1st: a house in Lecco
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Per i capelli
Il tema che unifica i tre quadri è una rappresentazione dell'infinito labirinto del pensiero umano, in cui ogni personaggio riesce a sdoppiarsi in un proprio alter ego che ha o lo stesso volto o un volto indefinito.
La mente umana funziona infatti come una scala a doppia elica o come una scala Escheriana, in cui due pensieri, pur trovandosi all’interno di uno stesso spazio generatore e pur facendo uno stesso percorso, non si incontrano mai.
Tre Aggettivi
“L'uomo che trova dolce la sua patria non è che un tenero principiante, colui per il quale ogni terra è come la propria
è già un uomo forte, mentre solo è perfetto colui per il quale tutto il mondo non è che un paese straniero.â€
U. da San Vittore (scrittore dell'anno mille)
Libero, Universale, Nostalgica
Il tema che unifica i tre quadri è una rappresentazione dell'infinito labirinto del pensiero umano, in cui ogni personaggio riesce a sdoppiarsi in un proprio alter ego che ha o lo stesso volto o un volto indefinito.
La mente umana funziona infatti come una scala a doppia elica o come una scala Escheriana, in cui due pensieri, pur trovandosi all’interno di uno stesso spazio generatore e pur facendo uno stesso percorso, non si incontrano mai.
Nel quadro di Giorgione il ragazzo pensa e cerca di staccarsi col pensiero dalla realtà materiale, ma non è effettivamente LIBERO di farlo.
Il dipinto di Van Gogh è NOSTALGICO perchè è un'illusione mentale che il poeta si costruisce di se stesso.
nel quadro di El Greco, che rappresenta un'apparizione divina, UNIVERSALE è l'amore di Dio che si manifesta a tutti gli esseri viventi.
Prima esercitazione
si tratta di un padiglione. Non è però il classico padiglione progettato come una "cornice", un contorno per qualcosa che vi è dentro esposto. Si tratta di uno spazio che nasce svuotando e bucando due volumi cubici di partenza. Dai due volumi di partenza si distaccano piani diversi che caratterizzano lo spazio esterno, creando un complesso labirinto geometrico che potrebbe replicarsi fino all'infinito, all'infinitesimo all'infinitamente grande.
E' uno spazio di sosta e di riflessione reale da cui si può partire per un percorso labirintico nella mente umana.
Questa vista del lungolago di Lecco esprime bene l'anima della città .Il lungolago è il posto dove effettivamente si svela l'anima della città di Lecco.
E'un'anima libera perché guarda verso un ambiente acquatico che aspira all’infinito dell'orizzonte.Orizzonte che è però chiuso dala vista delle montagne.
E’ perciò un’anima nostalgica che coabita con quella libera: l’aspirazione di un mare infinito rimane tale poiché è un mare chiuso e limitato nelle sue possibilità di spaziare.
Il lungolago è il luogo rivelatore, dove Lecco è "davvero Lecco", più che in ogni altra sua parte.
E’ un luogo che è diviso, staccato dal resto della città tramite una strada trafficata, che rende questo percorso a se stante rispetto a tutte le altre strade\vie.
E' un elemento distaccato e separato dagli alberi (nella foto spogli)che fanno da filtro visivo e uditivo al percorso; è un luogo che si proietta verso il lago senza tenere conto più di tanto degli edifici e della città intorno.
E’un luogo sospeso tra due anime di Lecco: è l'unica strada della città che eprmette di cogliere il carattere davvero universale della stessa: il contrasto tra le cime accuminate e le pareti ruvide delle Montagne che frustrano l'ambizione e l'aspirazione di libertà dell'acqua del lago.
E’ cuore pulsante che richiama l’attenzione delle menti della città di Lecco, dove si può stare appartati dal mondo pur essendone al centro.
Il lungolago sembra luogo conchiuso in se stesso ma in realtà è un luogo in divenire che necessita di un elemento dinamico per rinnovarsi e attirare ogni sguardo da ogni sponda.
Quale indicatore, quale indizio, per mettere "in discussione e in movimento" questo luogo, è meglio di un oggetto che è in stretto rapporto con l’ambiente acquatico e marino quale la conchiglia spiraliforme del nautilus?
È proprio un elemento che aspira alla libertà del mare ma è conchiuso e vincolato nella sua conchiglia. E’ un’elemento di tensione verso qualcsa d’altro.Proprio come secondo me è il lungolago di Lecco e la sua vista.
Esempio di come ho applicato al mio edificio tale regola.
Vediamo qui la regola applicata come descritta sotto ad ambienti con forme diverse.
Regola: espansione della chiusura verticale+rastremazione della copertura
Obiettivo ottenuto: creazione di uno spazio LIBERO
Procedimento:Lo spazio all'interno di una stanza può definirsi libero se e solo se consente alla mente di colui che vi risiede di spaziare anche all'esterno della casa, in uno spazio illusorio che è maggiore di quello effettivo della stanza. Per tale ragione le pareti devono "muoversi" nello spazio ed esere dirette verso l'esterno della stanza. Per aumentare la sensazione di ampiezza e di libertà il soffitto della stanza deve essere rastremato in direzione del cielo.
La regola geometrica prevede che la parete che dà verso l'esterno deve aggettare di una misura pari alla metà della dimensione più lunga della stanza (ovvero pari al lato (o diametro, nel caso di ambienti cilindrici) dell'ambiente su cui si innesta. Si deve incurvare, sempre verso l'esterno, con forma di semicirconferenza con un raggio R pari alla metà della lunghezza della parete aggettante (o del diametro di base).
Per completare l'effetto il tetto deve avere una pendenza non troppo pronunciata ma costante verso il cielo: una pendenza del 5% è l'ideale.
Aggettivo associato:libero
Un desiderio che si presentava in maniera ricorrente durante le mie giornate di bambino era quello di costruire una casa che fosse luogo di elezione e spazio esclusivo e personale. Sfortunatamente le mie abilità da carpentiere facevano si che la struttura che montavo non durasse più di qualche centesimo di secondo.
Il mito della casa sull’albero era in me alimentato anche da un libro: “Il Barone Rampante†in cui Italo Calvino narra le avventure di un giovane nobile, Cosimo Piovasco diRondò, che rifiutò ogni convenzione sociale sale su un albero e decide di non scenderne mai più sprezzante delle imposizioni che il suo nobile rango gli imponeva.
Il libro e il suo filo conduttore (il rifugio sugli alberi) sono simbolo di una volontà di fuga dalle convenzioni del mondo esterno e rappresentano un’ideale irraggiungibile di libertà .
Aggettivo: nostalgico, lontano nel tempo
Fina dalla tenera età di 4-5 anni ero incredibilmente appassionato di dinosauri. Sfogliavo libri e libri con queste figure gigantesche. Ardente di passione per l’argomento mi documentavo su dove si trovassero i più bei reperti, sognavo un futuro da paleontologo e studiavo date e periodi, aspettavo trasmissioni che parlassero della preistoria come un adolescente aspetta il concerto della sua pop star preferita.
Il film “Jurassic Park†aveva inoltre profondamente contribuito ad alimentare questo sogno di incontrare queste misteriose creature e il senso di “esotico†e lontano nel tempo. Avrei fatto di tutto pur di poter compiere un viaggio nel tempo e poter vedere dal vivo uno di quei giganti buoni che popolavano il pianeta terra milioni di anni fa!
Oggi tutta questa passione è andata scemando fino a sparire quasi completamente.
Tuttavia, da quando i ricercatori hanno scoperto che erano tutti ricoperti di piume guado i piccioni corvi e i loro simili con aria sempre più sospettosa.
Aggettivo : Universale
Era uno dei mie cartoni Disney preferiti assieme a Robin Hood e Alice nel Paese delle Meraviglie.
Oltre a trasmettere momenti di grande ilarità era l’immagine di un mondo fantastico pieno di magia e di creature fantastiche.
Universale perchè si tratta di una favola universalmente nella nostra cultura occidentale e resa cinematograficamente in mille modi diversi.
Regola: Progettazione di finestre che abbiano un telaio a filo esterno e senza serramenti che le interrompano.
Obietttivo ottenuto: lo spazio interno diventa più LIBERO
-maggior quantità di luce interna
-sguardo verso il paesaggio non è interrotto e infastidito dalla presenza del telaio.
Procedimento:lo spazio per l'entrata della luce è tutto il foro architettonico, il telaio non filtra nè frena nemmeno una minima parte della luce: si ottiene così una maggior luminosità .
-Lo sguardo può spaziare senza dalla fnestra verso il paesaggio senza che sia interrotto dall'elemento del telaio. Lo spazio interno diventa LIBERO: la finestra è ampia, la visuale è ampia e pulita, non c'è nulla che freni lo sguardo dalla stanza verso il paesaggio esterno.
L'area della finestra varia a seconda della stanza: per una stanza di 40 mq deve essere di 8mq.
Regola: progettazione di un sistema di collegamento che mette in comunicazione interno ed esterno della casa. Questo sistema è atto a filtrare la luce che entra dalle finestre tramite un sistema di bucature ed è riconducibile alla categoria dei "brise soleil". Tuttavia le bucature sono generate tramite una geometria frattale.
Obiettivo ottenuto: lo spazio interno diventa nostalgico e riflessivo e raccolto.
La luce che entra deve essere filtrata e scomposta secondo un filtro brise soleil che ha bucature che hanno origine dalla frattalizzazione di un ottagono ottenuro tramite l'intersezione di due quadrati posti l'uno a 45° rispetto all'altro. .
Gli ottagoni si replicano distribuendosi su quadrato concentrici e, su ogni quadrato, il raggio del cerchio in cui l'ottagono è inscritto è ogni voltapari a un terzo rispetto al raggio degli ottagoni che stanno sul quadrato precedente.
La casa deve essere un landmark del lungolago, deve essere ben visibile su una piattaforma, e con l'ingresso facilmente raggiungibile e identificabile dalla strada. Tuttavia le stanza più private sono poste in posizione tale da metterle al riparo da ogni rumore o sguardo indiscreto.
