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Andrea Tommaso Cordone locked

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Ben venuti nella pagina riguardante il mio “percorso generativo” che mi ha portato alla realizzazione del lavoro finale che potrete vedere qui di seguito. “H house”
Il lavoro è partito inizialmente dalla richiesta del cliente ( in questo caso il professor soddu) di realizzare un edificio con un forte legame con la natura, munito di spazi pubblici ma, allo stesso tempo, di una zona privata che potesse essere vissuta esclusivamente dal proprietario; con delle camere che si adattassero all’umore del padrone di casa, insomma.. una richiesta abbastanza ardua e, sicuramente, la mia interpretazione di questi dati sarà stata differente da quella percepita da altri miei compagni di corso.
Dopo le prime esercitazioni dove ( io sono stato assente..) si è passati al primo step di questo percorso, l’individuazione di un catalizzatore e del primo paradigma organizzativo.

Il mio catalizzatore è il mondo dell’ aldilà secondo la visualizzazione dantesca.


''::« Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual'era è cosa dura,
esta selva selvaggia e aspra e forte,
che nel pensier rinova la paura! »
::''

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Come tutti ben sanno,
''Il racconto dell'Inferno, la prima delle tre cantiche, si apre con un Canto introduttivo (che serve da proemio all'intero poema), nel quale il poeta Dante Alighieri racconta in prima persona del suo smarrimento spirituale; si ritrae, infatti, "in una selva oscura",allegoria del peccato, nella quale era giunto poiché aveva smarrito la "retta via" della virtuosità (si ritiene che Dante si senta colpevole, più degli altri, del peccato di avidità, che infatti, contrariamente alla tipica visione cattolica, nell'Inferno e nel Purgatorio è posto sempre come il meno grave tra i peccati puniti). Tentando di trovarne l'uscita, il poeta scorge un colle illuminato dalla luce del sole; tentando di salirvi per avere più ampia visuale, però, viene fermato nella sua scalata da tre belve feroci: una lonza(forse una lince), allegoria della lussuria, un leone, simbolo della superbia, e una lupa, che rappresenta l'avidità, i tre vizi che stanno alla base di tutti i peccati.
A salvarlo da queste tre bestie, però, gli si fa incontro l'anima del grande poeta Virgilio, che dopo aver cacciato le fiere, si presenta come l'inviato di Beatrice, la donna amata da Dante (morta a soli ventiquattro anni), la quale aveva intercesso presso Dio affinché il poeta fosse redento dai peccati. Di qui Virgilio condurrà Dante attraverso l'Inferno e il Purgatorio perché attraverso questo viaggio la sua anima possa salvarsi dal male in cui era caduta. Ad accompagnare Dante nel Paradiso sarà Beatrice.''

La struttura dell’inferno dantesco è un po come.. “un enorme edificio” strutturato su livelli sfalsati, su ognuno di essi vi è collocata una determinata categoria di peccatore o beato quindi, mettendo in moto i neuroni che ho in testa, ho pensato a come accoppiare la richiesta basata sull’umore del cliente e quanto appena scritto. Posso realizzare un edificio ampio, basato su diversi livelli, con un nucleo centrale dal quale poi si diramano altri piccoli nuclei a diversa altezza.. dedicati agli ospiti..
se l’ospite è gradito.. lo mettiamo in alto, se non lo è.. in basso in penombra! Da qui deriva il mio prrimo schizzo. E la prima individuazione di una ipotetica forma derivante dal paradigma.

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Vi è stata poi l’individuazione di tre aggettivi per il lavoro in questione e di una “regola”.

DITTATORIALE, ORDINATO, SCHEMATICO.
Dittatoriale perché deve dare la sensazione di un qualcosa di imposto, che è li e nessuno può farci nulla, se ti piace bene altrimenti non lo guardare!
Ordinato, nessuna parte messa a caso, tutto secondo una ben precisa logica (quella dell’inferno dantesco).
Schematico, realizzato con linee essenziali che diano l’idea di un qualcosa di prezioso, unico e non di un edificio affetto da grave “qualunquismo”.
La regola invece che ho coniato per tale edificio è la seguente :
“ Un utilizzo razionale delle forme con una distinzione netta del nucleo dello stesso, necessità, anzi, obbligo di mettere in risalto e in netta distinzione le parti pubbliche da quelle private. Seguire alla lettera le regole del catalizzatore scelto e, ogni elemento creato, deve essere necessariamente utile e non aggiunto a caso. Infine è necessario un profondo legame con la natura.”.

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Il passo successivo per il mio progetto è stato la scelta del contesto, ho scelto :
BAHIA di SANTA MONICA (LOS ANGELES) in CALIFORNIA.
Il motivo della mia scelta è sempre legato all’inferno dantesco.. la spiaggia rappresenta il collegamento tra due realtà ben distinte, da un lato il caos cittadino, dall’altro l’universo marino.. insomma, funge da purgatorio da attraversare x andare da una realtà all’altra.
Da questa scelta, arriva anche il discorso del punto di vista.
Principalmente il punto di vista lo posso distinguere in due “interpretazioni” ossia, quello di chi guarda l’edificio e quello di chi vive al suo interno. Dovevo dare la sensazione di un qualcosa di collocato non a caso.. ma strettamente legato all’ambiente, in questo caso alla spiaggia e al mare. Da questi ragionamenti è nata la forma finale dell’edificio e la sua collocazione.

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Ho individuato il carattere della mia architettura che ho riassunto con la parola : Statico.
vi è stata poi un individuazione della possibile organizzazione della pianta dell'edificio.
uno schizzo molto semplice e sbrigativo, fa intuire che essenzialmente la costruzione si suddivide in tre blocchi. il primo è quello centrale dal quale nascono gli altri due. in quello centrale sono collocati l'ingresso, il soggiorno e la cucina piu la zona notte per i padroni di casa. nel primo blocco (quello che da sul prospetto frontale) sono presenti prima di tutto il corpo scale che porta al piano e poi due terrazzi. nel secondo blocco che rappresenta una depandance per gli ospiti sono presenti vano scala piu zona giorno al piano terra e camere con balcone al ptimo piano. nel tetto grazie all'utilizzo dei materiali in legno, si ha un forte legame con la natura, e sono presenti quasi ovunque piccoli spazi verdi.

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ecco l'immagine finale con l'inferimento del contesto.

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fine


link al secondo progetto




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