FRANCESCA_ARRIGONI_2: IRTAL 
Elementi che ho individuato in una prima fase:
Adam ed Eva: molto umani perché sono mutevoli nei due momenti del quadro e perché appaiono deboli
Albero della conoscenza del bene e del male: separa le diverse condizioni di bene e male
Serpente:tortuoso
Angelo:inevitabile punizione
Diversità dell’ambiente: nel paradiso terrestre ci sono rocce,dopo la cacciata non c’è più nulla, se non il deserto.
In un secondo momento, ho integrato le mie percezioni dell’affresco con critiche storiche dell’opera.
Riporto qui le citazioni che ritengo più significative:
“Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio.†Genesi 3,1
“L’elemento di divisione dei due momenti è l’albero proibito nel quale si contorce la figura del serpente.
… La risposta è nell’io subconscio di Eva: il serpente, entrando nel suo intimo, rivela quello che è il desiderio più profondo, celato nella personalità più intrinseca e subconscia della donna. La bestia, nella sua analisi, non fa altro che svelare l’Eva nascosta.. La contesa si sposta: non è più tra Eva ed il serpente bensì tra Eva e l’Eva, tra il non potere ed il desiderare. L’atto del cogliere si traduce in una riflessione introspettiva di quella che è la vera natura dell’essere umano: un essere imperfetto ma allo stesso modo perfetto perché epilogo di un equilibrio di un infinità di varianti che ne caratterizzano l’essenza.
… La totale assenza d’elementi naturali evoca alla mente un senso di non-completo, di abbandono.
L’incompleto è la chiave che rivela la scelta dell’angelo: l’uomo, dopo la cacciata dal paradiso, nella sua dimensione spirituale è incompleto perché privo della presenza divina. L’uomo si trova ad affrontare da solo la realtà della vita.
Per tanto non può esservi Dio nella sua nuova realtà , ma solo manifestazioni di quest’ultimo.
È questo il motivo per il quale Michelangelo pone l’angelo e non Dio.â€
Stefano Lamelza
“Curiosità , ambizione e frustrazione,tre sentimenti già profondamente umani che predispongono i due a disobbedire alla Regola.
…La dinamica della scena non trasmette meschinità e vergogna, bensì tutta la tragicità eroica di chi è improvvisamente senza difese, di chi si rende conto che il Dio-padre non si occupa più di loro, nel bene o nel male, poiché ha addirittura delegato un vicario per manifestare la sua condanna senza appello.
… Il messaggio artistico che “apre gli occhi†: possiamo assumere la scena del Peccato, che rappresenta il momento di passaggio dalla vita potenziale alla vita reale.… Essi hanno trasgredito l’ordine di Dio per assaporare una maggiore adesione alla vita e il loro gesto ha una valenza non solo negativa, se si considera che con la Regola sono stati messi per la prima volta davanti al
dilemma della scelta: rispettarla o trasgredirla. Hanno avvertito quello che costituisce il fascino della regola, ossia la possibilità di esercitare il libero arbitrio, ed hanno avvertito l’ebbrezza di
scegliere, ben espressa dalla situazione illustrata da Michelangelo nella scena del Peccato, per conoscere cosa c’è al di là della soglia, con tutte le conseguenze positive e negative, di
cui non bisogna necessariamente pentirsi.â€
Giuliana QuartulloHo poi elaborato una gerarchia tra gli elementi che avevo individuato, integrandoli in parte con altri, che ho potuto notare anche grazie alle critiche:
Al centro della scena c’è l’albero, che costituisce il “mezzo†per il passaggio tra due situazioni diverse: una precedente (l’Eden, che sembra quasi di insoddisfazione, i personaggi cercano qualcosa di più,protendendosi verso l’alto ) e una successiva (la Terra, caratterizzata da aridità e solitudine).
L’angelo è una parte dell’albero: nel quadro sono vicini e collegati, inoltre la correlazione causa-effetto tra il cogliere il frutto dall’albero e la cacciata dal paradiso è talmente forte da poter considerare albero e angelo (la causa e l’inevitabile effetto) un unico elemento.
L’albero è avvolto dal serpente tortuoso che rappresenta il modo dinamico,complicato e imprevedibile in cui l’uomo compie il suo cammino,il suo cambiamento.
A questo punto ho connesso gli elementi dell’affresco di Michelangelo con il mio immaginario, tramite l’immagine del ponte.
Il ponte è l’elemento che permette la connessione tra realtà diverse. A volte per passare da una realtà a un’altra l’unico collegamento possibile è un ponte da percorrere ( l’unico ponte per il passaggio dall’Eden alla Terra è l’albero della conoscenza).
Riporto qui l'immagine evocativa che esprime la mia interpretazione del ponte:
Ho generato una serie di superfici, definendone l'algoritmo, che rispondono ai caratteri-aggettivi della mia visione architettonica ed alle contaminazioni tra i vari caratteri che avevo definito in precedenza: chiaro, fresco e blu.
Superficie chiara:
Definita nelle sue coordinate principali da:
xx=2*(i)
yy=0.5*j
zz=30+0.08*i*j'+j^3'Sin(j)+Cos(i)
Superficie fresca:
Definita nelle sue coordinate principali da:
xx=2*i
yy=2*j
zz=12-Abs(5-i)-Abs(3-j)+Sin(i)*Cos(j)+1.5
Superficie blu:
Definita nelle sue coordinate principali da:
xx=2*i+0.5 *Sin(j)
yy=0.5*j-2*Cos(i)
zz=3+0.8*Sin(j)*Cos(i)
Ho poi unito gli algoritmi definenti le superfici, creando trasformazioni successive e definendo così nuove superfici con caratteristiche di:
chiara e fresca:
chiara e bu:
fresca e blu:
Infine ho unito tutte le trassformazioni per ottenere na superficie chiara, fresca, e blu:
Ho poi scelto due ambienti, in cui ho inserito i catalizzatori
uno totalmente naturale (le cascate Victoria);catalizzzatore:gabbiano
uno totalmente naturale (Manhattan);catalizzzatore:aereoplano
Ho poi realizzato i paradigmi indiziari:
Arancione: fresco
Giallo: chiaro
Blu:blu
Li ho poi elaborati p'er giungere alla formulazione dei veri e proprio paradigmi organizzativi:
Ali: ambienti pubblici e principali: aule,zone ristoro (ambiente rendibile a sbalzo,protesa verso la natura, in direzione della cascata)
Testa:modo in cui l'edificio "vede" la natura circostante:chiaro
Corpo del gabbiano: modalià di connession tra le varie parti,ognuna con una propria strutura e funzione.
Come prima trasformazione ho deciso di compiere una rotazione di 90° della direzione principale che ho visto nell'aereo: da orizzontale è stata indirizzata verso l'alto.L'aereo infatti partendo da terra si alza verso il cielo, cercando di arrivare sempre oiù in alto.
Ali: alloggi
Cabina di comando: uffici dirigenziali
Corpo centrale: aule e spazi comuni
Coda: funge da timone,indica la direzione;corrisponde all'ingresso
Sono poi passata alla verifica distibutiva attraverso griglie geometriche, integrandole poi con verifiche volumetriche:
Ambiente naturale:
Ambiente artificiale:
Ho poi evidenziato i miei punti di vista nei paradigmi organizzativi:
Ricollegandomi al precedente progetto, ho cercato di connettere i miei tre oggetti dell'infanzia al nuono progetto, in entrambi i contesti:
Topo Gigio:
ho identificato per l'artificiale i tre elementi inscindibili nel coprop centrale e nei due laterali;
per il contesto naturale invece ho notato l'importanza della conessione, che collega tutti gli elementi in modo evidente, quindio togliendone uno si noterebbe la mancanza.
Canzoncina "Se sei felice":
nel contesto artificiale è manifesto il collegamento tra le varie parti;
nel contesto artificiale è manifesta la struttura portante, visibile tramite pilastri che sostengono i corpi laterali.
Disegno della casetta:
nel contesto artificiale ho interpretato la chiarezza e semplicità nell'omogeneità , quindi la scelta di applicare le stesse regole ai tre corpi principali verticali;
per il contesto naturale la chiarezza è aspressa tramite la specificità di ogni ambiente e dall'affaccio sulla cascata.
A partire da tutte queste considerazioni, ho creato altre regole, da applicare agli edifici per migliorare il raggiungimento degli obiettivi:
COME SI SVILUPPA : BLU
Comando twist in Rhino: per corpi alti asse verticale, per corpi più bassi asse orizzontale.
La rotazione è sempre antioraria e il valore da inserire è pari a 5volte il diametro della figura di base da trasformare.
COME SI ATTACCA AL SUOLO: FRESCO
Comando taper di Rhino. L'ase è verticale e la rastremazione è di 4 volte il diametro di base.
E' un comando applicabile anche alla copertura, che viene rastremata di 0,5 dell'altezza del volume da trasformare.
COME FINISCE: CHIARO
Superficie chiara modellata in Rhino nell'esercitazione precedente.
COME FINISCE: FRESCO
Superficie fresca modellata in Rhino nell'esercitazione precedente.
Applicandole ai primi modelli tridimensionali sono giunta a dei primi scenari:
COME SI PIEGA: FRESCO
Comando bend di Rhino: asse verticale e rotazione di 90°.
COME SI PIEGA: FRESCO+BLU
Comando bend applicato a uno spigolo del volume da modificare, con le stesse modalità della regola precedente.
SCELTA DEI MATERIALI:
La scelta dei materiali non è casuale: per il contesto naturale ho sceklto granito scuro, color "caffè" per e un largo impiego del vetro, per creare omogeneità e continuità con la natura circostante;
nel contesto artificiale, invece, ho preferito la scelta di rivestimenti in metallo per aumentare l'artificialità dell'edificio. I pilastri sono i marmo.
Ho poi applicato le regole ai volumi iniziali, per arrivare a scenari più complessi.
Naturale:
e Artificiale:
Ho poi pensato altre trasformazioni da applicare nei due edifici per incrementarne la complessità :
Nell’edificio in contesto artificiale ho pensato di aggiungere una copertura verde sui corpi laterali:essa rappresenta la massima artificialità :la natura è tipicamente tolta con la costruzione.
Il richiamo ad essa, ponendone uno scorcio sopra edifici in centro Manhattan sottolinea appunto l’assenza di naturalità ,incrementando quindi l’artificialità e rendendo l'edifico più chiaro rispetto al contesto.
Ho inoltre esplicitato la parte strutturale che permette il sostegno di volumi molto complessi, e aumenta l'aspetto blu e chiaro del complesso.
Ho poi posizionato le scale e gli ascensori al centro, per verificare che ci stiano effettivamente.
Nell’edificio sulle cascate invece ho pensato di rendere più fresca la relazione con l’ambiente naturale, creando un affaccio diretto,cioè un balcone, sulla cascata.
Ho aumenteto l’omogeneità complessiva e il carattere blu della connessione tra gli spazi con diverse funzioni, mantenendo e incrementando tale carattere intenso.
