimitata da una corona di montagne circostanti, che ne celano la presenza al territorio circostante. Nonostante ciò la città si apre audace su uno specchio d'acqua rappresentato dal lago, come se il luogo stesso volesse contraddire la propria natura nascosta.
Da questo binomio trae ispirazione il mio concept progettuale. L'obiettivo principale che mi sono posto è proprio quello di evidenziare tale rapporto attraverso un edificio che possa materializzare questa particolare caratteristica della città affinchè Lecco sia più Lecco di prima.

In base a questa considerazione ho scelto come catalizzatore una forma che potesse esprimere il binomio tra involucro e nucleo.

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La composizione è regolata da silenziosi rapporti numerici che la rendono intelligibile. La volontà guida è quella di superare l'ossimoro tra l'io rappresentato dalla vitrea fragilità della sfera e il materico dinamismo dell'involucro. Il vuoto definito dai solchi lungo le due forme stabilisce un'ideale connessione.

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La forma è stata realizzata partendo da un toro ellittico avente dimensioni 3,4 e 5, la sfera all'interno è stata invece realizzata moltiplicando la circonferenza interno del toro per 0.618, ottenendo così la circonferenza più interna su cui è appunto costruita la sfera. Su i due corpi sono stati eseguiti tagli e bucature che creano un legame tra i due elementi.

Esercitazione 2:Sistemi complessi

PER I CAPELLI

L'uomo in relazione con la natura, i sentimenti e la fede: Individuazione di impressioni connettive da i 3 quadri di Giogione, El Greco e Van Gogh, come sottosistema interpretativo.

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Godel: Non esiste un sistema definito e garantito. Partendo da questa ipotesi e procedendo attraverso semplici connessioni logiche è quasi immediata la considerazione che vede l’uomo una parte del sistema più grande in cui vive, attraverso cui vive,ma l’uomo diversamente da ciò che lo circonda, diversamente da un oggetto è un fattore complesso, un essere
Essere è prerogativa fondamentale dell’esistenza, quindi poiché l’uomo è egli esiste ed è un sistema: grande , infinito , proprio come l’infinito che lo contiene, ma in quanto contenuto, egli, oltre ad essere un sistema è sicuramente un sottosistema, ma presenta le caratteristiche intrinseche del sistema più grande che lo contiene e cioè non è definito, ne garantito. Non esiste dunque la perfezione, se con il termine perfezione si intende definire un sistema autodefinito.
Quindi tutto ciò che è reale tutto ciò che è concreto è imperfetto , incoerente , contraddittorio. Nonostante ciò Giorgione, come del resto tutto il genere umano ha fatto durante il corso della propria esistenza, presenta una nuova interpretazione della realtà. Una realtà bivalente, da una parte concreta, dall’altra parte metafisica, superiore perfetta e infinita. Perfezione che è condizione necessaria e sufficiente di auto definizione. La realtà metafisica è dunque una realtà autodefinita e questo è in contrapposizione con il principio di Godel, ma egli opera nel concreto e n on nel metafisico. Esistono quindi due realtà, un microcosmo in cui noi esseri umani viviamo e ci confrontiamo e una realtà metafisica sconosciuta, imperscrutabile, quasi un sogno come nel dipinto di El greco.
Alla luce di tutto ciò è straordinario pensare che tale misteriosa bivalenza è pienamente rappresentata dalla morfologia della doppia elica, che costituisce la strutture del dna quindi della nostra stessa esistenza come se si trattasse di un ciclo infinito alla cui base vi è un idea.

Esercitazione 3: Relazioni

L' analisi compiuta precedentemente nell'esercitazione per i capelli ritengo sia stata propedeutica a questo nuovo livello di complessità del progetto.
Infetti attraverso una serie di relazioni dettate dall'esperienza e dalla memoria è possibile a questo punto creare un link che riesca ad unire elementi appartenenti all'immaginifico e alla memoria personale con le opere proposte.

A tal proposito ho scelto un monologo di Baricco e due celebri massime di Göethe e Scott Cunningham che riassumono l'infinito dialogo tra l'involucro (audace) e l'anima (nascosta) di un unico organismo.


Tutta quella città...non se ne vedeva la fine.....
La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?
E il rumore
Su quella maledettissima scaletta...era molto bello, tutto...e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c’era problema
Col mio cappello blu
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino ......
Non è quel che vidi che mi fermò
E’ quel che non vidi
Puoi capirlo, fratello?, è quel che non vidi....lo cercai ma non c’era, in tutta quella sterminata città c’era tutto tranne
C’era tutto
Ma non c’era una fine. Quel che vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo.
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni e miliardi
Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita
Se quella tastiera è infinita non c’è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio
Cristo, ma le vedevi le strade?
Anche solo le strade, ce n’era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una
A scegliere una donna
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di
morire
Tutto quel mondo
Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce
E quanto ce n’è
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla? A viverla...
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. E’ un viaggio troppo lungo. E’ una donna troppo bella. E’ un profumo troppo forte. E’ una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò.
Lasciatemi tornare indietro.
.......Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio. Non sono pazzo fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci.

"Novecento.Un monologo" Alessandro Baricco

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Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora.

Johann Wolfgang Göethe


Cercate la saggezza nei libri, in manoscritti rari e poemi criptici se volete, ma cercatela anche nelle semplici pietre, nelle fragili erbe e nel verso degli uccelli selvatici. Ascoltate il sussurro del vento ed il ruggito dell’acqua se volete scoprire la magia, perché è lì che sono nascosti gli antichi segreti.

“Il praticante solitario” di Scott Cunningham


AGGETTIVI:Infinito, Audace, Nascosto

CONNESSIONE QUADRI: Consapevole smarrimento della mente umana alla ricera dell'ignoto

Infinito- Smarrimento- El Greco
Audace- Consapevole- Van Gogh
Nascosto- Ignoto- Giorgione


Esercitazione 4:Collocazione del paradigma

PRIMA IPOTESI PROGETTUALE

Ho scelto un immagine e soprattutto una collocazione abbastanza classica, ho infatti inserito il catalizzatore nei pressi del lago di Lecco, tuttavia credo che tale posizione sia in grado di rispondere alle caratteristiche morfologiche che gli obiettivi richiedono.
Lecco (urbana) infatti nell'immagine si trova posta tra 2 realtà, una rappresentata dalle montagne retrostanti ed un' altra rappresentata dal lago che invece costituisce uno sfondo ideale. Le montagne come involucro ideale del nucleo abitato e il lago come audace e infinito slancio della città verso l'esterno.
La forma che ho dunque inserito non è altro che un frattale della stessa Lecco, in quanto è un microcosmo all'interno di un macrocosmo rappresentato dalla città stessa.

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Per accentuare tale relazione con la natura circostante ho deciso di rivisitare e reinterpretare la natura che costituisce lo sfondo della città attraverso il quadro "involucro aperto" di Tullio Crali,

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L'idea progettuale trae ispirazione dai molteplici aspetti interpretativi che la forma nel suo essere primordiale rievoca: leggerezza, audacia, mimesi. Il dualismo percettivo che lega l'involucro al nucleo è chiaramente rappresentato dai vertiginosi colori del cielo.

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Eseritazione 5: Il paradigma

PARADIGMA INDIZIARIO

A questo punto è necessaria una rielaborazione del percorso che ho seguito ed una conseguente rielaborazione degli elementi che compongono la struttura per incrementare la complessità del progetto.

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Il paradigma compositivo che guida la composizione degli spazi è il quadro Involucro aperto dell'artista futurista Tullio Crali. Le linee nette che sembrano squarciare lo spazio mi hanno permesso di modellare la struttura compositiva e incrementare la complessità dei link determinati dalla forma. Risulta evidente il binomio tra involucro e nucleo centrale,tema che ho sviluppato in seguito ad una modellazione mirata del catalizzatore. Gli aggettivi che ho scelto mi hanno guidato nella strutturazione del paradigma ed esplicitano il sottile rapporto che lega ciascuno degli elementi costitutivi.

PARADIGMA ORGANIZZATIVO

A questo punto attraverso gli aggettivi che ho scelto procedo caratterizzando tutti i vari elementi che definiscono le connessioni e le relazioni tra gli eventi del progetto.

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VERIFICA DI CONGRUITA' DISTRIBUTIVA

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ESERCITAZIONE 6:Regole e processi di trasformazione

ICONE INFANTILI

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AUGH, STHUMP, STRANG, AAAHH, BANG
Ora come ora non ricordo quanti fumetti ho letto ma di sicuro queste parole fino a qualche anno fa scandivano la mia giornata.
Ebbene si sono un appassionato fumettista e senza alcuna presunzione posso anche dire che vanto una nutrita collezione di comix a cui non rinuncirei per niente al mondo. Quello dei supereroi è un mondo che mi ha sempre affascinato in quanto ritengo che dietro ogni storia dietro ogni pagina sia celata una realtà quasi tangibile, reale, cui all'uomo non è consentito l'accesso, come una finestra su un'altra realtà.
Tra tutti i supereroi il mio preferito era di gran lunga spiderman, un eroe agile forte fiero audace e persino umorista, ma più di ogni altra cosa spiderman è un eroe umano. E'stato infatti spiderman a cambiare il volto del supereroe tradizionale forte e invincibile. Con l'avvento di questo personaggio più umano che superumano la figura dell'eroe da fumetto diventa una figura particolare, intrigante, problematica.
Spiderman proprio come un uomo normale si trova ad affrontare i problemi della quotidianità:l'affitto da pagare, una relazione complicata e mille altri problemi.
Beh, non mi dilungo oltre, non sarebbe necessario, ma sono veramente felice di aver potuto esprime questo pensiero, ha riportato alla luce una serie di momenti che avevo totalmente rimosso dalla memoria.

CONNESSIONI PARADIGMA: Ragno = Agile, forte = audace sbalzo verso l'esterno.

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Pochi se non addirittura nessuno sarà in grado di riconoscere questo luogo, potrebbe essere qualsiasi località balneare, una qualsiasi spiaggia di un qualsiasi paese. Eppure quella è la mia, mi spiego meglio, no che l'abbia comprata ma quella spiaggetta mi ha visto fare i primi passi, mi ha visto giocare, saltare, nuotare, piangere. Quella è la mia spiaggia, un posto intimo dove vado tutt'ora nonostante quei rari momenti liberi.

CONNESSIONI PARADIGMA: Scogliera = Intima, imprecisata = nascosta

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Se qualcuno mi chiedesse di guardare le stelle la notte e poi rivolgendosi a me facesse il solito e unico commento che si fa di fronte ad uno spettacolo del genere, io risponderei non lo so.
Non lo so se l'universo è infinito, non so se ci sia altra vita, non so neanche si sta allargando o restringendo intorno a noi ma una cosa è certa: non c'è niente di più affascinante e misterioso del cielo la notte.
E' stato mio padre da piccolo a farmi poggiare l'occhio per la prima volta sull'oculo di un cannocchiale,
è in esperienza particolare. una volta guardato il cielo. sei assalito all'inizio da mille domande mille interrogativi persino da un timore improvviso ma come d'incanto dopo questa agitazione iniziale tutto ritorna calmo, un silenzio rilassante ti avvolge.
é una sensazione indimenticabile.

CONNESSIONI PARADIGMA: cannocchiale = cielo = misterioso, affascinante = infinito matematico rappresento dalla spirale aurea, utilizzo di rapporti aurei.



Creazione di una REGOLA

A questo punto del progetto, affinchè l'edificio risulti essere parte integrante di un tessuto vivo com'è quello della città, è necessario relazionare quest'ultimo con il contesto. Relazione che viene formalizzata attraversi i tre aggettivi che ho scelto (infinito, nascosto, audace).

Regola: LOGARITMIC EQUATION
Qualità: INIFINITO
Occasione: Involucro, elementi di separazione o collegamento

1 La presenza del lago in relazione al contesto circostante, se infatti le montagne chiudono in bacino orografico la città il lago rappresenta invece uno slancio verso l'ignoto o l'infinito.

2 Gli alberi che circondano il lago e particolarmente lo slancio quasi ortogonale di questi verso il cielo,
le spirali che i rami di questi creano sembrano non avere fine.

3 La particolare forma della riva che per lunghi tratti sembra proseguire come un ellisse

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REGOLA OPERATIVA
Traccio il rettangolo aureo, dopo aver sezionato il rettangolo secondo le proporzioni aureo raggiungo l'ellisse aurea simbolo inequivocabile di infinito in quanto la sua costruzione consta di una serie di rapporti infiniti. Una volta costruita la spirale traccio una linea passante per l'origine della spirale perpendicolare alla tangente della curva più esterna. poi in base al tipo di esigenza divido la spirale a partire dalla perpendicolare alla tangente con rette perpendicolari a quest'ultima e distanti tra di loro 0,618 x1 x2 x3 ....Alla fine estrudo la figura che ho ottenuto.

Regola: BE OR NOT TO BE
Qualità: NASCOSTO
Occasione: PASSAGGI, CENTRI NEVRALGICI DELLA STRUTTURA

1 La posizione geografica rispetto al contesto circostante

2 La presenza di vie particolarmente strette sembrano nascondere o celare il singolo individuo rispetto alla
città.

3 Le finstre dei palazzi più antichi sono piccole e strette come se volessero proteggere l'interno della'abitazione e celarla all'esterno.

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REGOLA OPERATIVA
In questo caso formulo la regola non basandomi su principi geometrici ma basandomi sul concetto intuitivo di
non-vista. Per far si che qualcosa sia nascosto devo interporre tra l'osservatore e l'oggetto un terzo elemento. la regola quindi prevede la presenza di un elemento che non permetta la fruizione diretta dell'interno o dell'oggetto ma che al contrario lo renda meno accessibilità alla vista.

Regola: HOW LONG??
Qualita': AUDACE
Occasione: BUCATURE PORTE O PASSAGGI

1 La presenza di molti elementi verticali, e quasi prepotente e audace l'ortogonalità di molti edifici che si sviluppano verso l'alto prorio come i monti che coronano la città. Audace è questo protendersi dell'artificiale verso il cielo come metafora della natura.

2 Le trutture esili delle meridiane poste sull'omonimo palazzo sembrano voler aggredire il cielo.
Nonostante la forme sottile infatti si elevano con audacia sui palazzi circostanti

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REGOLA OPERATIVA
Audace è un aggettivo che associato precedentemente alaa figuara forte del supereroe e in quanto tale per esprimere al meglio tale sensazione ho ceracto di proporre una trasformazione che conferisca alla forma resistenza e semplicità nel contempo. L'operazione che mi consente di concretizzare questo tipo di sensazione è molto semplice, consiste nella realizzazione di un rettangolo con i lati in proporzione: AB= X, BC= 1x1,618.

Regola: PROSPECTIVE FRIENDSHIP
Qualità: INIFINITO
Occasione: Finestre, elementi di collegamento dall'interno verso l'esterno o viceversa

1 La nuova struttura esterna realizzata dal Politecnico sulla facciata del vecchio ospedale di Lecco.
I cubi che si innestano tra di loro hanno un grande impatto prospettico. La prospettiva determina un ingrandimento infinito della percezione dello spazio.

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REGOLA OPERATIVA
Per esprimere questo tipo di sensazione penso che sia opportuno rifarmi alle regole della prospettiva.
Traccio un rettngolo, a partire da questo costrisco la parte aurea corrispondente al lato maggiore di questo,
Punto su un vertice e apro un angolo di 16 gradi in corrispondenza del punto che ho trovato precedentemente.
In tal modo ho realizzato una psendo prospettiva tridimensionale del rettangolo.

PUNTI DI VISTA
Attraverso queste immagini voglio rendere evidente lo stretto rapporto tra gli aggettivi che ho scelto.
L'edificio è infatti caratterizzato da 3 viste o prospetti privilegiati ciascuno dei quali contrassegnato da un aggettivo. Nella prima immagine ho scelto il prospetto frontale, in quanto ritengo che il forte impatto prospettico sia in grado di esprimere in pieno il concetto di infinito, mentre la seconda immagine presenta la rampa di scale che collega il primo piano al secondo piano celata all'interno dell'involucro creato per proteggere il nucleo interno dell'edificio, il terzo e ultimo punto di vista presenta invece gli edifici che fuoriescono dal nucleo interno della casa e protendersi verso l'esterno esprimendo quasi un ideale slancio di audacia.

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SCENARIO IPOTETICO

Sperimentazione di un ipotetico paesaggio che possa rappresentare le caratteristiche dell'edificio.
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SCENARIO 1

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SCENARIO 2

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