Esercitazione 08 DOMENICO SERGI
la seconda esercitazione di progetto ha come tema:
IRTAL, Intergenerational residential tower for advanced living.
Si tratta di una struttura residenziale per studenti ed anziani professori realizzata con tutta una serie di servizi, come i college, adatti all'attivita' a tutto campo degli studenti.
Il tema sara' svolto in due locazioni differenti:
1. un contesto naturale (da scegliere attraverso immagini. esempio un canyon del Colorado);
2. un contesto fortemente artificializzato ed urbano (da scegliere con modello 3D, esempio Manhattan di cui viene fornito un modello3D);
Gli elaborati dovranno comprendere:
per tutti i progetti:
1. incremento (rispetto alle regole gia' identificate) delle regole/codici di trasformazione utilizzabili nei progetti e riferite ai caratteri/aggettivi scelti. Questi strumenti / regole di trasformazioni saranno relative sia a singoli momenti ricorrenti di scelte progettuali (come finisce, come si piega, etc) sia ai singoli caratteri soggettivamente identificati.
per la specifica esercitazione progettuale:
2. identificazione di un catalizzatore per ogni locazione. L'obbiettivo generale e' che il contesto naturale diventi piu' naturale di prima ed il contesto urbano, ad esempio Manhattan, diventi piu' Manhattan di prima. Riferimento ad un ambiente ideale con accentuazione progressiva della sua specifica identita' identificata attraverso l'interpretazione soggettiva di processi progressivi di trasformazione leggibili nel contesto.
3. costruzione di un paradigma indiziario e del paradigma organizzativo.
4. verifica tridimensionale delle congruenze distributive, costruttive, topologiche, etc.
5. progressione ciclica di trasformazioni che, riferendosi alle occasioni relative a richieste funzionali, topologiche, distributive, costruttive, etc, realizzino, in parallelo, un incremento di complessita' nell'obbiettivo di raggiungere i caratteri architettonici cercati. le trasformazioni saranno operate utilizzando il set di regole individuate.
6. produzione, in progress, di scenari relativi alle due locazioni che raccontino un avvicinamento progressivo agli obbiettivi cercati ed un incremento di complessita' del progetto.
Mostra immagine a dimensione intera | La scelta del contesto naturale è stata operata seguendo una logica di contrasto con il successivo scenario fortemente urbanizzato. Contrasto tra due scenari, l'uno contaminato dall'uomo, l'altro puro. Il ragionamento ha seguito l'idea di differenza di comportamento dell'uomo rispetto alla natura, uomo che seppur generato dalla natura stessa si comporta in modo illogico contro di essa e la sua essenza, distruggendola, abusandone, deturpandola. In tale logica si evidenzia il rapporto del contesto con lo skyline. Così come il contesto urbano si denota con la tendenza dell'uomo, e del suo smisurato ego, a protendersi verso il cielo, come una mano ideale tesa verso l'infinito, così la natura si contrasta per una tendenza alla profondità , l'interiorità . Il Grand Canyon rappresenta proprio questo diverso rapporto con il cielo, l'orizzonte penetra nelle cavità rocciose divenendo parte del paesaggio. Una natura che non vuole staccarsi dalle sue solide fondamenta ma che cerca di far parte dell'infinito accogliendolo nel suo grembo. |
Mostra immagine a dimensione intera | A questo punto non resta che effettuare la scelta del contesto fortemente artificializzato ed urbano: quale può essere una scelta migliore di New York come contesto di questo tipo? New York (8.391.881 ab. nel 2009) è una città degli Stati Uniti d'America, situata nello Stato omonimo, caratterizzata da una popolosità più elevata dell'Unione, nonché uno dei centri economici e culturali più influenti del continente americano e del mondo intero. Questo contesto metropolitano è stimato come uno dei più popolati nel mondo. L'immagine riportata qui a fianco è stata estrapolata con l'utilizzo dell'applicazione Google Earth di Google che consente di visualizzare un'area perfettamente realistica e tridimensionale (comprendente di modelli degli edifici 3D) del sito prescelto. Quando sarà completata la fase di progetto e il nostro progetto arriverà a compimento nel modello 3D, questo potrà essere inserito in tale contesto attraverso questa applicazione; in questo modo si potrà mostrare a pieno l'inserimento nell'area, come se la nostra opera fosse stata realmente realizzata. |
| Cerchiamo ora di definire in maniera più specifica le due localizzazioni. Per quanto concerne lo scenario naturale, immaginiamo di voler colmare quel vuoto che la natura ha generato, come per voler riempire una di quelle fratture della terra. |
Mostra immagine a dimensione intera Mostra immagine a dimensione intera Mostra immagine a dimensione intera | Da una vista dall'alto è possibile scorgere un forte contrasto che New York presenta in relazione alla sua forte essenza urbanizzata, questo contrasto è dato dalla presenza di una vasta area verde denominata Central Park, un grande parco (3,4 km², un rettangolo di 4 km × 800 m) nel distretto di Manhattan. Si trova nella Uptown, al centro tra i due quartieri residenziali, l'Upper West Side e l'Upper East Side, i quali prendono il nome dalla loro posizione rispetto al parco. Anche le strade che lo circondano prendono il suo nome: Central Park West, Central Park North, Central Park East e Central Park South. Central Park è un'oasi per gli abitanti di Manhattan che abitano nei grattacieli circostanti, ed è uno dei parchi cittadini più conosciuti del mondo. È chiamato il "polmone verde" di New York. Anche se il parco sembra naturale, è in gran parte opera artificiale dell'uomo. In questo secondo caso la scelta della localizzazione si caratterizza dalla volontà di rendere un contesto urbanizzato come New York ancora più urbanizzato, per far ciò occorrerà operare l'eliminazione di questa sua forte componente che seppur artificiale presenta un aspetto naturale. Al posto del Central Park sorgerà il nostro progetto, opera che renderà un'area urbanizzata ancora più urbanizzata, New York più New York di prima. |
Mostra immagine a dimensione intera | La scelta dei due catalizzatori è stata operata all'interno della precedente esercitazione numero 6 sull'osservazione dell'opera Eden di Michelangelo, questa scelta si giustifica con la volontà di creare una continuità fra tutte le esercitazioni in una sorta di cammino/ evoluzione/ trasformazione. Occorrerà determinare i due più forti elementi (rispettivamente naturale ed artificiale che contengono un simbolismo particolare nel dipinto anzidetto. Il catalizzatore naturale sarà uno dei due "fuochi" del quadro, il centro della prima scena, il serpente, simbolo della tentazione e del peccato. |
Mostra immagine a dimensione intera | Il secondo catalizzatore, il catalizzatore artificiale, deve essere proprio un oggetto creato dall'uomo. Ancora una volta è il dipinto di Michelangelo a fornirci lo spunto; come precedentemente detto esistono due "fuochi" nell'opera; così come il serpente è il centro della prima scena, il soggetto a cui sono dovute le azioni nel primo riquadro, così nella seconda scena la spada si carica del ruolo di oggetto punitivo nei confronti del peccato. Sarà proprio la spada il catalizzatore del progetto contestualizzato in ambiente artificiale. |
| Per sviluppare i due progetti occorre individuare ora gli aggettivi che caratterizzeranno il paradigma. Nell'ottica precedentemente espressa di voler creare un continuo, un unico processo di progettazione, si è deciso di ricollegarsi agli aggettivi dell'esercitazione numero 03 "Obiettivi di Progetto" blog: Aggettivi. Aggettivi: VULNERABILITA’, TRISTEZZA, IMMOBILITA’ |
Mostra immagine a dimensione intera | Stabiliti i caratteri iniziale di entrambi i progetti operiamo ora singolarmente su ognuno di essi. Dal catalizzatore scelto operiamo delle prime trasformazioni per ottenere una caratterizzazione ed un paradigma indiziario. Dalla spada, nostro catalizzatore, otteniamo un concept di progetto con trasformazioni che si basano sugli aggettivi presi in esame. Alla spada verrà operata una frattura che ne dividerà il corpo in due parti, questa frattura esprime una sensazione di TRISTEZZA, separazione. La parte centrale, al contrario, resterà fissa, IMMOBILE, divenendo il punto di connessione verticale ed orizzontale tra le due parti principali. L'ultima trasformazione del paradigma indiziario si manifesta alla base, dove la struttura abbandona le rigidità del catalizzatore, spigoloso e tagliente, per mostrarsi invece più VULNERABILE e quindi dalle forme più morbide ed accoglienti. |
Mostra immagine a dimensione intera | Passo successivo è la definizione di un paradigma organizzativo operato sulla base di determinati punti di vista, ovvero lo sviluppo dell'organizzazione spaziale studiato variando la posizione dell'osservatore nello spazio. 1. Partendo da un punto di vista esterno posto di fronte all'edificio notiamo che esso è distinguibile in tre parti fondamentali: - la base, connessione a terra, a cui è stato attribuito il carattere di VULNERABILITA' dell'aggettivo; parte dell'edificio in cui per un concetto stesso di vulnerabilità decidiamo di inserire tutti quegli spazi di servizio generali, l'ingresso stesso dell'opera, nonchè i campus universitari piano su piano delle diverse facoltà , tutti spazi di passaggio e non di vita; - il corpo centrale, a cui è stato attribuito il carattere di IMMOBILITA' dell'aggettivo; in questa parte più protetta si svilupperanno i dormitori per studenti e professori nonchè i relativi servizi strettamente connessi; - la fine, culmine dell'opera, a cui è stato dato il carattere di TRISTEZZA dell'aggettivo; La riservatezza di questa area portano ad immaginare al suo interno tutta una serie di componenti riservati ed esclusivi quali centri culturali, teatri, musei, cinema, ecc. nonchè un osservatorio. 2. Entrando nella struttura e percorrendola in ascesa si nota che la parte centrale resta invariata, IMMOBILE, e funge da collegamento verticale tra i vari piani. La pianta si compone di due parti TRISTEMENTE separate e le cue forme morbide denotano un carattere di VULNERABILITA'. 3. Accedendo ad una delle due parti di cui si compone il piano tipo possiamo evidenziare una stratificazione dall'interno verso l'esterno, come evidenziato in figura a lato; di queste, la parte centrale conterrà tutte le parti di vita in comune fungendo da punto di riferimento fisso, IMMOBILE; procedendo verso l'esterno vi sarà una fascia centrale, di passaggio, dinamica, di disaggregazione, TRISTE; infine la fascia esterna che presenterà gli spazi caratterizzati da maggiore riservatezza, quegli spazi di vita privata, intimità e VULNERABILITA'. |
Mostra immagine a dimensione intera | Attraverso l'uso di linee caratterizzate dalla similitudine con i tratti di oggetti che suscitano sensazioni legate agli aggettivi si costruisce una griglia di controllo, il cui scopo è quello di verificare la congruità geometrica degli spazi che realizzeremo all'interno dell'opera. Questa griglia verrà applicata per definire gli spazi di tutti i piani. |
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Mostra immagine a dimensione intera | Seguendo lo schema indicato dalla griglia è possibile creare tutte le piante tipo degli ambienti del progetto e, per estrusione, verificarne la congruità . |
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Contestualizziamo ora il modello raggiunto in questa fase inserendolo all'interno della rappresentazione tridimensionale di Central Park. Le immagini sopra riportate mostrano delle viste privilegiate del modello inserito nel contesto urbano. | |
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| L'immagine sovrastante spiega i riferimenti, gli obiettivi e le regole di trasformazione che andremo ad applicare ad entrambi i progetti (sia quello contestualizzato in ambiente urbano che quello contestualizzato in ambiente naturale) e che modificheranno, ampliandone la complessità , il nostro modello. Questo è il PRIMO SET DI REGOLE DI TRASFORMAZIONE che applicheremo. |
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Definite le regole di trasformazione ed applicate al modello precedentemente mostrato generiamo un primo scenario di trasformazioni e relative variazioni. Il modello è stato inserito nel modello 3D di new York di Google Earth. Le immagini contestualizzate ci consentono di creare nuovi scenari generativi. | |
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Rimanendo sul primo scenario di trasformazioni mostriamo una ulteriore possibile variazione successiva del modello sulla base delle regole identificate. La contestualizzazione ci consente di creare infiniti possibili variazioni del primo scenario. Allo stesso modo, ognuna di queste possibili variazioni può generare un ulteriore infinità di nuovi scenari se si aumenta la complessità del modello definendo una nuova serie di regole, come mostreremo successivamente. | |
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Sempre appartenente al primo scenario di trasformazioni il modello mostrato nelle immagini sovrastanti risulta essere un'ulteriore variazione contestualizzata. A questo punto definiamo un nuovo set di regole di trasformazione per aumentare la complessità del modello. | |
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| L'immagine soprastante evidenzia il SECONDO SET DI REGOLE DI TRASFORMAZIONE che utilizzeremo per trasformare ulteriormente il nostro modello. Dette regole di trasformazione dovranno essere applicate ad entrambi gli scenari di progettazione |
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Le immagini riportate presentano il modello contestualizzato inerente la prima variazione appartenente al secondo scenario di trasformazioni. Come espresso precedentemente, con l'applicazione del primo set di regole, anche in questo caso gli ipotetici scenari sono illimitati. | |
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Le immagini riportate presentano il modello contestualizzato inerente la seconda variazione appartenente al secondo scenario di trasformazioni. Procediamo oltre per analizzare ora il modello contestualizzato in ambiente naturale. | |
Mostra immagine a dimensione intera | Completati i passaggi con il progetto in contesto artificiale passiamo ora ad analizzare in dettaglio il progetto in contesto naturale. Dal catalizzatore scelto operiamo delle prime trasformazioni per ottenere una caratterizzazione ed un paradigma indiziario. Dal serpente, nostro catalizzatore, otteniamo un concept di progetto con trasformazioni che si basano sugli aggettivi presi in esame. Il serpente è caratterizzato da una forma sinuosa, tondeggiante, che esprime movimento; noi elimineremo questo "movimento" IMMOBILIZZANDONE le forme morbide. La sezione, da tonda, si schiaccerà fino a tendere al suolo, come sciogliendosi, esprimendo TRISTEZZA. L'ultima trasformazione del paradigma indiziario sarà data da una serie di tagli grazie ai quali si formeranno gli edifici veri e propri e particolari percorsi tra di essi, possibili aree di interconnessione, nonchè spazi gioco e svago. Questi tagli divengono sintomo di VULNERABILITA'. |
Mostra immagine a dimensione intera | Dal paradigma indiziario passiamo ora allo studio del paradigma organizzativo, operando sempre attraverso la definizione di particolari punti di vista. 1° Se guardiamo dall'alto la struttura notiamo che essa può essere distinta in cerchi concentrici: - cerchio esterno, per posizione il più VULNERABILE, in esso situeremo tutti quei servizi di aggregazione e non di vita privata; - cerchio intermedio di passaggio, la cui posizione di intermediarità rende questa zona un mero e TRISTE luogo di passaggio, in detta area opteremo per collocare le segreterie e gli spazi amministrativi; - cerchio interno, il più protetto, chiuso ed IMMOBILE, per questa sua natura, quindi, il più atto a proteggere gli spazi di vita privata ed intima dei singoli individui; in detta zona collocheremo le aree dei dormitori e dei servizi annessi. |
| 2° se ci spostiamo tra un cerchio e l'altro noteremo che gli spazi fra di essi sono ottimi per realizzare delle aree di verde e parco, nonchè zone di relax e svago. 3° Se accediamo ad uno dei singoli edifici componenti il complesso noteremo che la pianta si divide anche essa secondo assi che esprimono i caratteri degli aggettivi. - VULNERABILITA' è data dai corridoi che seguendo una direzione radiale dal centro tagliano i singoli edifici e separano tra loro le stanze; - TRISTEZZA è espressa dall'unico corridoio che si staglia centrale ad ogni edificio e taglia gli altri corridoi perpendicolarmente; - IMMOBILE è la divisione rigorosa delle stanze poste tra i corridoi. | |
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Mostra immagine a dimensione intera | All'interno della struttura a griglia costruita è possibile delineare i tratti delle singole unità organizzative, nonchè, per estrusione, effettuare la verifica di congruità tridimensionale. |
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| Riportiamo alla memoria il primo set di regole che andremo ad applicare per trasformare il nostro modello. Questo set è stato già utilizzato per operare le trasformazioni dello scenario contestualizzato in ambiente urbano. |
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Mostra immagine a dimensione intera | Le immagini riportate mostrano il fotoinserimento in contesto naturale del modello di base e delle variazioni inerenti al primo scenario di trasformazioni. Anche qui i possibili scenari sono illimitati. Andiamo ora a variare il modello attraverso il secondo set di regole di trasformazione, incrementandone, quindi, la complessità . |
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| Riportiamo alla memoria il secondo set di regole che andremo ad applicare per trasformare ulteriormente il nostro modello. Questo set è stato già precedentemente utilizzato nel progetto contestualizzato in ambiente artificiale. |
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Le immagini sovrastanti riportano uno scenario di variazione della seconda fase di trasformazioni che hanno aumentato la complessità del modello. |
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