Esercitazione 09 DOMENICO SERGI
Il giardino dell'Eden, La casa di Adamo. Catalizzatori, Paradigmi indiziari ed Organizzativi.
Consultare anche Image Gallery, Eden, contenente immagini tratte dal libro di A.Scafi "Il Paradiso in Terra, mappe del Giardino dell'Eden", Bruno Mondadori Ed.
| Partiamo anzitutto con una piccola riflessione; questo progetto presenta caratteristiche diverse da quelle incontrate nei precedenti. Se da una parte viene accomunato dalla stessa matrice generativa utilizzata fino ad adesso, è evidente che vi sono differenze sostanziali che non possono essere trascurate. In primo luogo si evidenzia che la localizzazione non è più un contesto specifico e determinato, al contrario, l'Eden è un luogo astratto e non definito, la cui ubicazione nello spazio e nel tempo può essere soltanto ipotizzata. Altra differenza sta nelle dimensioni del progetto stesso e nell'oggetto tema di progettazione: un giardino, il giardino perduto dall'uomo, un posto a metà strada tra la terra e il paradiso, un intero mondo che dall'uomo è stato da tempo solo immaginato. Come intervenire su uno spazio che, fino ad oggi, è stato solo immaginato dall'uomo... sarebbe quasi come progettare su un progetto già compiuto da un altro. |
| Data la necessità di denotare una collocazione al progetto occorrerà catalizzare informazioni utili su quello che è stato scritto in relazione al paradiso terrestre. Essendo l'Eden stesso un luogo mai realmente visto possiamo solo cogliere riflessioni su quanto è stato scritto e detto. L'Eden nella Bibbia Nel libro della Genesi, nella Bibbia è il luogo in cui Dio creò tutti gli esseri viventi, tra cui Adamo ed Eva, la prima coppia umana. Esso si trovava ad oriente (della Palestina), e dal giardino usciva un fiume che si divideva in quattro rami fluviali: il Tigri, l'Eufrate, il Pison che circondava la terra di Avila, e il Ghihon che circondava la terra di Etiopia. Inoltre Eden potrebbe essere una parola sumera che significa "parco/giardino in pianura", mentre in ebraico il Paradiso (sia quello terrestre primigenio che l'Aldilà ) viene indicato con la locuzione Gan 'Eden, traducibile con "Giardino delle Delizie" (Genesi 2,8-14). Ipotesi sulla localizzazione geografica Secondo queste indicazioni l'Eden si collocherebbe nell'attuale regione della Mesopotamia meridionale, nella pianura attraversata dal fiume Shatt al-'Arab, sepolto sotto decine di metri di sedimenti. Nello Shatt al-‘Arab oggi confluiscono due dei fiumi citati nella Genesi: il Tigri e l'Eufrate. La "terra di Avila" potrebbe essere identificata con una regione dell'Arabia settentrionale dove, durante le rare piogge si forma un grande torrente che si getta nello Shatt: tale torrente potrebbe essere un residuo di un antico fiume, cioè il Pison biblico, che scendeva dall'Arabia migliaia di anni fa quando il clima della zona era più umido. L'altro affluente dello Shatt è il fiume Karum che potrebbe essere identificato con il mitico Ghihon, che scende dalla regione iranica dell'Elam: gli Elamiti erano conosciuti dai Semiti come un popolo dalla pelle molto scura e secondo la terminologia biblica erano dunque etiopi, termine con cui vengono indicati le popolazioni dalla pelle scura (erano forse di una razza affine ai dravida o agli zingari dell'India). Gli alberi della conoscenza e della vita Dio dice ad Adamo ed Eva di non mangiare il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male. Secondo il racconto biblico tra tutti gli alberi piantati nel giardino, ne erano due particolari: l'"Albero della Conoscenza del Bene e del Male" e l'"Albero della vita". Dio proibì all'uomo di mangiare i frutti del primo, e la disobbedienza portò alla cacciata dal giardino dell'Eden, negando all'Uomo anche i frutti del secondo, come in Genesi 3,22: Poi Dio YHWH disse: "Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre". |
Mostra immagine a dimensione intera Mostra immagine a dimensione intera | Partiamo dalla mia idea di Eden e di paradiso in terra per poter scegliere un catalizzatore e definire la base su cui si costituirà il progetto. Peradiso perduto... Dov'è? è Adamo ad essersene dovuto allontanare o il paradiso ad essersi allontanato da lui?... Cos'è? un luogo di pace e serenità , puro, bello, in cui il tempo non esiste così come non esistono ne desideri ne preoccupazioni. Il catalizzatore deve portare in sè tutte queste caratteristiche, essere un simbolo, farsi carico di questi aggettivi che esprimono PUREZZA, BELLEZZA NATURALE, ARTIFICIOSITA' e ATTRAZIONE. CATALIZZATORE: deve essere qualcosa che rappresenti uno dei pochi elementi rimasti in terra di quel paradiso che abbiamo perso... una sorta di memoria sulla terra del paradiso... PUREZZA BELLEZZA NATURALE ARTIFICIOSITA' ATTRAZIONE Il catalizzatore quindi non può che essere la ROSA BIANCA PARADIGMA INDIZIARIO: Il paradiso perduto è a metà strada tra la terra e il paradiso, un punto di stacco tra terra e cielo, tra umano e divino, tra artificiale e naturale, tra realtà ed immaginario. Vediamolo per un attimo come se fosse a forma di clessidra, essa si troverebbe nel punto di unione tra purgatorio (monte che si riduce a cono verso la sommità ) e paradiso (anelli concentrici che crescono in dimensioni salendo verso l'alto). La base di questa clessidra dovrebbe essere un prolungamento dell'artificialità umana (dove dovrebbe quindi trovarsi la casa di Adamo), in contrapposizione l'altra parte della clessidra, quella in sommità , dovrebbe essere l'inizio della vera natura delle cose. Un lato artificiale, ordinato, ma allo stesso tempo corrotto; l'altro naturale, casuale, imperfetto, ma allo stesso tempo puro. |
Mostra immagine a dimensione intera | Dal paradigma indiziario passiamo ora al PARADIGMA ORGANIZZATIVO. Per meglio strutturare questo stadio di progetto ci riferiamo sempre a dei punti di vista... DAL BASSO l'Eden si presenta a chi guarda come una città artificiale galleggiante, un'isola artificiosa che fluttua a mezz'aria restando irraggiungibile all'essere umano. Questa parte inferiore dalle forme definite ed ordinate simboleggiano l'ordine umano che si sforza di sorreggere e dominare il caos natunale con formule e metoni vani; DALL'ALTO l'Eden è naturale, con forme indefinite e cangianti, questo punto ospiterà il giardino, in cui le più svariate essenze si uniscono vorticosamente in una danza guidata dal vento; DI LATO l'Eden è puro nella sua forma ma al tempo stesso attraente e peccaminoso. Al centro di tutte queste sensazioni vi è la casa di Adamo... il primo uomo... colto nel turbinio delle sensazioni. |
Mostra immagine a dimensione intera | Lo stesso schema scaturito del paradigma organizzativo è ben visibile nella costruzione della STRUTTURA GEOMETRICA 3D DI CONGRUITA', in cui, evidenziando meglio il progetto in relazione ad ogni singolo punto di vista, si denotano quei tratti che si vuole usare per caratterizzare l'Eden e associati agli aggettivi. |
Identificare, all'interno di un ipercubo e dei possibili successivi ipercubi la struttura topologica ed il carattere delle relazioni tra eventi riferita al progetto in corso. Definire l'interfaccia tra eventi ed i casi in cui "finisce" identificando "come" finisce.
Mostra immagine a dimensione intera | Continuando con la definizione del nostro Eden scaturita dal paradigma indiziario ed organizzativo, identifichiamo, all'interno di un ipercubo e dei possibili successivi ipercubi la struttura topologica ed il carattere delle relazioni tra eventi riferita al progetto in corso. Occorre quindi definire l'interfaccia tra eventi che hanno generato detto ipercubo. L'ipercubo, come per il paradigma indiziario ed organizzativo parte dalla visione del progetto. Dal primo cubo centrale essi si sviluppano nelle due strade opposte, una naturale e l'altra artificiale. Lo sviluppo naturale dell'ipercubo prende una strada in ascesa verso il cielo e si sviluppa regolarmente per poi avere degli eventi finali casuali e caotici, proprio come la natura stessa, regolare nel complesso ma dalle infinite e molteplici sfumature. La crescita artificiale dell'ipercubo invece và nella direzione diametralmente opposta e tende verso terra. E' proprio lì che vive l'uomo con le sue passioni e la sua materialità in una sorta di ricerca di ordine che è solo in apparenza vera... ricerca che al contrario nasconde solo corruzione e falsità . Lo sviluppo dell'ipercubo viene quindi corrotto dalla componente umana (nella figura di Adamo) e termina con delle cuspidi simbolo dell'auto annientamento intrinseco della natura umana; quella parvenza di ordine si trasforma in confusione e incoerenza. |
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Definiamo ora il set delle regole di trasformazione che andranno ad aumentare a mano a mano la complessità del modello finora ottenuto. Queste regole scaturiscono dagli aggettivi e da un mondo reale di riferimenti. | |
I posters dovranno utilizzare la cornice "di Leonardo" (dal poster della serata nella directory Soddu) ed avere una piccola finestra, all'interno, contenente il proprio riferimento culturale primario. Non dovranno essere didascalici del progetto di Eden ma comunicare l'idea e l'identità del progettista.
Mostra immagine a dimensione intera | Il poster contiene la visione scaturita a questo punto della progettazione del giardino dell'Eden, una visione soggettiva, in quanto scaturita da tutta una evoluzione ricca di riferimenti conosciuti e richiami di memoria. Nella finestra vi è il simbolo della conoscenza, della voglia di apprendere ed osservare... l'occhio... come un elemento divino che osserva e giudica. la vista è il più importante dei sensi che l'uomo possiede, ma anche il senso meno affidabile e più facilmente ingannevole. E' facile celare la verità alla vista e l'uomo utilizza e predilige questo senso... forse con la vista non abbiamo guadagnato la conoscenza del bene e del male, ma l'impossibilità di distiguere uno dall'altro. Senza vista saremmo stati costretti ad utilizzare gli altri sensi e svilupparli in egual misura... o forse usare un senso diverso da quelli materiali, quello che viene definito il sesto senso o terzo occhio... l'empatia... unico senso capace di comprendere la verità nascosta dietro le false parole. |
Mostra immagine a dimensione intera | Definite le regole di trasformazione, queste verranno applicate per definire uno stadio più complesso di progetto. Come si regge? Il corpo costituente l'Eden ha una robusta fattezza artificiale, la quale, diviene base portante e motore dell'isola. Se gran parte di questa struttura è celata dalla natura radicata su di essa, restano comunque visibili in alcuni punti, come ad esempio alla base dell'Eden, degli enormi spuntoni metallici. Si vuole attribuire all'Eden una sorta di solidità dovuta all'artificiosità umana, la quale dura nel tempo e resta immutevole memoria nei secoli. Come si cela? >NATURALMENTE La bellezza della natura, cangiante e maestosa, ricoprirà completamente la superficie dell'Eden, nascondendone l'essenza artificiale precedentemente descritta. Al tempo stesso l'Eden diverrà un'appendice, continuazione della superficie terrestre. Come finisce? Da sempre l'idea di una vita serena e felice in un luogo ameno ed incontaminato ha pervaso la fantasia dell'uomo. L'attrazione provata per questo paradiso è stata da sempre legata alla sua ricerca, ad esplorazioni e viaggi. Come abbiamo visto sono molte le ipotesi che nel tempo si sono susseguite per quanto implica la sua posizione nello spazio. A questo riguardo vogliamo sottolineare proprio questo aspetto di attrazione che questo luogo immaginifico scatena nella mente umana, come un ricordo di una felicità possibile ma perduta, una separazione inattesa ma oramai avvenuta, un ritorno impossibile al grembo materno... l'Eden simboleggia questa infelice ricerca della felicità e con le sue morbide forme sinuose attrae l'essere umano. Come si ripete? > PURO Immagino che l'Eden sia un posto privo di peccato, in quanto ogni elemento di impurezza venga subito estirpato alla radice, per mantenerne intatto il suo candore originale... ultimo luogo non contaminato. Ma come può avvenire questo? Immagino che il giardino perduto sia completamente pervaso ed intriso dall'elemento principale della vita... così come l'essere umano è composto principalmente di acqua, così anche l'Eden da cui ci siamo allontanati è inondato di acqua, pura, che spazza via ogni male. |
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Mostriamo quindi degli scenari contestualizzati del modello da varie viste. La localizzazione non è esatta nello spazio, in quanto si immagina che l'Eden si sposti sulla terra e resti irraggiungibile dall'uomo. Invisibile al nostro occhio intriso di materialità e in costante movimento. | |
Mostra immagine a dimensione intera | Attraverso l'utilizzo delle regole sopra descritte è possibile realizzare un'infinità di scenari simili e variativi del modello creato. |
| Aumentiamo ora la complessità del modello... per farlo decidiamo di selezionare una componente fondamentale dell'Eden, la casa di Adamo... Svilupperemo questo ambiente ampliandone la complessità rispetto a quanto delineato finora. | |
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Applicando le medesime regole di trasformazione utilizzate precedentemente per l'Eden si sviluppa in complessità la casa di Adamo. Come si regge? Immagino che la casa di Adamo sia luminosa ed accogliente, e non vi sia una netta distinzione tra dentro e fuori ma la luce invada completamente lo spazio. Tutta la casa è costituita da vetrate enormi che consentano una vista panoramica spettacolare, vetrate che però avranno bisogno di una solida struttura ARTIFICIALE costituita da montanti e traversi per poter essere sorrette. Come si cela? >NATURALMENTE Come per l'Eden, anche la casa di Adamo dovrà essere ricca di verde, dai pavimenti ai rivestimenti, una volontà di tornare alla matrice naturale da cui, purtroppo, ci si è separati. Anche qui la base solida strutturale artificiale verrà mascherata dalla natura, elemento vivo e mutevole. La funzionalità strutturale incontrerà quindi la bellezza della natura. Come finisce? Anche per la casa di Adamo si prediligeranno forme tonde e sinuose che richiamano al ventre e alla purezza della nascita. Queste forme susciteranno in chi guarda una sorta di attrazione per la conformazione degli spazi di vita armoniosi e maestosi. Come si ripete? > PURO La purezza è insita nella trasparenza, Immaginiamo per un attimo di poter vivere in uno spazio completamente aperto, forato, vetrato, in cui da ogni punto si possa vedere ogni angolo della costruzione... uno spazio libero e puro senza vincoli di alcuna natura. | |
Mostra immagine a dimensione intera | Seguendo le stesse regole è possibile presentare un ulteriore scenario in similitudine con il precedente (Come ritornare alla Natura... restituire l'uomo alla sua matrice) cui ad esempio venga intensifica l'azione delle regole precedentemente descritte... ricordiamo in tal senso che le possibilità sono infinite... nulla è concluso... tutto è in continua mutazione e trasformazione... In aggiunta si presenta anche la realizzazione di un dettaglio in spaccato assonometrico che mostra in maniera dettagliata la vetrata con i rampicanti, i pavimenti forati e vetrati, le forme sinuose, scaturite dalle regole di trasformazione e dall'aumento di complessità . |
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| A chiusura di questo capitolo si inserisce un poster creato appositamente per spiegare tutto il processo generativo che ha portato dal primo schizzo, via via, fino al dettaglio costruttivo; una sorta di piccolo diario per ricordare tutti i passaggi significativi di questo progetto. |
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